Gli Oscar 2004

Dalla Terra di Mezzo direttamente nella Storia: con undici Oscar su undici candidature, il fantasy sbanca Hollywood e Il ritorno del re diventa uno dei film più premiati di tutti i tempi.

Ed eccoci anche quest'anno a celebrare la festa del cinema americano: la serata più scintillante dell'anno, in cui Hollywood rimira, applaude e premia le sue stelle. Stiamo parlando, naturalmente, dei 76esimi Academy Awards.
Oltre le aspettative il favore dell'Academy per l'ultimo episodio della trilogia tolkieniana di Peter Jackson: undici statuette su undici nomination.

Le nomination erano arrivate un mese fa, rispettando per lo più le attese: se la martellante campagna pubblicitaria della Miramax per Ritorno a Cold Mountain era stata ignorata, i fratelli Weinstein si erano rifatti con il film brasiliano La città di Dio - City of God, che lo scorso anno non era nemmeno stato nominato per la statuetta del miglior film straniero.

Il premio più importante, quello per il miglior film, vedeva in gara, tra gli altri, due contendenti che rappresentano scelte (moderatamente) sorprendenti: Seabiscuit - Un mito senza tempo si è conquistato il suo posto al sole grazie soltanto ottimi incassi domestici e ai contenuti Oscar-friendly, mentre Lost in Translation - L'amore tradotto, piccolo film indipendente che Sofia Coppola ha girato in 27 giorni in Giappone, non ha esattamente trionfato al botteghino della prima visione U.S.A., ma è stato acclamato dalla critica americana e internazionale e con il passare dei mesi è diventato una serissima minaccia per i favoriti; questi ultimi sono i film per cui si è parlato di Oscar praticamente da prima dell'uscita ufficiale: Il signore degli anelli - Il ritorno del re è il capitolo conclusivo di una trilogia che ha visto ogni episodio in gara per la statuetta più ambita. Tale impresa era riuscita soltanto ad un'altra trilogia, quella de Il padrino - firmata proprio da colui che oggi è padre orgoglioso della più giovane avversaria di Peter Jackson e della sua Compagnia. Coppola, tuttavia, vinse con i primi due film e mancò l'Oscar con l'ultimo (era il 1991, l'anno di Balla coi lupi): Jackson ha mancato la vittoria per due anni consecutivi, ma si sa che fino ad oggi l'Academy è stata reticente a riconoscere il valore di opere fantasy come la trilogia tolkieniana.
In ogni caso, il regista neozelandese aveva legittime speranze per quest'anno.

L'avversario più agguerrito della Compagnia non era nuovo agli Academy Awards (si portò a casa le statuette per film e regia undici anni fa con Gli spietati), ed è uno degli uomini più potenti di Hollywood: il venerabile signor Clint Eastwood. Il suo Mystic River è un drammone a tinte fosche, caratterizzato da straordinarie performance attoriali.
A completare la cinquina, Master and Commander: Sfida ai confini del mare, appassionante epos marinaresco di Peter Weir. L'australiano - autore di film come L'attimo fuggente e The Truman Show - è senza dubbio un potenziale vincitore, ma non sembra questo il suo anno.

Ma vediamo com'è andata la serata in dettaglio. Dopo la tradizionale passerella sul Red Carpet, lo spettacolo del Kodak Theater si è aperto con Sean Connery, sul palco per inaugurare la serata e introdurre Billy Crystal e il suo strepitoso montaggio/parodia di presentazione dei film in gara, intitolato ironicamente The Return of the Host, ad indicare il suo graditissimo ritorno come presentatore della serata dopo Steve Martin lo scorso anno. E Crystal si dimostra subito in forma smagliante prendendo amabilmente in giro gran parte dei presenti (da Jack Nicholson a Clint Eastwood) e cantando cinque esilaranti canzoni per ognuno dei film nominati nella categoria principale.

Subito dopo, si rompe il ghiaccio con la prima statuetta, quella per il Miglior attore non protagonista. Tim Robbins ha fatto mangiare la polvere a tutti gli avversari nell'arco della stagione dei premi cinematografici. Il fatto che Del Toro abbia vinto tutto solo tre anni fa per Traffic ha naturalmente il suo peso.
E' Catherine Zeta-Jones, vincitrice lo scorso anno per Chicago, che presenta i candidati:

Benicio Del Toro per 21 grammi - Il peso dell'anima
Alec Baldwin per The Cooler
Djimon Hounsou per In America
Tim Robbins per Mystic River
Ken Watanabe per L'ultimo samurai

Premio assegnato a Robbins: molto bello il suo discorso che va ad omaggiare colleghi e contendenti, ma che non dimentica tutte le persone che, come il personaggio da lui interpretato nello splendido film di Eastwood, sono o sono state vittime di violenze e di abusi.

Dopo che Ian McKellen ha presentato la clip introduttiva di Il signore degli anelli - Il ritorno del re, il primo film in gara per il premio principale, Angelina Jolie presenta il premio per la miglior scenografia che va a Il signore degli anelli - Il ritorno del re.
Una grande emozione per il popolo degli Anelli vedere il grande Alan Lee, che a Tolkien ha prestato i suoi geniali pennelli per decenni, mettere le mani sul prezioso ometto d'oro.

Un mini spettacolo di Robin Williams, coadiuvato dal buddy Crystal, introduce i candidati per Miglior film d'animazione:

Alla ricerca di Nemo
Koda fratello orso
Appuntamento a Belleville

E il vincitore, come previsto, è il pesciolino della Pixar.

Sale poi sul palco Renée Zellweger per premiare i Migliori costumi, che vedevano in gara:

Il signore degli anelli - Il ritorno del re
Seabiscuit - Un mito senza tempo
La ragazza con l'orecchino di perla
L'ultimo samurai
Master and Commander: Sfida ai confini del mare

Prima mini-sorpresa della serata, non vince la favorita Ngila Dickson per L'ultimo samurai, ma vince la non-così-favorita Ngila Dickson - insieme a Richard Taylor - per Il ritorno del re.

La seconda clip per il Miglior film, quella per Master and Commander: Sfida ai confini del mare, è presentata da Nicolas Cage.
A seguire, Chris Cooper presenta il premio per la Miglior attrice non protagonista: anche qui c'è una seria ipoteca sulla vittoria, questa volta da parte di Renée Zellweger, nominata per il terzo anno consecutivo e unica speranza di gloria per Ritorno a Cold Mountain. Tra le altre contendenti, le più quotate sono la grande Hunter (che però, al contrario della favorita, è già stata premiata dall'AMPAS per Lezioni di piano) e la bellissima iraniana Aghdashloo. A seguire, tutte le nominate per il premio alla Miglior attrice non protagonista:

Shohreh Aghdashloo per La casa di sabbia e nebbia
Patricia Clarkson per Pieces of April
Marcia Gay Harden per Mystic River
Holly Hunter per Thirteen - Tredici anni
Renée Zellweger per Ritorno a Cold Mountain

La vincitrice, come da previsioni, è una biancovestita e lacrimosa Zellweger.

E' poi la volta di Tom Hanks, che si occupa di presentare un montaggio in ricordo di Bob Hope.

Ben Stiller e Owen Wilson, in arrivo sui nostri schermi nei panni di Starsky & Hutch presentano i premi per il Miglior cortometraggio il Miglior corto animato: trionfano Two Soldiers e Harvie Krumpet.

Illumina il palco della sua incantevole presenza Liv Tyler, che presenta le performance di tre delle cinque canzoni candidate al premio Miglior canzone originale: Alison Krauss con Sting (autore di testo e musica) You Will Be My Ain True Love, tratta da Ritorno a Cold Mountain, e subito dopo Scarlet Tide per lo stesso film.
Segue Into the West interpretata da una Annie Lennox un po' giù di voce ma assolutamente radiosa, per Il signore degli anelli - Il ritorno del re.

Will Smith e la sua splendida moglie Jada Pinkett Smith presentano le nomination per il premio per i Migliori effetti speciali:

La maledizione della prima luna
Il signore degli anelli - Il ritorno del re
Master and Commander: Sfida ai confini del mare

Come ampiamente prevedibile, l'Oscar va a Il signore degli anelli - Il ritorno del re. Terza statuetta per il film di Peter Jackson, e terzo premio in tre anni per la WETA da lui fondata.

Dopo una breve apparizione di Jennifer Garner e la sua presentazione della cerimonia di premiazione degli Oscar tecnici tenutasi il 14 febbraio scorso, è la volta del premio alla carriera a Blake Edwards, autore di alcune delle più esilaranti commedie della storia di Hollywood. A presentare questo importante momento, un divertente Jim Carrey che fa anche da spalla al grande regista in un simpatico siparietto: che sia la base per una futura e inedita collaborazione?

E' poi la volta di Bill Murray, sul palco per presentare la clip per Lost in Translation - L'amore tradotto, subito dopo la coprotagonista Scarlett Johansson presenta il premio per il Miglior trucco, che vede in lizza tre film:

La maledizione della prima luna
Il signore degli anelli - Il ritorno del re
Master and Commander: Sfida ai confini del mare

E il titolo che pronuncia Scarlett è ancora Il ritorno del re: siamo a quattro su quattro per il film di Jackson. Dopo i costumi, un altro premio cui sembrava il Re dovesse rinunciare, sintomo di un'inaspettata parzialità dell'Academy che prelude a qualcosa di clamoroso.

La coppia John Travolta e Sandra Bullock introduce gli Oscar del suono. il premio per i migliori effetti sonori vede in gara:

La maledizione della prima luna
Seabiscuit - Un mito senza tempo
L'ultimo samurai
Il signore degli anelli - Il ritorno del re
Master and Commander: Sfida ai confini del mare

Si conferma il trend della serata e la truppa neozelandese del Ritorno del re intasca un'altra statuetta. Per il Miglior montaggio sonoro il Re ha mancato la nomination, e se la vedono per questa statuetta tre film:

La maledizione della prima luna
Alla ricerca di Nemo
Master and Commander: Sfida ai confini del mare

Ed è Master and Commander a fare suo questo Oscar "Rings-free".
Dopo che Julia Roberts si è assunta la responsabilità di ricordare la leggendaria Katherine Hepburn, scomparsa nel corso di quest'anno, si passa alle categorie relative ai documentari. Il Miglior corto-documentario, presentato da John Cusack e Diane Lane è Chernobyl Heart, mentre l'Oscar per Miglior documentario, presentato da Alec Baldwin e Naomi Watts, va a The Fog of War.

Prima di continuare con i premi, il Presidente dell'Academy, Frank Pierson, presenta il montaggio realizzato in memoria dei cineasti scomparsi nel corso dell'anno, a cominciare da Gregory Peck, passando per Charles Bronson, Elia Kazan, Micheal Kamen e molti altri nomi noti del mondo del cinema.

Tocca a due leggende musicali come Sting e Phil Collins assegnare il premio Oscar per la Miglior colonna sonora, che vede nominati:

Big Fish
Ritorno a Cold Mountain
Alla ricerca di Nemo
Il signore degli anelli - Il ritorno del re
La casa di sabbia e nebbia

Il vincitore è Howard Shore per Il signore degli anelli - Il ritorno del re: il canadese aveva vinto soltanto due anni fa per Il signore degli anelli - La compagnia dell'anello, e pochi si aspettavano questo bis: a questo punto i Ringers cominciano a sognare davvero e il sorriso di Peter Jackson ad allargarsi. Anche perché arrivano Julianne Moore e Pierce Brosnam ad annunciare le nomination per il Miglior montaggio, e tra i cinque candidati:

La città di Dio - City of God
Seabiscuit - Un mito senza tempo
Ritorno a Cold Mountain
Il signore degli anelli - Il ritorno del re
Master and Commander: Sfida ai confini del mare

..il vincitore è Il ritorno del re, e l'en plein è sempre più possibile.

Jamie Lee Curtis, moglie del regista Christopher Guest, autore di A Migthy Wind, presenta la canzone tratta dal film. Performance con bacio da parte di Eugene Levy e Catherine O'Hara. Subito dopo anche l'ultima canzone in gara, la deliziosa The Triplets of Belleville per Appuntamento a Belleville, dopodiché è il momento che Jack Black e Will Ferrell annuncino qual è la miglior canzone originale del 2004: indovinate un po'? Annie Lennox, Frances Walsh e Howard Shore si abbracciano festeggiando l'ottavo Oscar del Ritorno del re.

E' una luminosa Charlize Theron a consegnare il premio per il Miglior film straniero al favorito della categoria: Le invasioni barbariche. La delegata canadese si dice molto soddisfatta, e felice di non avere dovuto concorrere con Il ritorno del re.

A seguire Uma Thurman e Jude Law presentano il premio per la miglior fotografia. Anche qui come nel montaggio sonoro, la Compagnia degli Anelli non è candidata, e la cinquina è composta da:

La città di Dio - City of God
Seabiscuit - Un mito senza tempo
Ritorno a Cold Mountain
La ragazza con l'orecchino di perla
Master and Commander: Sfida ai confini del mare

L'Oscar va a Master and Commander, alla seconda statuetta della serata.

Quello per la sceneggiatura non originale è uno dei grandi punti interrogativi di questi settantaseiesimi Academy Award. Gli adattamenti in gara sono tutti molto apprezzati (sì, persino quello di Seabiscuit), e se è vero che alcuni membri dell'Academy potrebbero ritenere doveroso un riconoscimento all'impresa degli sceneggiatori de Il ritorno del re e di tutta la trilogia degli Anelli, è anche vero che se Jackson è destinato a intascare le due statuette principali, questa potrebbe rappresentare il "premio di consolazione" per The Clint. O il meritato plauso per un altro piccolo film che ha mandato in visibilio la critica, e cioè American Splendor. O ancora, il riconoscimento per Meirelles, nel caso City of God dovesse mancare sia montaggio che fotografia... Il dubbio sarà presto sciolto da Francis Ford Coppola e dala figlia Sofia, che presentano i candidati al premio per la Miglior sceneggiatura non originale:

Il signore degli anelli - Il ritorno del re
Seabiscuit - Un mito senza tempo
American Splendor
Mystic River
La città di Dio - City of God

Ed è il magnifico trio Philippa Boyens, Frances Walsh e Peter Jackson a salire sul palco per accettare le statuette e ringraziare J.R.R. Tolkien, autore dei libri che hanno adattato dopo averli amati sin dagli anni dell'infanzia.

Manca la presentazione dell'ultimo film in gara per l'Oscar più ambito, ed è l'attore Tobey Maguire a presentare la clip del film di cui è protagonista, Seabiscuit - Un mito senza tempo.

La coppia da Oscar Susan Sarandon e Tim Robbins annunciano il vincitore per la categoria Migliore sceneggiatura originale. La sfida qui vede in pole position la Coppola per la sua tenera e malinconica commedia giapponese, che si dice sia ispirata al matrimonio, appena naufragato, con il cineasta Spike Jonze; Sofia dovrà avere la meglio, però, sull'agguerrita concorrenza di Jim Sheridan e delle sue figlie Naomi e Kirsten, che hanno firmato insieme al padre lo script del toccante In America. Possibile sorpresa, forse Le invasioni barbariche?

In gara troviamo:

Le invasioni barbariche
Piccoli affari sporchi
Lost in Translation - L'amore tradotto
In America
Alla ricerca di Nemo

La vincitrice è Sofia Coppola e con lei la famiglia Coppola è nella storia degli Oscar con la terza generazione, dopo il nonno Carmine Coppola e il padre Francis Ford Coppola. I Coppola eguagliano così gli Huston, che avevano già raggiunto questo insolito traguardo grazie alle vittorie di Walter Huston, John Huston e Anjelica Huston.

Arriva una superstar, Tom Cruise, per presentare uno dei premi più prestigiosi della serata, quello per il Miglior regista.
Qui vale in parte quanto detto precedentemente per le pellicole in lizza come Miglior film, sennonché il cavallino di Gary Ross non è riuscito a portarlo sino ad una nomination per la regia. Al suo posto, accanto a Jackson, Eastwood, Coppola e Weir c'è Fernando Meirelles, autore di La città di Dio - City of God.
Anche qui, Jackson appare favoritissimo: ma non è da escludere che si verifichi lo split, cioè che questa statuetta non vada al regista della pellicola premiata come miglior film, come è successo l'anno scorso, con Roman Polanski che ha soffiato l'Oscar al regista del trionfatore Chicago, Rob Marshall. Qualcuno azzarda una previsione che vede Mystic River prevalere come miglior film, e Donna Coppola come miglior regista. La bella Sofia è la prima donna di nazionalità americana a ricevere una nomination come miglior regista: le due signore onorate prima di lei sono infatti un'italiana, Lina Wertmüller (nel 1976 per Pasqualino Settebellezze) e una neozelandese, Jane Campion (1993, Lezioni di piano).

I contendenti sono quindi:

Peter Jackson per Il signore degli anelli - Il ritorno del re
Sofia Coppola per Lost in Translation - L'amore tradotto
Clint Eastwood per Mystic River
Peter Weir per Master and Commander: Sfida ai confini del mare
Fernando Meirelles per La città di Dio - City of God

Ed è lo hobbit neozelandese a tornare sul palco per ritirare questo premio importantissimo e ringraziare i propri genitori e i produttori della New Line che hanno avuto così tanta fiducia nel suo rischioso progetto. Il film è a quota 10 statuette su 11 nomination e, con il miglior film ancora da annunciare, ad un passo dal fare la storia del cinema.

E' il momento dell'Oscar alla Miglior attrice protagonista, presentato come abitudine dal vincitore come miglior attore nell'edizione precedente: Adrien Brody. Dopo il clamoroso bacio ad Halle Berry dello scorso anno, Brody sembra intenzionato a ripetere l'exploit con la vincitrice del 2004. Le aspiranti conquiste di Brody:

Keisha Castle-Hughes per La ragazza delle balene
Diane Keaton per Tutto può succedere
Samantha Morton per In America
Charlize Theron per Monster
Naomi Watts per 21 grammi - Il peso dell'anima

Nessuna sorpresa, la trionfatrice è quella che tutti si aspettavano, e cioè la statuaria Theron, che si è trasformata in una non troppo piacente serial killer per interpretare Monster.

Siamo arrivati agli ultimi due premi da assegnare. E' Nicole Kidman a consegnare l'Oscar per quella che è un'altra contesa che prometteva scintille, qualle di Miglior attore protagonista. I ruoli femminili "da Oscar" scarseggiano, si lamentano le donne di Hollywood: quelli maschili sono fin troppi, tanto che l'AMPAS ha dovuto scegliere tra due diverse performance di un unico attore, Sean Penn, e naturalmente ha snobbato quella più originale e brillante (21 grammi - Il peso dell'anima). Penn, alla sua quarta nomination, è un'altra personalità in "debito" di Oscar, e la sua vittoria sarebbe praticamente sicura se a fronteggiarlo non ci fosse Bill Murray, veterano fino ad oggi fuori dalle grazie dell'Academy, e forte di un'interpretazione ammaliante ed emozionante in Lost in Translation. E'un ruolo, quello di Bob Harris, che Sofia Coppola ha scritto con in mente il suo sorriso sghembo, il suo sguardo ironico, la sua adorabile parlantina: a detta della regista, se Murray avesse rifiutato la parte, il film non sarebbe stato girato. Riuscirà all'Academy ciò che non è riuscito alla sottoscritta - resistere a Bill Murray?
Come recita il detto, tra i due litiganti... la disputa serrata Penn/Murray potrebbe giovare ad un eventuale terzo incomodo. Se per Kingsley e Law i giochi sembrano chiusi, dopo la vittoria al SAG Johnny Depp è lanciatissimo, e nessuno si scandalizzerebbe a vederlo trionfare per il trascinante pirata casinista di La maledizione della prima luna. Questi quindi i contendenti:

Johnny Depp per La maledizione della prima luna
Bill Murray per Lost in Translation - L'amore tradotto
Sean Penn per Mystic River
Jude Law per Ritorno a Cold Mountain
Ben Kingsley per La casa di sabbia e nebbia

Premio assegnato a Penn, che viene salutato da una standing ovation del Kodak Theater. Grande commozione per l'attore e un pizzico di delusione per il bravissimo Bill Murray.

L'ultimo premio, il più atteso, è affidato alla mani sapienti di Steven Spielberg. In lizza per l'Oscar degli Oscar, come già illustrato:

Il signore degli anelli - Il ritorno del re
Seabiscuit - Un mito senza tempo
Lost in Translation - L'amore tradotto
Mystic River
Master and Commander: Sfida ai confini del mare

"It's clean sweep!", dice Spielberg. Un "cappotto", si direbbe da noi. Tutta la Compagnia degli Anelli sale sul palco, Jackson ringrazia incredulo, la Walsh e Elijah Wood hanno gli occhi gonfi di pianto, e Barrie Osborne trova anche modo di scherzare con Billy Crystal.

Il trionfo è assoluto, la storia è scritta. Hollywood ha abbracciato il genere fantasy e Tolkien da oggi, nel cinema, trova posto accanto ad altri miti quali Ben Hur e Titanic.

Per chiudere, un piccolo omaggio al vero mattatore della serata, il maestro di cerimonie Billy Crystal. Ecco alcune delle sue (tantissime) battute più esilaranti.
Dopo la quinta statuetta al filmone di Jackson: E' ufficiale, non è rimasto più nessuno da ringraziare in Nuova Zelanda. Mentre, dopo il settimo Oscar vinto, ha annunciato che c'è gente che si sta trasferendo in Nuova Zelanda solo per essere ringraziata.
Riferendosi alla giovanissima Keisha Castle-Hughes: "Tredici anni... Tredici anni fa presentai per la prima volta questa cerimonia. Molte cose sono cambiate da allora. Tredici anni fa avevamo Bush come presidente, venivamo da una guerra in Iraq e attraversavamo un periodo di crisi economica..."

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