Doctor Strange

2016, Avventura

Scott Derrickson su Doctor Strange: "Thor, Loki e Visione saranno gelosi del suo mantello"

Scott Derrickson ha diretto Doctor Strange, quattordicesimo film del Marvel Cinematic Universe con protagonista Benedict Cumberbatch: nel futuro del personaggio il regista vede un'amicizia con Bruce Banner e l'invidia di Thor, Visione e Loki, gli altri Avengers dotati di mantello, per il manto speciale di Strange.

Doctor Strange: Benedict Cumberbatch in versione medico nel teaser trailer del film Marvel

Dalla sala operatoria a templi mistici, passando per portali magici e manti in grado di colpire i nemici: Scott Derrickson, grande appassionato di fumetti, si è divertito come un matto a dirigere Doctor Strange, quattordicesimo film del Marvel Cinematic Universe, che porta al cinema le avventure di Steven Strange (Benedict Cumberbatch), brillante neurochirurgo che, a causa di un incidente, perde l'uso delle mani e quindi l'abilità che lo rende speciale. Deciso a riappropriarsi del proprio destino, Strange si reca a Kathmandu, in Nepal, dall'Antico (Tilda Swinton), maestro che gli insegna le arti magiche.

Strange entra inoltre in possesso anche di due oggetti speciali, gli artefatti magici chiamati Occhio di Agamotto, con cui può viaggiare attraverso il tempo, e Cappa della Levitazione, che non solo gli permette di librarsi in aria, ma è anche in grado di mandare al tappeto i suoi avversari. Un oggetto del genere non potrà che far sfigurare gli altri Avengers muniti di mantello, ovvero Thor, Visione e Loki, come ha ammesso lo stesso Derrickson, che abbiamo incontrato a Londra, in occasione dell'anteprima europea del film: "Saranno tutti così gelosi! Non solo è un mantello, anzi una cappa, speciale, ma è anche senziente: ha una sua personalità e fascino. I loro si limitano a penzolare". Essendo un chirurgo, Strange sarà il terzo scienziato a entrare nella squadra degli Avengers: con chi andrà più d'accordo? Con il genio dell'ingegneria Tony Stark (Robert Downey Jr.) o con il ricercatore Bruce Banner (Mark Ruffalo)? Derrickson non ha dubbi: "Andrà sicuramente più d'accordo con Banner: Bruce è uno scienziato altruista e Strange è un medico, entrambi pensano al bene dell'umanità, è la loro natura".

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Doctor Strange: Benedict Cumberbatch in una foto in cui Strange usa i suoi poteri

Oltre agli studi di cinema, Derrickson in gioventù ha anche approfondito la teologia, materia che l'ha sicuramente aiutato a realizzare questo film, in cui la spiritualità è un elemento importante: "C'è molta spiritualità in Doctor Strange, ma volevo che il film trascendesse qualsiasi tipo di sentimento religioso e si concentrasse soprattutto sul senso della vita. Ci sono verità sull'ego che non si possono ignorare, così come la tendenza ad arrendersi al potere e l'importanza della consapevolezza di sé. Tutti elementi di cui si deve essere coscienti se si vuole crescere come esseri umani".

Doctor Strange: un'immagine del protagonista Benedict Cumberbatch

Tra le riflessioni più interessanti della pellicola c'è il fatto che essere un supereroe e un brav'uomo significa cercare di combattere la morte: il protagonista lo fa sia come dottore che come stregone, e, a suo modo, anche un regista tenta di imbrogliare la morte raccontando storie che continueranno a vivere molto tempo dopo di lui: "Il cinema durerà per sempre, fino a che ci sarà un mondo dotato di tecnologia. I film che facciamo vivranno dopo di noi e credo che raccontare storie sia un'impresa sacra: Dio è il narratore supremo. Siamo tutti qui perché siamo parte di una storia e ognuno di noi ha la sua. Una buona storia riesce ad arrivare alla verità in un modo inaccessibile ad altre discipline".

Doctor Strange: Tilda Swinton e Benedict Cumberbatch in una foto del film

Tornando alla riflessione sull'ego, il regista ha ammesso che oggi più che mai è difficile non lasciarsi disorientare dalle sirene del narcisismo, anche a causa dei social network: "Ci vuole impegno per prendere la decisione di mettere il proprio ego da parte, non succede per caso. Bisogna prendere coscienza del ruolo che ha nella nostra vita e ribellarsi contro di esso. Oggi è l'unica forma di ribellione rimasta: vivere come si desidera, seguendo ciò che ci fa felici, cercando di impegnarci per qualcosa più grande di noi. Sono molto più soddisfatto di me stesso quando vivo in questo modo".

Doctor Strange: un dettaglio del teaser trailer del film Marvel

In Doctor Strange le mani sono una metafora potente: non solo perché con esse il protagonista opera e compie incantesimi, ma perché simboleggiano la sua identità. Nel film le mani di Benedict Cumberbatch sono un vero e proprio personaggio, dotato quasi di una voce propria: "All'inizio del film ci soffermiamo molto sulle sue mani, mostrando i dettagli delle operazioni e facendo vedere cosa è in grado di fare Strange usandole. Perdere l'uso delle mani simboleggia la sua perdita di identità, la perdita del suo egocentrismo. Senza queste mani in grado di effettuare operazioni che sono quasi magia, non ha più niente che lo renda speciale. In seguito diventano fonte di magia reale, con i loro movimenti creano incantesimi, ma amo il fatto che, alla fine del film, quando Strange è da solo, le sue mani tremino ancora: diventano il simbolo della sua fragilità. Proprio come succede a una persona reale, che vive nell'egocentrismo, pensando solo a sé: a volte c'è bisogno di un forte trauma per uscire da quell'ordine di idee. Una volta che sei danneggiato lo sei per sempre, ma è un bene: molte, se non tutte, delle persone che preferisco sono individui che hanno subito una perdita".

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