Rocky e i suoi fratelli: 20 grandi star ancora senza Oscar

Mentre molti cinefili dal cuore nostalgico incrociano le dita per il trionfo di Sylvester Stallone, abbiamo riunito un folto gruppo di attori e di attrici dal grande peso iconico, ricchi di fama e di successi, ma ancora senza statuetta.

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Attesi, sopravvalutati, bramati, snobbati. I Premi Oscar scatenano reazioni molto diverse tra loro, in un curioso misto di aspettative e nausea, unite da una sola certezza: è impossibile non parlarne. L'indifferenza non è affare per l'Academy e lo zio Oscar, premiatori e premi capaci di trasformare una statuetta in uno scettro magico, una consacrazione quasi mitica, un appuntamento che eleva e alimenta un Olimpo attoriale tutto suo. Perché, in fondo, l'Oscar non è altro che un sogno dentro quel sogno che è il cinema, un ulteriore livello di incantesimo collettivo in grado di ammaliare lo sguardo del pubblico e di conferire al vincitore un enorme prestigio popolare. L'Oscar non rispecchia sempre la realtà, ma interferisce spesso con la percezione della realtà. Per cui, volendo guardare le cose sotto questo luccicante strato dorato, scopriamo la ben più equilibrata realtà dei fatti: non è certo questo premio a decidere la grandezza di un attore e di un'attrice.

Noi però questo velo magico lo riteniamo parte dell'amore per il cinema stesso, per cui vogliamo dedicarci a tutte quelle grandi star che, nonostante la fama e i grandi successi commerciali, non sono mai state insignite del Premio Oscar. Il che conferma che la statuetta non è certo un lasciapassare obbligatorio per una grande carriera in ascesa, piena di soddisfazioni. Parleremo di grandi nomi e (talvolta) di grandi interpreti, snobbati da sempre, illusi da infinite nomination, e soprattutto con un bagaglio di esperienza (e almeno 50 anni sulla carta d'identità) tale da farci parlare di "maledizione". Per cui, caro Leonardo DiCaprio, non te la prendere, noi ti vogliamo bene e ti stimiamo davvero, ma sei ancora troppo giovane per entrare in questa lista di veterani. In molti tifano per te, ma oggi vogliamo dedicarci ai fratelli e alle sorelle di Sylvester Stallone, uno dei grandi favoriti per la notte del 28 febbraio 2016.

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Creed - Nato per combattere: Sylvester Stallone e Michael B. Jordan in una scena del film

Dopo le migliaia di scale affrontate in quel di Philadelphia, tra felpe spesse, uova crude e tanto sudore, ogni buon cinefilo dal cuore tenero sogna di vederlo salire anche sul palco del Kodak Theatre. Rocky ha saputo essere un amabile perdente, ma adesso, dopo aver mostrato il suo lato più umano e dolente in Creed - Nato per combattere, non vorremmo più vederlo a mani vuote. Questa ipotetica vittoria sarebbe un lieto fine commovente e nostalgico, ma ad Hollywood la lista di grandi nomi a bocca asciutta (e ancora in vita) è molto lunga. Sono tanti, sono icone amate, hanno alle spalle ruoli leggendari, clamorosi tonfi e seconde vite. Forse l'Oscar è davvero l'ultimo dei loro pensieri, ma forse dentro un remoto angolo della loro mente si è insinuato un tarlo che ogni tanto sussurra pian piano la frase: "Se lo ha vinto Nicolas Cage, perché io no?"

Sylvester Stallone con Jennifer Flavin e le loro figlie ai Golden Globes 2015

Ecco chi sono, in rigoroso ordine alfabetico:

1. Jim Carrey

Carrey in una scena di Se mi lasci ti cancello

Difficile scrollarsi di dosso un pregiudizio e sbarazzarsi di quella malleabile faccia da comico camaleontico. Ace Ventura e The Mask - da zero a mito sono vanti che in ottica Oscar diventano quasi un fardello, un marchio di fabbrica su una carriera che più volte ha virato con grande abilità verso il drammatico. Dall'agrodolce The Truman Show a The Majestic, sino allo straordinario Se mi lasci ti cancello, Carrey ha sciolto il suo celebre sorriso dentro tanti ruoli intensi, il che non è bastato a concedergli la soddisfazione di una nomination. Un dato che fa vacillare non poco la credibilità dello zio Oscar.

Nomination: nessuna

La consacrazione: The Truman Show

Il tonfo: Batman Forever

2. Glenn Close

Glenn Close è Patty Hewes nella seconda stagione di Damages

Delusi dall'Academy, mettetevi in fila, perché nessuno dei nostri invitati in lista ha avuto più "delusioni" di lei. Attrice monumentale, interprete sopraffina di qualsiasi sfumatura dell'animo umano con un'evidente propensione verso la cattiveria e il cinico sadismo, Close ha assunto le fattezze inquietanti di donne fatali dal carattere spessissimo. Il suo esordio cinematografico venne premiato con una nomination, seguita da altre due consecutive, per un totale di sei candidature andate vuoto. "Non riesco a capire quelli che vanno in iperventilazione per un Oscar" ha dichiarato. Ecco un'altra star che, forte di una stima inscalfibile, dorme sonni tranquilli anche con la bacheca occupata "solo" da Emmy e Golden Globe.

Nomination: sei - nel 1983 per Il mondo secondo Garp (attrice non protagonista), nel 1984 per Il grande freddo (attrice non protagonista), nel 1985 per Il migliore (attrice non protagonista), nel 1988 per Attrazione fatale (attrice protagonista), nel 1989 per Le relazioni pericolose (attrice protagonista), nel 2012 per Albert Nobbs (attrice protagonista)

La consacrazione: Attrazione fatale

Il tonfo: La carica dei 102

3. Kevin Costner

Kevin Costner in una scena del film Swing Vote

Lui, a dire il vero, un paio di Oscar in vetrina li avrebbe pure (vinti nel 1991 come produttore e regista di Balla coi lupi), ma la soddisfazione della statuetta conquistata come attore gli è stata negata. Scoperto e appezzato sul finire degli anni Ottanta, Costner alimenta il suo stesso mito nei magici anni Novanta dove, tra grandi film e clamorosi successi, sembra una sorta di Re Mida del box office, amato dalle donne e invidiato dal pubblico maschile. Qualche scivolone ne mina le certezze ma, nonostante un'altra buona regia (Terra di confine - Open Range), non riuscirà più a toccare le vette di un tempo.

Nomination: una, per Balla coi lupi.

La consacrazione: Balla coi lupi

Il tonfo: Waterworld

4. Tom Cruise

Tom Cruise nei panni di David Aames

Quello nei suoi confronti è uno dei casi di accanimento da parte dell'Academy che più ricorda quanto successo a DiCaprio negli ultimi anni. Ora è diventato anche uno degli uomini più potenti e influenti dello star system, ma quando nel 1983 ottenne il suo primo ruolo da protagonista con Risky Business - Fuori i vecchi... i figli ballano, Tom Cruise mostrò senza alcuna timidezza la forza di un talento innegabile. Parlarne solo come un sex symbol dalla vita privata turbolenta sarebbe un grave errore, perché Cruise è stato un affamato esploratore di generi e un collezionista di regie illustri (da Stanley Kubrick a Michael Mann, da Steven Spielberg a Martin Scorsese); furbo nel mostrare sul grande schermo la sua avvenenza ma anche coraggioso nel rinunciarci quando necessario. Questo non è bastato a concedergli l'Oscar e la sua saga preferita sembra quasi un modo per farsene una ragione. Missione: impossibile.

Nomination: tre - nel 1990 per Nato il quattro luglio (attore protagonista), 1997 per Jerry Maguire (attore protagonista) - 1999 per Magnolia (attore non protagonista)

La consacrazione: Nato il quattro luglio

Il tonfo: Innocenti bugie

5. Johnny Depp

Johnny Depp in una scena del film Pirati dei Caraibi: la maledizione del forziere fantasma

Un carnevale umano, un attore irrequieto e complesso che, prima di esserne soffocato, dava vita ad ognuna delle sue tante maschere. Depp è stato lo sguardo innocente e curioso di uno splendido freak (Edward mani di forbice), vissuto la follia più delirante (Paura e delirio a Las Vegas) e dato vita ad uno dei pirati più sopra le righe e amati di sempre. Questa propensione camaleontica è passata da un trasformismo poetico ed ispirato ad una pessima abitudine piuttosto sterile (The Lone Ranger). Per fortuna grazie al convincente Black Mass - L'ultimo gangster il periodo di appannamento sembrerebbe alle spalle. Lo aspettiamo in nuovi grandi ruoli, magari persino con il suo volto vero.

Nomination: tre - nel 2004 per La maledizione della prima luna, nel 2005 per Neverland - Un sogno per la vita, nel 2008 per Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street (sempre come attore protagonista).

La consacrazione: Edward mani di forbice

Il tonfo: The Tourist

6. Robert Downey Jr.

Avengers: Age of Ultron - Robert Downey jr. in una scena dal trailer

Esplodere, implodere e rinascere. La carriera di Robert Downey Jr. assomiglia al ciclo vitale di una fenice. Nel suo sguardo vispo e a volte inquieto vibra il talento di un attore straordinario e imprevedibile, in grado di scomparire sempre dentro i personaggi che interpreta. Parlare di "vita" e di "carriera" è difficile, perché per Robert bisognerebbe usare il plurale. Al centro delle sue due esistenze c'è la diga della droga e del carcere; prima qualche piccola perla (Charlot, America Oggi), poi ecco l'ironia Iron Man e di Sherlock Holmes che lo eleva ad assoluta superstar. E a "genio, milionario, playboy, filantropo", naturalmente.

Nomination: due - nel 1993 per Charlot (attore protagonista) e nel 2009 per Tropic Thunder (attore non protagonista)

La consacrazione: Charlot

Il tonfo: Gothika

7. Harrison Ford

Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della Forza: Harrison Ford nel trailer finale del film

Senza alcun dubbio uno degli attori più famosi della storia del cinema. Se nell'arco di soli 5 anni (dal 1977 al 1982) hai dato un volto al sarcasmo di Han Solo, sei entrato nel cast di Apocalypse Now, hai indossato l'ironia di Indiana Jones e preso parte ad un caposaldo della fantascienza (Blade Runner), non potrebbe essere altrimenti. Faccia da schiaffi dal sorriso affascinante, Harrison Ford ha avuto una carriera folgorante, piena di ruoli entrati di prepotenza nell'immaginario collettivo. Grazie alla sua propensione naturale per l'intrattenimento ha vissuto un decennio magico (gli anni Ottanta) tra fruste, cappelli e pistole blaster, per poi indovinare qualche buon successo anche negli anni Novanta (Il fuggitivo, Air Force One). Poi arriva un periodo di buio e l'imperdonabile scelta di tornare ad essere un Indiana Jones senza nulla da dire, ma è bastato rivederlo nel teaser di Star Wars: Il risveglio della forza per perdonargli il fatale errore. Con Harrison siamo a casa.

Nomination: una - nel 1986 per Witness - Il testimone (attore Protagonista)

La consacrazione: L'impero colpisce ancora

Il tonfo: Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo

8. Samuel L. Jackson

The Hateful Eight: Samuel L. Jackson nel film è il maggiore Marquis Warren

Dimmi con che regista lavori e ti dirò che attore sei. Altalenante e perennemente sospeso tra grandi interpretazioni e performance deludenti, Samuel L. Jackson deve molto a Spike Lee e Quentin Tarantino che ne hanno forgiato il talento, collocandolo dentro personaggi straordinari. Uomini impulsivi e irruenti, individui carismatici, ma anche leader sicuri di sé e assai posati. Samuel L. Jackson è stato il fautore simbolico della fase d'oro dei cinecomic, il deus ex machina che ha riunito gli Avengers. Ma ancora più che nei panni di Nick Fury, lo preferiamo furioso e intransigente, sparando proiettili e battute argute nei film tarantiniani.

Nomination: una - nel 1995 per Pulp Fiction (attore non portagonista)

La consacrazione: Pulp Fiction

Il tonfo: xXx 2: The Next Level

9. Michael Keaton

Il caso Spotlight: un primo piano di Michael Keaton

Si può racchiudere un'intera carriera in un film? La risposta è sì e combacia con Birdman di Alejandro González Iñárritu, perché tutti hanno rivisto in Riggan Thomson le ansie, i successi perduti e la voglia di riscatto di Michael Keaton. Colui che per evitare scomode omonimie, ha stravolto il suo vero nome (Michael Douglas), ha conosciuto la gloria grazie al Batman di Tim Burton e poi, proprio come il Cavaliere Oscuro, incapace di volare, ha planato pian piano, scendendo verso film più modesti e incolori. Dopo tanti, troppi film da guest star, negli ultimi due anni è tornato alla ribalta grazie al teatro (Birdman) e al giornalismo (Il caso Spotlight); di nuovo sotto i riflettori anche stando dietro le quinte.

Nomination: una - nel 2015 per Birdman (attore protagonista)

La consacrazione: Batman

Il tonfo: Herbie il supermaggiolino

10. Ian McKellen

Un primo piano di Ian McKellen, con Cate Blanchett sullo sfondo, in Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato

L'aplomb british e discreto è quello dell'antidivo, ma quando si parla di diritti per le comunità omosessuali, Sir Ian McKellen si è sempre messo in prima linea. Attivista sin dagli anni Ottanta e approdato al cinema dopo anni di teatro shakespereano, McKellen si è calato dentro copioni impegnati (Demoni e dei, L'allievo), salvo poi battezzare due generi che, agli inizi degli anni Duemila, furono ufficialmente sdoganati: il fantasy e il cinecomic. Magneto e Gandalf sono due personaggi per certi versi agli antipodi, ma entrambi dotati di una grande nobiltà d'animo che li pone di là dei concetti di Bene di Male. Per lui non sarebbe affatto tardi per un Oscar (del tutto accessorio, ovviamente) perché, si sa, "uno stregone non è mai in ritardo, arriva precisamente quando intende farlo".

Nomination: Due - nel 1999 per Demoni e dei (attore protagonista) e nel 2002 per il Il signore degli anelli - La compagnia dell'anello (attore non protagonista)

La consacrazione: Demoni e dei

Il tonfo: Il Codice Da Vinci

11. Bill Murray

A Very Murray Christmas: Bill Murray in una foto dello speciale natalizio

Quello che lo riguarda (ma conoscendolo la cosa non lo tocca affatto) è una delle mancanze più gravi da parte della bistrattata Academy. Davvero difficile immaginare un altro attore con la spiccata intelligenza, il sarcasmo, la naturalezza e il (recente) atteggiamento indolente e nichilista di Bill Murray. Comico che come tutti i grandi comici ha spesso lasciato intravedere un po' di amarezza dentro i suoi lavori, Murray è stato spesso chiamato ad affrontare l'assurdo e l'immaginario, uscendone sempre e comunque vincitore.

Nomination: una - nel 2004 per Lost in Translation - L'amore tradotto (attore protagonista)

La consacrazione: Ghostbusters - Acchiappafantasmi

Il tonfo: Ember - Il mistero della città di luce

12. Liam Neeson

Un primo piano di Liam Neeson in Unknown

Se vieni scomodato persino dagli sfottò di Deadpool e ti concedi un cameo in Ted 2, significa che sei diventato un personaggio pop a tutti gli effetti. Ad inizio carriera il possente Liam Neeson, carisma e presenza scenica da vendere, si distingue dentro cast prestigiosi (Mission, Il Bounty) per poi ritagliarsi un ruolo indimenticabile con Schindler's List. Da allora la sua fisicità e il suo volto aristocratico sono serviti a mettere in scena grandi mentori (da Batman e Star Wars) e uomini d'azione pronti a tutto. All'Academy converrebbe non farlo arrabbiare con altre nomination senza vittorie.

Nomination: una - nel 1994 per Schindler's List (attore protagonista)

Consacrazione: Schindler's List

Tonfo: La furia dei Titani

13. Michelle Pfeiffer

Michelle Pfeiffer è Lilian in People Like Us

Fragile e forte allo stesso tempo, bionda ma mai davvero luminosa, Michelle Pfeiffer è sempre stata tentata da personaggi tenebrosi e ambigui. Un fascino felino e una bellezza sfuggente dominati da uno sguardo tagliente, scoperti non a caso da Brian De Palma per il torbido Scarface. Se avesse rifiutato meno copioni validi (Thelma & Louise e Il silenzio degli innocenti) forse non saremmo qui a scriverne. I suoi fasti, però, affiorano solo scavando nel passato. Catwoman non graffia più.

Nomination: tre - nel 1989 per Le relazioni pericolose (attrice non protagonista), nel 1990 per I favolosi Baker (attrice protagonista), nel 1993 per Due sconosciuti, un destino (attrice protagonista)

La consacrazione: Batman - il ritorno

Il tonfo: Capodanno a New York

14. Brad Pitt

Brad Pitt in una scena di World War Z

Il fisico apprezzato in Thelma & Louise, la folta chioma vista in Vento di passioni, una bellezza che sboccia col passare del tempo (Il curioso caso di Benjamin Button). Ecco un modo ingrato per ricordare Brad Pitt; un uomo la cui avvenenza è stata una preziosa alleata, ma anche un ingombro, un freno per andare oltre lo stereotipo dell'adone. Pitt è anche la scheggia impazzita de L'esercito delle dodici scimmie, l'ambiguità di Fight club, l'istinto acerbo di Seven, il tenente travestito da italiano che pronuncia quell'esilarante "Gorlomi" in Bastardi senza gloria. Gloria vissuta, invece, nel 2014 quando vince un Oscar in qualità di produttore di 12 anni schiavo.

Nomination: tre - nel 1996 per L'esercito delle 12 scimmie (attore non protagonista), nel 2009 per Il curioso caso di Benjamin Button e nel 2012 per L'arte di vincere - Moneyball (attore protagonista)

La consacrazione: Seven

Il tonfo: The Mexican - Amore senza la sicura

15. Meg Ryan

Wallpaper di Meg Ryan

Con quel dolce volto d'angelo spensierato è stata una delle più costanti e amabili sostenitrici della commedia romantica. Quando folgorò tutti con il mitico orgasmo simulato di Harry, ti presento Sally in molti sperararono che dietro il bel faccino si celasse un'attrice in grado di andare oltre il romanticismo smielato, cercando nuove sfumature diverse dai soliti film di coppia. Evento capitato di rado (ricordate lo scabroso In the cut?) grazie a qualche buon film (C'è posta per te) che, putroppo, non l'ha risparmiata dal recente oblio.

Nomination: nessuna

La consacrazione: Harry, ti presento Sally

Il tonfo: City of Angels - La città degli angeli

16. Arnold Schwarzenegger

Escape Plan - Fuga dall'inferno: Arnold Schwarzenegger in una scena

Abbiamo aperto questo articolo parlando di Sylvester Stallone e a lui abbiamo dedicato anche il titolo, ma quando si tocca Sly, è impossibile non pensare subito anche a Schwarzy. Le due icone degli anni Ottanta, i due rivali assoluti dell'action movie, due testimonial dell'anima stessa degli anni Ottanta, pieni di edonismo e intrattenimento spensierato. Proprio come Stallone, anche Schwarzenegger è cambiato tanto nel corso degli anni(nato come culturista e diventato Governatore della California), imparando a giocare con se stesso grazie ad un grande spirito autoironico. Negli ultimi tempi questa presunta rivalità è stata appianata, tra avventure "mercenarie" ed evasioni di coppia (Escape Plan - Fuga dall'inferno), ma quello che sorprende è l'intensità raggiunta da Arnold, apprezzata nel recente Contagious, dove è un padre amorevole e commovente.

Nomination: Nessuna

La consacrazione: Terminator

Il tonfo: Batman & Robin

17. Sharon Stone

Wallpaper: un primo piano di Sharon Stone

La più verosimile incarnazione della seduzione. La bellezza come arma a doppio taglio, strumento personale per distrarre e poi ferire. Se Charlize Theron, nei panni della Regina Cattiva, chiedesse al celebre specchio "chi è la più del reame ?", lo metterebbe in seria difficoltà proprio per colpa di Sharon Stone. L'accavallamento di gambe più memorabile di sempre è stato il preludio per un grande decennio negli anni Novanta, periodo in cui Stone diventa un assoluto sex symbol, quasi il contraltare femminile degli altri cultori del corpo come Stallone e Schwarzenegger. Anche lei, ancora bellissima e sempre più affascinante, trova gloria solo nei ricordi.

Nomination: una - Nel 1996 per Casinò (miglior attrice non protagonista)

La consacrazione: Basic Instinct

Il tonfo: Basic Instinct 2

18. John Travolta

John Travolta in Svalvolati on the Road

A piccoli, grandi passi verso il successo, ovvero quando ballare significa avviare e risollevare una carriera. Dopo i precoci e travolgenti successi de La febbre del sabato sera e Grease , Travolta paga dazio ad un esordio più grande di lui e non riesce a scrollarsi di dosso note e stacchetti musicali. Dopo film controversi e qualche gradevole parentesi nella commedia (Senti chi parla), ecco la risalita definitiva grazie a Pulp Fiction, ancora alle prese con piste da ballo cult. Poi la virata verso ruoli da antagonista (Face/Off - Due facce di un assassino, Codice: Swordfish) e una serie di pellicole del tutto dimenticabili (Hairspray). Vanta due nomination a distanza di ben 17 anni, ma considerando la china presa dalla sua carriera, non sappiamo quanto valga la pena aspettare ancora qualche sussulto.

Nomination: due - nel 1978 per La febbre del sabato sera e nel 1995 per Pulp Fiction (sempre da attore protagonista)

La consacrazione: La febbre del sabato sera

Il tonfo: Battaglia per la Terra

19. Sigourney Weaver

Red Lights: Sigourney Weaver in un bel primo piano tratto dal film

Assieme a Sarah Connor, la sua Ellen Ripley è stata una delle eroine capaci di stravolgere l'immaginario cinematografico femminile. La mascella squadrata e lo sguardo duro non privano Sigourney Weaver di una spiccata femminilità e di un'autoironia intelligente sfociata poi in pellicole meno cupe e disimpegnate della saga di Alien (Ghostbusters - Acchiappafantasmi, Una donna in carriera). Rievocare la gloria dei suoi incredibili anni Ottanta è un'impresa impossibile, così non resta che sperimentare generi molto diversi (horror, thriller, storico) soprattutto da comprimaria. Avatar è stato un felice ritorno in grande stile, ma da lei vorremmo ancora di più.

Nomination: tre - nel 1987 per Aliens - Scontro finale (attrice protagonista), nel 1989 per Gorilla nella nebbia (attrice protagonista), nel 1989 per Una donna in carriera (attrice non protagonista)

La consacrazione: Alien

Il tonfo: HeartBreakers - vizio di famiglia

20. Bruce Willis

Fire with Fire: Bruce Willis in una sequenza del film

Sì, lo avete capito, siamo in vena di Mercenari e nel bel mezzo di una rimpatriata di vecchie glorie del cinema d'azione. Allora come non riabbracciare il buon John McClane? Anche per Bruce Willis sarebbe un torto essere ricordato solo per quella celebre canottiera sudata, perché è stato un attore in grado di mettersi più volte in discussione e di attrarre spesso grandi masse di spettatori in sala. Dall'orrorifico Il sesto senso al disaster movie Armageddon, passando per uno dei personaggi più belli regalatogli da Tarantino in Pulp Fiction. E, nonostante una sorta di bulimia attoriale non proprio costruttiva (i film brutti sono davvero tanti), Willis sembra aver voluto sposare una causa pulp, partecipando a film sopra le righe come Sin City e Slevin - Patto criminale, così come a esperimenti efficaci come Looper.

Nomination: nessuna

La consacrazione: Trappola di cristallo

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