Mad Max: Fury Road

2015, Fantascienza

Mad Max: Fury Road - Tom Hardy 'si scusa' con George Miller

L'accoglienza entusiastica del film ha soddisfatto le star Charlize Theron e Tom Hardy che raccontano le vicissitudini sul set del 'pazzo' e coraggioso George Miller.

Mad Max: Fury Road, lo statuario Nathan Jones in una scena del film

Un boato echeggia a Cannes. E' il rombo dei motori dei futuristici mezzi di trasporto che corrono su e giù per il deserto nell'adrenalinico Mad Max: Fury Road. George Miller ci ha messo trent'anni a regalare alla sua saga un nuovo capitolo, il quarto, ma finalmente, dopo una lavorazione lunga e faticosa, ci è riuscito. E il risultato è stato tale da costringere il suo protagonista Tom Hardy a fare pubblica ammenda. "Quando finalmente ho visto il film finito" spiega l'attore inglese "mi sono detto 'Oh mio Dio, devo a George delle scuse". Voltandosi verso Miller, Hardy prosegue: "Devo scusarmi con te perché durante le riprese ero veramente frustrato. In nessun modo George sarebbe stato in grado di spiegare ciò che aveva concepito".

Difficile descrivere a parole una pellicola che ha strappato ripetutamente applausi durante la proiezione per la critica, e stiamo parlando della stampa accreditata di Cannes nella quale si annidano cinefili freddi e un tantino snob. Ecco perché l'entusiasmo è alle stelle all'arrivo di George Miller e del suo cast, la star Tom Hardy, la splendida Charlize Theron e il giovane Nicholas Hoult, Bestia nella saga 'First Class' degli X-Men. Riflettendo sulla lunga gestazione della sua opera, Miller ammette: "All'inizio non pensavo di fare un altro Mad Max. Poi l'idea mi è entrata in mente e non se n'è più andata via. Continuava a lavorare da qualche parte nel mio cervello e siccome sono un po' pazzo a un certo punto ho deciso di seguirla. Quello che non avevo realizzato era che avrei impiegato dodici anni per terminare il film".

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Survivors

Mad Max: Fury Road - Tom Hardy e Charlize Theron con il regista George Miller a Cannes

Non solo Mad Max: Fury Road è ambientato in un mondo devastato dalla violenza e dall'odio, ma anche la lavorazione della pellicola, a detta del regista George Miller, non è stata proprio una passeggiata. Pur non dovendo superare le sfide impossibili imposte ai suoi personaggi, il regista e la sua troupe si sono imbarcati in una produzione costellata da ritardi, slittamenti e difficoltà di ogni sorta. Il regista commenta: "In questi anni sono cambiate un sacco di cose. Il mondo è cambiato, la storia è cambiata, il linguaggio cinematografico è cambiato. E' cambiato il modo in cui fruiamo i film, ma non sono cambiate le leggi della fisica. Per il momento non esistono ancora uomini volanti, perciò volevo che il film fosse reale. Veri personaggi, vere auto che si scontrano, vero deserto. Per mettere insieme tutti i frammenti del puzzle ci è voluto un bel po' di tempo, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Siamo sopravvissuti". Riflettendo sulla difficoltà di succedere a un'icona come Mel Gibson, nel ruolo di Mad Max, Tom Hardy afferma: "Chiaramente sentivo di dover portare rispetto a un'eredità tanto forte. Subentrare a Mel è stato come ereditare una matrigna. Ma questo non era il mio Mad Max, era il Mad Max di George quindi io mi sono attenuto alle sue indicazioni. E' stato chiaro fin da subito su come avrei dovuto interpretare il personaggio. George è un artista libero e lavorare con lui mi ha fornito grandi insegnamenti. Ora sono pronto a passare allo step successivo".

La svolta femminista

Mad Max: Fury Road - Tom Hardy e George Miller in conferenza stampa a Cannes

Il principale stravolgimento rispetto ai primi tre capitoli, oltre al turnover tra Mel Gibson, storico Max, e Tom Hardy, è la comparsa di un nuovo personaggio, Furiosa, interpretato da Charlize Theron, che ha pari spazio di Max nel film. Il suo personaggio si tuffa in una missione estrema: salvare cinque donne incinte strappandole al signore della guerra Immoran Joe. "La svolta femminista non era prevista inizialmente" spiega George Miller. "Volevamo realizzare un action movie al cui interno si svolgesse una caccia all'uomo. Le prede non erano oggetti, bensì persone. Mi serviva un guerriero, ma non volevo un uomo che rubasse cinque mogli a un altro uomo. Era tutta un'altra storia, perciò il personaggio di Furiosa è venuto di conseguenza". La statuaria Charlize Theron ammette di essere molto felice di aver interpretato un ruolo che le ha permesso "di celebrare tutto ciò che comporta essere una donna, senza tentare di mettere Furiosa su un piedistallo, ma circondandomi di altre donne in una storia che sembra reale". Quando le viene chiesto da dove provengono la rabbia, l'energia e il coraggio richiesti per il ruolo, l'attrice esclama: "Sorpresa. Le donne li posseggono" aggiungendo "Stare per mesi nel deserto è stato difficile, ma è stato vero. Potevo sentire l'odore della violenza, percepire la situazione del mio personaggio a fondo. Eravamo in un luogo senza fine, non c'era via di fuga e credo che George abbia segretamente pianificato tutto questo per ottenere un risultato autentico. Per questo era necessario usare effetti speciali realistici. Davanti a un green screen sarebbe stato tutto diverso". Mad Max: Fury Road, dunque, può essere considerato un film femminista? "Quando si usa il termine femminista molte persone si spaventano, ma George è consapevole del fatto che le donne sono creature tanto complesse e interessanti quanto gli uomini perciò vuole rappresentare la verità. In fin dei conti penso che abbia realizzato un film incredibilmente femminista".

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Pollice alzato da parte di Mel Gibson

Mad Max: Fury Road - Nicholas Hoult, Tom Hardy e Charlize Theron circondano George Miller a Cannes

Un'altra presenza femminile in Max Max: Fury Road la troviamo al montaggio: si tratta di Margaret Sixel, che si è trovata in mano 450 ore di girato e ha impiegato 6.000 ore prima di ricondurre tutto il materiale a due ore. "Margaret è mia moglie" spiega George mIller. "Non aveva mai montato un action movie, perciò mi ha detto 'Perché mai vuoi che sia io a montare questo film?' e io le ho risposto 'Perché se lo affidassi ai soliti montatori, finirebbe per risultare uguale a tutti gli altri action movie'. Il suo commento è stato: 'Il mio lavoro qui è quello di impedirti di metterti in imbarazzo da solo'". Il regista ricorda, infine, l'entusiastico sostegno ricevuto da Mel Gibson, comparso a sorpresa alla premiere losangelina. "E' stato un momento molto emozionante. Avevo il cuore spezzato a vedere cosa stesse accadendo a Mel perché l'ho sempre conosciuto come un brav'uomo".

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