Due mercati cinematografici, due paesi europei, due scenari completamente diversi. Naza, il documentario firmato da Yuval Abraham e Rachel Szor, attraversa giorni complicati nei Paesi Bassi, dove le proiezioni vengono sospese proprio a ridosso del 7 ottobre, data simbolo del conflitto a Israele e nella Striscia di Gaza che si protrae ancora oggi con il genocidio del popolo palestinese.
In Italia, al contrario, il film continua la sua corsa e si conferma al primo posto al botteghino. Un contrasto che salta all'occhio e racconta bene quanto il titolo sia diventato, nel giro di poche settimane, qualcosa di più di una semplice uscita nelle sale.
Naza fermato in Olanda dopo le minacce legate al 7 ottobre
La programmazione olandese di Naza subisce uno stop temporaneo tra il 6 e l'8 ottobre. La decisione arriva dopo le intimidazioni rivolte alle persone vicine agli autori e dopo l'aumento delle polemiche intorno alla presenza del film nelle sale proprio nei giorni dell'anniversario degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023.
Il distributore locale ha riferito di un clima particolarmente acceso, alimentato anche dalle reazioni online. La scelta di far coincidere la distribuzione con una data così sensibile è stata contestata da una parte del pubblico, fino a spingere i registi a chiedere che il film venisse temporaneamente tolto dalla programmazione.
Le tensioni erano già emerse con forza durante una proiezione a Delft. In quell'occasione Sabine Taassa, sopravvissuta agli attacchi del 7 ottobre, aveva preso la parola in sala. La donna, che ha perso il marito e il figlio, si era rivolta direttamente ai cineasti chiedendo: "Mio marito e mio figlio sono stati assassinati da Hamas. Dove appare tutto questo nel vostro film?".
L'intervento aveva reso evidente quanto la discussione attorno al documentario si fosse spostata ben oltre il terreno della critica cinematografica. L'episodio di Delft ha dato la misura delle tensioni che accompagnano il film nei Paesi Bassi, dove il confronto intorno a Naza è diventato sempre più acceso.
Naza vola al box office italiano
Se nei Paesi Bassi il clima resta delicato, in Italia il responso del pubblico va nella direzione opposta. Naza continua infatti a guidare il box office, con numeri che sorprendono soprattutto considerando la natura documentaria del progetto.
I dati Cinetel del 6 ottobre confermano il primato: Naza aggiunge altri 228.344 euro al suo percorso nelle sale, richiamando 30.609 spettatori in una sola giornata. L'incasso complessivo sale così a 3.438.852 euro, per un totale di 450.121 presenze.
Un risultato che lo mantiene davanti a titoli come Verity, Heart of the Beast e Digger. La permanenza al vertice assume ancora più peso se si considera che il percorso in sala era partito con una distribuzione molto più limitata.
Il passaparola, il dibattito e il richiamo generato dal passaggio alla Mostra del Cinema di Venezia hanno evidentemente contribuito ad allargare il pubblico del film, che in Italia continua a trovare spettatori anche oltre le previsioni iniziali.
Un caso cinematografico che va oltre gli incassi
Il successo italiano e le difficoltà registrate nei Paesi Bassi mostrano due facce della stessa storia. Naza è ormai un titolo capace di generare reazioni fortissime, tanto sul piano culturale quanto su quello politico.
Da una parte ci sono i numeri del botteghino e l'attenzione ottenuta dopo la Mostra del Cinema di Venezia, dall'altra le contestazioni e le preoccupazioni per la sicurezza degli autori. Il risultato è un film che continua a monopolizzare la discussione dentro e fuori dalle sale.
In Italia, almeno per ora, la risposta è chiara: nonostante le polemiche che accompagnano il suo percorso internazionale, Naza continua a essere il film più visto al cinema.