Abiti da Oscar, quando lo stile diventa leggenda

Da Audrey Hepburn a Jennifer Lawrence, alcuni look che hanno fatto la storia della notte più sfavillante del cinema.

Oscar 2014 - Olivia Wilde sul tappeto rosso

Che sia un matrimonio, una comunione, una cena romantica o semplicemente un'uscita tra amiche il più grande dilemma che affligge una donna è "Cosa mi metto?" Pensate, quindi, quanto il problema possa diventare gigantesco se l'occasione in questione si svolge a livello internazionale, sotto gli occhi di fotografi impietosi e con tanto di red carpet. Naturalmente, visto il periodo dell'anno, stiamo parlando della tanto attesa Notte degli Oscar che, ancor prima di decidiere chi sia il miglior interprete, è pronto a puntare il dito su look improbabili incoronando anche le regine di stile.

Perché, per ovvi motivi, le protagoniste assolute di questo concorso mai ufficializzato ma noto a tutti, sono proprio le attrici che, in pochi scatti sanno di giocarsi gran parte della propria credibilità come icone di buon gusto ed eleganza. Chi, infatti, vorrebbe mai rischiare consapevolemnte di arrivare sul famoso palco del Dolby Theater con tanto di statuetta in mano e sorriso d'orgoglio ma con un pessimo vestito? La risposta, ovviamente, è nessuno. Almeno consciamente. Per questo motivo vengono assunti assistenti e esperti dell'immagine il cui unico compito è mettere insieme una mise da prima pagina ed evitare il disastro prima e durante l'immancabile discorso di ringraziamento. Naturalmente il risultato non è sempre garantito, come è stato ampiamente dimostrato da molti documenti fotografici, ma quando l'incanto riesce, il vestito diventa protagonista tanto quanto chi lo indossa, trasfrmandosi così in un abito da Oscar. Non ci credete? Guardate questi esempi, alcuni diventati ormai mitologici, altri appartenenti a tempi più moderni, aspettando la notte del 22 febbraio.

Audrey e Grace, Oscar alla grazia e all'eleganza

Audrey Hepburn ritratta con indosso il celebre abito che indosso per ritirare il premio Oscar per Vacanze romane

Qual è il vostro ideale di femminilità, quello delicato ed etereo di Audrey Hepburn o quello sofisticato e algido di Grace Kelly? Ad essere onesti scegliere è un'impresa ardua visto che entrambe queste attrici sono state capaci di vestire uno stile personale trasformandolo in moda. Tra le due, però, ad indossare quello che è stato nominato come il miglior abito da Oscar dal Time Magazine è la delicata Hepburn che, con le sue fome minute, negli anni ha interpretato alla perfezione la raffinatezza di Hubert de Givenchy. Però, quando nel 1954 Audrey ritira il premio dell'Academy come Miglior Interprete per Vacanze romane ha appena conosciuto il sarto francese, con cui stringerà un sodalizio artistico e personale. In quella sua prima uscita ufficiale sotto i riflettori l'attrice deccide di indossare quello che lei stessa ha definito il suo "Lucky Dress", di cui è ancora incerta la provenienza. Infatti alcuni hanno attribuito questo vestito da cocktail già al gusto e all'ingengo del sarto francese, mentre altri lo hanno riconosciuto come l'adattatamento di un costume di scena realizzato proprio per il film di William Wyler dalla stilista Edith Head, otto volte premio Oscar. Qualunque sia la verità, rimane indiscussa la bellezza del pizzo e del taglio smanicato con bretelline sottili. Tanto che, dopo essere rimasto nascosto per molti anni in un armadio, nel 2011 è finalmente tornato alla luce a Londra per essere battuto all'asta per ben sessantamila sterline.

Grace Kelly fasciata dall'abito con addosso il quale ricevette l'Oscar per La ragazza di campagna

Da parte sua la Kelly, ancora non Principessa di Monaco, non è rimasta certo a guardare e durante la cerimonia del 1955 esibisce la mise acquamarina, sempre ideata dalla Head, cui si devono anche gli abiti iper femminili de La finestra sul cortile. In quell'anno la Kelly sale sul palco per essere premiata per La ragazza di campagna, diretto da George Seaton e interpretato da Bing Crosby e William Holden, mentre il suo stile parla di gusti ben più raffinati e costosi. Si dice, infatti, che per realizzare l'abito lungo in seta sian stati spesi, più o meno, 4000 dollari. Le foto dell'epoca, quasi tutte in bianco e nero, non hanno dato il giusto risalto al colore scelto ne alla lucentezza della stoffa. Sicuramente, però, chi ha avuto la possibilità di ammirare questo pezzo di alta sartoria da vicino in occasione della mostra Grace Kelly: Style Icon tenutasi Victoria & Albert Museum di Londra nel 2010, ha capito per quale motivo Grace, a suo tempo, avesse scelto di in dossarlo in ben due occasioni. Prima della cerimonia degli Oscar, infatti, l'abito aveva fatto la sua uscita ufficiale proprio per la premiere del film di Alfred Hitchcock. E questo particolare racconta molto di un'epoca in cui non si era soliti consumare tutto in fretta e in cui l'eleganza non aveva una data di scadenza.

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Cher, stregata dalla luna ma non dallo stile

Cher con il premio Oscar vinto per Stregata dalla luna

Gli anni settanta e ottanta, ad essere onesti, non offrono molto materiale in fatto di eleganza immortale. Per questo motivo, frugando nella memoria e nelle foto ufficiali l'unica immagine che torna prepotentemente è una Cher che, evidentemente Stregata dalla luna e dal gusto per la provocazione, ritira orgogliosamente il suo Oscar in un nude look poco disposto a lasciare spazio all'immaginazione. L'autore di questo abbigliamento discutibile è l'eccentrico Bob Mackie che, cedendo alla voglia dell'attrice di mostrare un corpo scultoreo e perfetto conquistato a colpi di bisturi, si lascia andare alla fantasia economizzando sulla stoffa. Ed è così che durante la cerimonia del 1988 il vestito è diventato il vero protagonista, rubando prepotentemente la ribalta al film diretto da Norman Jewison e interpretato anche da un giovane Nicolas Cage.

Gwyneth, bella in rosa

Gwyneth Paltrow con il suo Oscar

Shakespeare si è innamorato di lei tanto da condurla senza esitazioni ad agguantare l'ambita statuetta dello zio Oscar. Lei, l'elegante e borghese Paltrow, ha ricambiato il favore presentandosi alla cerimonia con un look tanto sofisticato da essere paragonato a quello di Grace Kelly. Ora, partendo da presupposto che il confronto possa sembrare blasfemo anche solo a pensarlo, è un dato di fatto che la bionda Gwyneth la notte del 21 marzo 1999 ha segnato un punto a suo favore, nonostante i commenti della stampa non siano stati tutti concordi, sia per il film che per l'abito. A lasciare dubbiosi è stata la scelta del colore, rosa fuchsia, con cui lo stilista Ralph Lauren ha provato a rilanciare uno stile principesco, anche se più minimalista rispetto alla tradizione, ma pur sempre in taffetà. Così, mentre l'attrice, piangente ed emozionata, ritirava il suo premio per Shakespeare in Love diretto da John Madden, i mass media si affrettavano a definirla una bambola Barbie o incongrua con la moda del momento. Sta di fatto, però, che a distanza di quasi vent'anni, anche quel look viene considerato tra i più iconici. E se anche noi siamo qui a parlarne e a ricordarlo un motivo ci sarà.

Julia la rossa in Black and White

Julia Roberts elegantissima con l'Oscar per Erin Brokovich

L'uomo che ha reso lo stile italiano famoso e incontestabile nel mondo è, senza alcun dubbio, Valentino, l'unico stilista in grado di dare nuova definizione ad un colore dalla forte personalità come il rosso. Allo stesso modo, dunque, se dobbiamo eleggere l'abito perfetto del nuovo secolo, quello che è riuscito ancora a parlare di eleganza in un'epoca moderna, è senza alcun dubbio il black and white indossato da Julia Roberts e proveniente proprio dall'atelier Valentino. Anzi, ad essere più precisi quello che l'ex Pretty Woman ha scelto per ritirare il suo Oscar nella notte del 2001 è un pezzo raro o, come diremmo oggi, vintage, creato dallo stilista nel 1992. Ma quello che lo ha reso unico e indimenticabile è il taglio il cui scopo è evocare proprio i fasti della vecchia Hollywood. Così, mentre Julia sale sul palco sorridente e raggiante per la sua intepretazione di Erin Brockovich, diretta da Steven Soderbergh, segna la storia dello stile da Oscar conquistandosi una medaglia di bronzo proprio dietro le iconiche e inarrivabili Grace Kelly e Audrey Hepburn. Lo stesso Valentino, ha ricordato quel momento come uno dei più emozionanti della sua carriera. "In questi anni ho vestito molte persone, ma devo essere sincero, l'unica che mi ha reso veramente felice è stata Julia Roberts. Quando l'ho vista salire sul palco per ritirare l'Oscar indossando il mio abito, mi sono sentito incredibilmente orgoglioso ed eccitato." C'è da dire che, quasi inaspettatamente, il suo stile, o almeno quel singolo vestito, è stato in grado di conquistare il gusto delle teen ager americane, tanto che molte copie sono state realizzate e vendute come abito da ballo. Tanto per dire che una notte da Oscar non si nega a nessuno.

Jennifer, la ragazza che scivolò con un Dior

Oscar 2013: Jennifer Lawrence, una visione sul red carpet

Se per molti Carrie Bradshow rimarrà l'americana che è scivolata da Dior, Jennifer Lawrence sarà per sempre la ragazza caduta indossando un Dior. E non una sola volta. Lo scivolone più eclatante, però, è quello avvenuto proprio sulle scale del palco del Dolby Theatre mentre la giovane ed emozionata Jennifer andava a ritirare la sua statuetta come Miglior Interprete per Il lato positivo - Silver Linings Playbook di David O. Russell. Complice di questa caduta è stato uno degli abiti al tempo stesso più essenzialie e ed imponentie visto sfilare in queste ultime edizioni della notte degli Oscar. E non potrebbe essere altrimenti, visto che a creare questo incanto in broccato color pesca con doppia balza sul retro è la Couture Dior, di cui la Lawrence è testimonial. Come abbiamo annunciato, però, la ragazza di fuoco sembra più adatta alle scene di action che a muoversi con indosso abiti di alta sartoria. Ed è cosi che l'anno dopo, candidata per American Hustle - L'apparenza inganna, inciampa nuovamente, questa volta sul red carpet, con un sofisticato abito rosso fuoco rischiando di trascinare con se alcune sfortunate vicine. Che quest'anno l'Academy non l'abbia nominata per metterla al riparo da nuovi e prevedibili scivoloni?

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