Il signore degli anelli - Le due torri

2002, Fantastico

Recensione Il signore degli anelli - Le due torri (2002)

Arriva nelle sale italiane l'atteso secondo capitolo della trilogia di Jackson, Il signore degli anelli.

Guerra nella Terra di Mezzo

Anche se diversamente da come si poteva immaginare, l'inizio del film rappresenta una testa di ponte tra La compagnia dell'anello e questo Il signore degli anelli - Le due torri. Non si tratta di un riassunto degli avvenimenti del primo film, ma di una breve sequenza che, con l'utilizzo degli stessi virtuosismi registici a cui Peter Jackson ci aveva già abituato nel primo episodio della trilogia, mostra il letale scontro tra Gandalf e il Balrog nelle profondità di Moria.
Quello che all'inizio sembra un semplice flashback in realtà prende vita propria ed è così che la macchina da presa invece di abbandonare lo stregone per seguire il resto della compagnia, si lancia nelle più profonde viscere della terra per mostrarci quello che è solo l'inizio di un interminabile, ma visivamente affascinante, scontro.
Si tratta probabilmente dell'unica scena effettivamente figlia del precedente film, perché, pur essendo in tutto e per tutto la seconda parte di una trilogia, questo Le due torri differisce in maniera molto evidente dal suo predecessore.

La differenza più sostanziale è da notarsi nella diversa struttura narrativa: se il primo film raccontava le gesta e le avventure di un'unica compagnia e si presentava quindi molto più compatto, ne Le due torri il regista è obbligato a seguire le azioni di più gruppi di personaggi e a ricorrere a più artifici per cercare di mantenere la tensione sempre alta in tutte le scene.
E' il caso, per esempio, delle sequenze finali di Frodo e Faramir ad Osgiliath, che risultano inutilmente forzate e poco approfondite e che hanno come unico scopo quello di aggiungere qualche elemento d'interesse in più alla storia di Frodo e Sam che, con la decisione di posticipare alcuni eventi chiave della loro storia al terzo film, sarebbe risultata troppo povera di avvenimenti di rilievo.
Inevitabilmente questo porta a delle incongruenze con il romanzo da cui è tratto, benché il film rimanga fedele ai temi e ai significati, e a delle scelte cinematografiche meno ardite, che pur non influendo in maniera decisiva sulla qualità del film, lasciano almeno in parte l'amaro in bocca.
Anche la "presunta" morte di Aragorn a metà film lascia il tempo che trova, e viene da chiedersi se non ci fosse un modo meno "patetico" di presentare il dilemma di Arwen, soprattutto considerando che l'episodio rallenta notevolmente il ritmo del film e ruba preziosi secondi ad un film già contratto di suo, come dimostra il finale troppo affrettato e per questo, in alcuni punti, poco chiaro per i non cultori della saga.

La colonna sonora, pur non raggiungendo la qualità della precedente, è d'effetto e funzionale al film; la recitazione si mantiene su ottimi livelli , anche se soffre un po' per la minore presenza su schermo del sempre eccezionale Ian McKellen. Una citazione d'obbligo non può che andare a Gollum, un personaggio esclusivamente digitale, ottimo dal punto di vista realizzativo, che vanta un approfondimento psicologico ed una "recitazione" di tutto rispetto.
La fotografia è ottima e le scenografie, come sempre, di grande impatto, ma quello che sorprende è ancora una volta la maestria di Jackson nel riprodurre ambienti e situazioni epiche in modo eccezionale

Non ci sono dubbi sul fatto che, nonostante i suoi difetti, quello che abbiamo davanti è un film di buona fattura, molto coinvolgente ed emozionante, soprattutto grazie alla splendida battaglia al Fosso di Helm che è in realtà il vero cuore del film, e che fa ben sperare per il prossimo ed ultimo capitolo di una saga "magica" anche sul grande schermo.

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Luca Liguori
Redattore
4.0 4.0
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