Captain America: Civil War, 5 differenze tra film e fumetto

Quanto è cambiata la storia della lotta intestina fra gli eroi della Marvel nella transizione dalla miniserie scritta da Mark Millar al film diretto dai fratelli Russo?

Captain America: Civil War, 5 differenze tra film...

Chi guarda regolarmente i cinecomics e conosce un minimo la materia di base sa che, il più delle volte, le trasposizioni cinematografiche non saranno mai fedelissime alle eventuali storyline a fumetti su cui si basano, anche quando le due storie condividono il titolo (per citare un esempio recente, la versione cartacea di Age of Ultron coinvolge praticamente tutti gli eroi della Marvel Comics, ed è incentrata sul tentativo di impedire la nascita di Ultron, mandando Wolverine nel passato per uccidere Hank Pym, il creatore dell'intelligenza artificiale psicopatica).

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Questo non impedisce comunque ai fan duri e puri dei comic books di arrabbiarsi quando, a loro avviso, il film si prende troppe libertà. È il caso di Captain America: Civil War, il tredicesimo lungometraggio del Marvel Cinematic Universe, che ha suscitato qualche polemica - principalmente su vari forum specializzati - in quanto adattamento (molto) libero di Civil War, la miniserie-evento scritta da Mark Millar che ha sconvolto l'universo Marvel cartaceo nel 2006. L'essenza drammatica è rimasta intatta: il governo cerca di controllare i supereroi, e ciò crea un conflitto ideologico fra Captain America, che si oppone, ed Iron Man, e i due diventano i leader di fazioni opposte dei vari eroi. Per quanto concerne il resto, invece, c'è stata una trasformazione a dir poco radicale. Ecco le differenze principali, in cinque punti. N.B. L'articolo contiene spoiler per quanto concerne entrambe le versioni di Civil War.

1. Identità segrete

Captain America: Civil War: Chris Evans nel trailer 2 del film

Come abbiamo detto, sia nel fumetto che nel film si cerca di controllare l'attività dei supereroi. Nella miniserie di Millar, però, a creare problemi tra Steve Rogers e Tony Stark non sono gli Accordi di Sokovia, ma una proposta di legge che prevede che tutti i supereroi svelino pubblicamente le loro vere identità. Rogers, che si è smascherato alcuni anni prima in occasione dell'11 settembre, si oppone a tale legge perché la vede come una sorta di totalitarismo, ossia ciò che lui è nato per combattere, e diventa un fuggitivo a capo di una fazione di eroi che, come lui, difendono la libertà di scelta. Nasce così lo scontro, che ha ramificazioni all'interno di tutto l'universo Marvel (oltre alla miniserie principale, è possibile conoscere la storia completa tramite le diverse testate individuali dei vari supereroi, con il loro punti di vista sull'accaduto).

2. Spider-Man

Nel Civil War cinematografico il Tessiragnatele ci regala la maggior parte dei momenti più spassosi, mentre nel fumetto il suo ruolo è molto più drammatico. Peter Parker è, infatti, il volto ufficiale della fazione di Iron Man, smascherandosi in diretta televisiva (potete immaginare la reazione di J. Jonah Jameson). Questo lo costringe a ricorrere a misure di sicurezza fuori dal comune per proteggere Mary Jane e Zia May, soprattutto quando si rende conto dell'errore commesso e passa dalla parte di Captain America. Ai fan del personaggio non è particolarmente piaciuto il suo coinvolgimento nella storyline, in particolare per via di quello che ne è derivato: One More Day, racconto controverso in cui Peter, per salvare sua zia morente, finisce per fare un patto con il demone Mephisto. Speriamo che sullo schermo un evento simile non si verifichi mai...

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3. Bucky

Captain America: Civil War - Sebastian Stan in un momento del film

Nel film, l'amico d'infanzia di Steve Rogers, divenuto killer sovietico e poi tornato dalla parte dei buoni, è uno degli elementi principali dell'intreccio, poiché un attentato terroristico attribuito a lui è tra le cause dei disaccordi tra Cap e Iron Man. Nel conflitto cartaceo ha un ruolo meno attivo, limitato sostanzialmente al mensile di Captain America, dove Bucky e Falcon aiutano Nick Fury - ufficialmente latitante - a indagare sul possibile ritorno del Teschio Rosso, autore di un complotto nei confronti di Rogers. Ebbene sì, nel fumetto non vi è traccia del Barone Zemo, almeno non in un ruolo da villain, dato che il buon Helmut nel mondo cartaceo si è redento e accetta di aiutare Cap, l'arcinemico di suo padre.

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4. A chi la vittoria?

In entrambe le versioni di Civil War è lecito dubitare su quale fazione abbia ragione e quale abbia torto (sebbene nel fumetto Stark sia molto più insopportabile). Questo principio vale fino alla fine: sullo schermo, Steve Rogers rinuncia a scudo e uniforme in quanto simboli di un governo nel quale non crede più, ma continua a combattere per la giustizia e ricorda a Tony, già disposto a violare gli Accordi in certi casi, che la fazione clandestina degli Avengers sarà sempre pronta ad aiutare chi ne ha bisogno; sulla carta invece, grazie ad un suggerimento di Joss Whedon, entrambi i personaggi sono considerati vincitori, uno sul piano politico (la Registrazione viene approvata), l'altro su quello morale (Steve accetta di andare in prigione per i crimini commessi). E alla fine Tony ammetterà di aver scelto la fazione sbagliata, in circostanze a dir poco tragiche: l'ammissione ha luogo, infatti, dinanzi al cadavere di Captain America...

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Captain America: Civil War - Robert Downey Jr. e Chris Evans in un momento del film

5. La morte di un simbolo

Al cinema rivedremo Steve Rogers tra un paio d'anni, mentre i lettori del fumetto rimasero sconvolti quando fu pubblicato l'epilogo di Civil War, tra le pagine del mensile Captain America: in attesa di essere processato, Steve viene ferito mortalmente da un cecchino - Crossbones, che nel film muore abbastanza presto - e spira tra le braccia di Sharon Carter (la quale, si scoprirà in seguito, è colei che gli ha veramente sparato, sotto l'effetto ipnotico del malvagio Dr. Faustus). Una fine tragica per una storyline piuttosto discussa, sebbene Steve sia tornato un anno dopo. Da notare che mentre lui era dato per morto, il costume di Captain America fu indossato da Bucky, il cui interprete cinematografico Sebastian Stan avrebbe firmato un contratto per nove film...

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