John Wick - Capitolo 2

2017, Azione

Non fate incazzare John Wick: 5 motivi per cui è diventato un instant cult

Violento, spietato e adrenalinico. Nell'arco di soli due anni l'opera prima di Chad Stahelski e David Leitch si è imposta come piccola perla del cinema action grazie ad una storia essenziale e ad un protagonista dotato di un carisma fuori dal comune. In occasione dell'uscita di John Wick - Capitolo 2, proviamo ad analizzare meriti e pregi di questo inaspettato fenomeno cinematografico.

John Wick: Keanu Reeves in una scena del film

Le cose rassicuranti sono molto preziose. Perché sono prevedibili, perché non ci tradiscono mai, perché sono sempre le stesse e servono da rifugio per le nostre incertezze. Ma cosa succede quando due cose rassicuranti come le favole della buonanotte e le previsioni del tempo falliscono miseramente? Cosa accade quando ti accorgi che su New York avevano previsto acquazzoni, mentre piovono proiettili e grandinano cadaveri? Cosa succede quando scopri che persino l'Uomo Nero può essere ammazzato da qualcun altro? La risposta a questi atroci dubbi destabilizzanti ha un nome e un cognome: John Wick. Un tipo solitario, poco loquace, capace di cambiare vita e di isolarsi dal mondo. Per fortuna del mondo. Almeno sino a quando qualcuno ha osato ribussare alla sua porta, buttarla giù, irrompere in casa sua e fare qualcosa di molto, molto spiacevole. E di sbagliato. Un gesto scellerato e stupido che riaccende un vulcano dormiente, ridesta la bestia e rispolvera l'istinto di un grande professionista. Sono queste le premesse, semplici e immediate, di John Wick, un film d'azione veemente, tutto basato su una scintilla di rabbia irrefrenabile, punto di partenza di un effetto domino che gronda vendetta e sangue. Opera prima di Chad Stahelski e David Leitch, il film racconta la storia di un assassino professionista che, suo malgrado, riprende pistole, granate e fucili appesi ai chiodi; lo fa senza mezzi termini, senza perdersi in preamboli e in inutili lungaggini.

John Wick: Keanu Reeves nella prima immagine del film

Cadenzato da un'azione pura e adrenalinica, John Wick trasuda esperienza sul campo da ogni poro e inquadratura. Un campo di battaglia, naturalmente. Ex stuntaman e registi di seconda unità, i due registi hanno riversato in questa storia di vendetta nera tutta la loro esperienza in fatto di acrobazie, sparatorie, corpi in movimento. Il risultato è un film uscito in sordina esattamente due anni fa (in Italia), e che poco alla volta ha raccolto consensi e fan in tutto il mondo, tutti esaltati dal pragmatismo di questo elegante assassino. Oggi, alla vigilia del suo atteso sequel (John Wick - Capitolo 2, in uscita il 16 marzo), cerchiamo di capire i segreti di questo instant cult in cinque mosse. Letali come un killer impassibile, capace di far grondare di sangue strade intere e di far impallidire persino l'Uomo Nero. Anche con una matita in mano. Ovviamente, come è facilmente intuibile dal nostro titolo alquanto colorito, siamo molto aperti al dialogo con i detrattori del pacifico John.

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1. Wick per Vendetta

John Wick

Affiancate la "V" di vedovo alla "V" di vendetta e avrete una "W" appuntita come una lama pronta colpire. Sì, avete letto bene: "vedovo". Persino un' anima oscura come quella di John Wick aveva trovato la pace nell'amore. Ritiratosi dai loschi meandri della criminalità organizzata, John si era sposato e rifugiato in una attesa e forse insperata normalità. Una bella casa, passeggiate sulla spiaggia, bei ricordi da filmare. Poi, però, ecco una lunga malattia a cui sua moglie non è riuscita a sopravvivere. Però, prima di andarsene, Helen aveva pensato al nostro antieroe: un ultimo lascito, un simbolo, un cane da amare per andare avanti e continuare a vivere. Tutto questo ci viene raccontato nei primi minuti di John Wick. Scopriamo così un uomo solo con il suo dolore, aggrappato alla memoria di un amore svanito e che investe tutto nel regalo di sua moglie. Così, quando tre brutti ceffi gli ammazzano quel cane, è facile sposare la causa di John, schierarsi con lui e cavalcare l'onda di furibonda vendetta pronta a scagliarsi contro i colpevoli. Ecco, uno dei punti di forza del film è proprio l'immediatezza con cui si entra in empatia con un personaggio di cui comprendiamo ogni singolo proiettile.

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John non era l'uomo nero. Era quello che mandavi a uccidere il fottuto uomo nero.

2. Pulizia e spettacolo: l'azione è servita

JW

Ultimo iscritto nel club delle vendette cinematografiche più recenti, tutte ad opera di uomini maturi ed incazzati (Io vi troverò, The Equalizer - Il vendicatore), John Wick colpisce per il modo in cui mette in scena il suo castigo. Wick ci appare subito come una persona schiva e fredda, schiacciata da uno sforzo che comprendiamo solo in seguito: tenere a bada il professionista letale che era una volta, e che non ha mai smesso di essere. In tal senso il film riesce benissimo a restituire l'idea di questa valanga di morte pronta a scatenarsi sulla malavita russa di New York. Grazie ad una regia pulita, chiara, sempre leggibile anche quando ambientata dentro una discoteca caotica, Stahelski e Leitch trascinano lo spettatore dentro un esaltante spettacolo di morte. In John Wick, però, tutta questa azione scorrevole non è solo sinonimo di sparatorie e scazzottate a mani nude, perché assume persino una funzione narrativa. Lo stile di combattimento di questo arsenale umano, ci racconta del suo pragmatismo (pensiamo al "vizio" dei colpi dritti in testa), della sua devozione inamovibile e di un carattere glaciale. E per quanto le gesta del protagonista risultino esagerate, rimane la volontà di rendere l'azione realistica e capace di mettere il nostro in difficoltà. Come quando c'è bisogno di ricaricare una pistola in un momento critico, oppure quando è il caso di ricucirsi da solo una ferita che sanguina da troppo tempo.

3. Guarda, gioca, sfoglia

Aveva deciso di mettere un punto, il buon John. Aveva scelto da solo il game over per i suoi giochi di morte. E invece qualcuno ha rimesso un gettone dove non doveva, riavviando una macchina da guerra. Così ecco nuove missioni da portare a termine ad ogni costo. Prima: uccidere il figlio del boss. Seconda: distruggere l'impero del boss. Terza: uccidere il boss. Strutturato in maniera livellare come un perfetto videogame, John Wick è pieno di quel piacere videoludico che spinge lo spettatore-giocatore ad andare avanti, a superare con maestria interi gruppi armati, a vincere i vari boss di fine livello che richiedono molto più impegno e fatica. Quello che rende John Wick un action movie moderno è proprio questa capacità di ibridarsi con altri media, sia dal punto di vista visivo che testuale. Pensiamo a questo antieroe taciturno, riluttante di poche ma pregnanti parole, alle immagini livide, piene di colori netti, e poi ancora all'azione spettacolare ed esasperata. Ecco, è molto difficile non pensare alle peculiarità di un fumetto d'azione, anche grazie alla vena di divertente e divertito black humor che spesso attraversa il film. Non è un caso, quindi, che John Wick stia per sfondare anche il muro del cinema. Per cosa? Per diventare sia un fumetto che un videogioco, naturalmente.

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4. Un oscuro sottobosco

John Wick: Keanu Reeves con Willem Dafoe in un'immagine del film

Questo è un film meno banale e scontato di quel che sembra. E che, forse, vuole persino sembrare. La sua storia, come detto, è semplice quanto essenziale, ma nel racconto sono seminati indizi di una mondo narrativo molto più complesso. Ci riferiamo al mondo parallelo degli assassini professionisti, che come all'interno di un oscuro urban fantasy (vedi le saghe di Underworld e Blade), ci appare come un sottobosco invisibile agli occhi dei comuni mortali. In questa realtà altra ci sono delle norme ben precise, una regola di condotta e persino una moneta a parte. In questo regno proibito vige il galateo degli assassini, con un suo codice d'onore e personaggi loschi che alimentano miti e leggende. Un universo alternativo che John Wick sfiora appena e di cui vorremmo sapere di più. Magari nell'imminente sequel.

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5. Bentornato, signor Reeves

John Wick: Keanu Reeves in un primo piano tratto dal film

È stato ospite del Conte Dracula, ha guardato in faccia il Diavolo, guidato un autobus senza freni, si è infiltrato tra mirabolanti surfisti, ha guidato la ribellione di un'umanità messa in ginocchio dalle macchine. Durante i suoi magici anni Novanta, è stato davvero difficile non affezionarsi almeno una volta a Keanu Reeves, attore dal volto unico e dal carisma raro, che purtroppo negli ultimi anni sembrava aver perso lo smalto e la capacità di scegliere film alla sua altezza. Dopo tante delusioni, John Wick ha finalmente rispolverato il talento spontaneo di quest'uomo dalla vita difficile, segnata da lutti e malattie. Sarà anche per questo che John Wick è un ruolo che gli sta addosso tanto bene, con quella sua anima ferita, il volto attraversato dal dolore e lo sguardo carico di una persistente malinconia. Un po' come il personaggio stesso, dopo tanti anni Keanu Reeves è tornato. Non sarà più in grado di camminare sui muri o fermare in aria le pallottole come una volta, ma in fondo a noi va bene così.

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