24: Redemption (FILM TV)

2008, Azione

Recensione 24: Redemption (2008)

A fare da ponte tra il Day 6 e il Day 7 della serie, arriva questo film TV che vede l'eroe interpretato da Kiefer Sutherland impegnato a cercare di salvare un gruppo di ragazzini africani braccati dai miliziani.

I giorni della redenzione per Jack Bauer

Ci avevano provato i terrostisti islamici, i cinesi, un presidente USA corrotto e perfino il suo stesso padre, ma nessuno era mai riuscito a mettere fuori gioco Jack Bauer, un eroe come pochi se ne sono mai visti sul piccolo e sul grande schermo. Dove però avevano fallito tutti gli altri, c'è riuscito lo sciopero degli sceneggiatori dello scorso anno, bloccando ancora prima della partenza la settima stagione di 24, una selle serie tv più popolari ed apprezzate dell'ultimo decennio che però manca dagli schermi televisivi statunitensi dal maggio del 2007.
Per ovviare a questa lunga assenza e per permettere agli spettatori di riavvicinarsi gradualmente alla nuova serie che andrà in onda a partire dal prossimo 11 gennaio, ecco questo 24: Redemption, un film tv della durata di due ore che racconta di avvenimenti che fanno da ponte tra il Day 6 e il Day 7.

Non è la prima volta che gli autori della serie si cimentano in esperimenti simili (già in precedenza alcune stagioni avevano avuto brevi prequel inclusi come extra nell'edizioni dvd e addirittura un videogioco faceva da ponte tra la seconda e la terza), ma è la prima volta che questo format di straordinario successo viene utilizzato per un lungometraggio: anche questo Redemption, infatti, mantiene la tipica caratteristica delle avventure di Bauer, ovvero il mostrare esclusivamente avvenimenti in tempo reale, utilizzando spesso degli split-screen per ovviare al problema della contemporaneità di alcuni eventi e utilizzando le interruzioni pubblicitarie per nascondere le pause all'interno dell'azione, come quando si tratta di spostarsi da un luogo ad un altro.
Il classico orologio digitale caratteristico della serie scandisce il tempo che va dalle 3 alle 5 di un caldo pomeriggio africano; se infatti il format rimane inalterato nonostante il dilatarsi della tipica durata, quello che cambia completamente è il setting: non siamo più a Los Angeles, Jack Bauer non ha più alcun legame con il CTU (Counter Terrorist Unit), ma si trova nella fittizia Sangala, un paese che ricorda non poco il Ruanda, soprattutto per le tensioni che sembrano esserci all'interno della popolazione, e che hanno portando ad un colpo di stato da parte del perfido Generale Juma che ha armato i bambini ed è sull'orlo del genocidio di massa.

Jack Bauer ovviamente si troverà coinvolto in tutto questo quando il luogo dove ha trovato rifugio, una scuola per orfani di guerra gestita dal vecchio amico Carl Benton, viene assalito dai ribelli che vogliono rapire i bambini per "reclutarli" nel loro neonato esercito: in realtà Bauer era sul piede di partenza poichè l'ambasciata americana ha scovato il suo nascondiglio, e vuole che faccia ritorno in patria per essere processato e condannato per tutti i crimini commessi in passato. Ma un eroe non si sottrae ai suoi doveri ed è così che Jack prima riesce a debellare gli assalitori e poi cerca di portare in salvo i bambini verso l'ambasciata americana che sta per smobliitrare.
Anche a Washington infatti non è certo passata inosservata la tragica situazione del Sangala, ma qualcosa di ancora più importante sta per accadere: il presidente Noah Daniels sta per lasciare l'incarico a Allison Taylor, la prima donna presidente degli Stati Uniti. Da subito è evidente come dietro questi eventi, apparentemente lontani, del Sangala ci sia in realtà qualche zampino degli Stati Uniti, più precisamente del misterioso Jonas Hodges che sembra essere a capo di qualche oscura organizzazione insediata all'interno del governo.

Per due ore quindi ci vengono raccontate le premesse necessarie per rientrare nel pieno dell'azione della settima stagione, con il ritorno di Bauer in America dove verrà processato e una nuova Madam President alle prese con una nuova cospirazione. Premesse che fanno ben sperare per il futuro della serie e che si fondono in un tv movie piacevole, anche se non appassionante come sarebbe stato lecito aspettarsi da un 24: funzionano l'ambientazione e il contesto in cui si svolge l'azione, funzionano gli interpreti (Kiefer Sutherland è ormai a suo agio nel ruolo di Jack ruolo come mai nella sua carriera, la brava Cherry Jones si dimostra da subito all'altezza del difficile ruolo, e tutte le altre spalle - a partire da Robert Carlyle - sono più che convincenti), ma quello che viene a mancare e proprio quel ritmo concitato e adrenalico che è caratteristico del format, quella capacità di riuscire ad avvincere anche quando manca di particolare originalità. L'impressione è che un prodotto come 24 funzioni al suo meglio proprio nel suo formato originario, con tempi e ritmi ben collaudati: forse è un qualcosa su cui riflettere per quanto riguarda l'idea - più e più volte rimandata - di fare un 24 - The Movie, ma se si tratta, come in questo caso, soltanto di un assaggio in attesa del vero ritorno, allora ben venga questo Redemption, ed un caloroso bentornato a Jack Bauer.

Recensione 24: Redemption (2008)
Luca Liguori
Redattore
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