Einstein (MINISERIE TV IN 2 PARTI)

2008, Drammatico

Recensione Einstein (2008)

E' Rai Fiction ad aver firmato con Ciao Ragazzi il primo progetto televisivo che affronta la vita e l'opera di una delle figure chiave del ventesimo secondo: Albert Einstein.

Einstein: tra scienza e amore

E' arrivato anche il momento di Albert Einstein di essere immoartalato in una fiction televisiva dopo altri illustri personaggi storici che lo hanno preceduto. La miniserie prodotta da Rai Fiction e Ciao Ragazzi, intitolata con semplicità ed immediatezza Einstein, è la prima produzione televisiva che affronta la vita e l'opera del popolare scienziato ed è il ritratto di un genio che non trascura il suo lato privato e che prende le mosse nel 1948 quando Einstein si trasferì ormai quasi settantenne a Princeton dopo aver lasciato la Germania per sfuggire al nazismo. E' proprio lì che una sera reincontra la sua prima moglie Mileva Maric, la madre dei suoi due figli che non vedeva dal 1932, ed insieme affrontano i nodi irrisolti della loro relazione e ripercorrono le tappe principali della loro vita: i primi studi scientifici con le conoscenze matematiche di Mileva al servizio del genio di Albert; il dover fare i conti gli l'ostilità degli accademici ed il celebre impiego all'ufficio brevetti per affrontare le difficoltà economiche; il concepimento del primo figlio Hans Albert ed il matrimonio; le prime pubblicazioni ed i primi successi, così come i conflitti tra loro che nemmeno la nascita del secondo figlio riesce ad appianare e che conducono alla fine del loro matrimonio in concomitanza con la fine della prima guerra mondiale.

Vincenzo Amato in una scena di Einstein
La seconda parte della storia prende il via dalla conferma delle teorie dello scienziato da parte della Royal Society e vede Einstein emigrare in USA, dove collabora al programma atomico americano con l'intento di superare i Russi. Il nuovo conflitto mondiale e soprattutto gli ordigni esplosi su Hiroshima e Nagasaki sconvolgono Einstein che viene travolto dai sensi di colpa per la sua partecipazione al progetto e partecipa alle proteste pacifiste ponensodi nelle mire dell'FBI che lo sospetta fiancheggiatore dei comunisti. Gli ultimi anni di vita dello scienziato si chiudono con il suo testamento scientifico e spiriturale, incentrato su una visione di armonia cosmica, dettato ad un'infermiera ed ancora non del tutto compreso.

A dirigere il progetto troviamo Liliana Cavani, già esperta del settore per aver realizzato negli anni scorsi De Gasperi, l'uomo della speranza, Francesco e, andando più indietro nel tempo, Galileo, e qui autrice anche della sceneggiatura insieme a Massimo De Rita e Mario Falcone. Un progetto complesso per la difficoltà di affrontare una delle icone del ventesimo secolo, il cui pensiero ha rivoluzionato la società moderna, rendendo comprensibili al grande pubblico alcune delle sue intuizioni fondamentali.
L'approccio scelto dalla Cavani è quello di affrontare non solo l'indiscutibile e già noto apporto di Einstein al campo del progresso scientifico, ma anche l'essere umano dietro questi successi: molte le diversità nei giudizi per quanto riguarda la sua sfera umana, un aspetto che ha spinto gli autori ad approfondire l'argomento, anche affidandosi ai numerosi aneddoti sulla sua vita, per avere un quado il più possibile realistico di una delle figure di spicco del secondo scorso.

Vincenzo Amato e Maya Sansa in una sequenza di Einstein
Così gli autori hanno deciso di concentrarsi su tre grandi blocchi, ovvero il rapporto con Mileva, quello con i figli e l'impegno pacifista e ne è venuta fuori l'immagine di un uomo tormentato, con molte paure e debolezze, a tratti meschino, ma allo stesso tempo in grado di dimostrare slanci di generosità, e dotato di uno spiccato senso dell'umorismo e di una grande curiosità per tutto quello che lo circondava. Un genio nel suo campo, incapace di dimostrare la stessa sicurezza e grandezza nella vita quotidiana e soprattutto incapace di comprendere e definire qualcosa di astratto ed imprevedibile come può essere l'amore per una donna. Una difficoltà, quest'ultima, che si mette in luce soprattutto nella complessa relazione con Mileva e nell'altrettanto difficoltoso rapporto con i due figli Hans Alber ed Eduard; una difficoltà che l'interpretazione di Vincenzo Amato riesce a mettere in luce con chiarezza nel rendere un ritratto realistico e credibile di un personaggio così popolare e che si integra in un casting riuscito che ha anche in Maya Sansa un punto di forza per aver dato vita ad una figura di donna, quella di Mileva, forte e moderna.

Dopo qualche rinvio con l'intento di trovare la collocazione migliore per questa produzione su cui puntava molto, la Rai ha deciso di mandare in onda Einstein il 26 e 27 Ottobre, una soluzione che si è rivelata ottimale, considerando che la prima parte andata in onda di domenica sera ha stravinto la guerra degli ascolti del prime time, totalizzando più di cinque milioni di spettatori ed uno share di quasi 23%. Un successo che potrebbe spianare la strada verso le sale cinematografiche alla versione breve del film, quella visionata a Luglio nel corso del Roma Fiction Fest.

Recensione Einstein (2008)
Antonio Cuomo
Redattore
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