Un marito fatto di vimini, battute a sfondo sessuale e una storia d'amore capace di commuovere: quali altri ingredienti servono per convincerci a guardare Wicker? Con Olivia Colman, Alexander Skarsgård ed Elizabeth Debicki, il film usa una premessa surreale per affrontare temi drammatici e capaci di far riflettere, come la lotta al patriarcato e il diritto delle donne di scegliere la propria vita.
Un marito di vimini, una storia d'amore fuori da ogni schema
La prima volta che Elizabeth Debicki ha incontrato Alexander Skarsgård sul set di Wicker, lui stava attraversando l'acqua completamente nudo. O, per essere più precisi, sembrava nudo: al posto della pelle, però, aveva un corpo costruito con il vimini. La reazione dell'attrice, che non si aspettava una visione tanto insolita appena arrivata a Budapest, è stata immediata. "Ho girato l'angolo e ho detto: "Ciao, Alex!", poi sono diventata rossa perché il mio cervello non riusciva a elaborare quello che stavo vedendo. Ho pensato soltanto: "Oddio, benvenuti a Budapest"", ha raccontato a Variety.
È un episodio che restituisce bene lo spirito di Wicker, il film diretto da Eleanor Wilson e Alex Huston Fischer, coppia anche nella vita, che mescola commedia, romanticismo e momenti decisamente sopra le righe. Ma dietro il marito di vimini e le gag che hanno conquistato il pubblico già dal trailer si nasconde una storia più delicata di quanto la premessa possa suggerire.
La protagonista è una pescatrice emarginata, interpretata da Olivia Colman, che vive in un villaggio dove le convenzioni sociali sembrano impossibili da mettere in discussione. La sua vita cambia quando un cestaio, interpretato da Peter Dinklage, le costruisce un marito fantastico: un uomo fatto interamente di vimini, a cui dà corpo Skarsgård.
Il problema, per gli altri abitanti del villaggio, è che questo compagno insolito si rivela un marito migliore di molti uomini in carne e ossa. La gelosia prende il sopravvento e la coppia si ritrova a difendere la propria esistenza dalla cattiveria e dai pregiudizi della comunità.
Prima ancora dell'uscita, Wicker aveva attirato l'attenzione con un trailer di tre minuti carico di doppi sensi e battute sul corpo del protagonista. La campagna promozionale ha seguito la stessa strada, proponendo gadget decisamente eccentrici: dai copricapezzoli intrecciati ai secchi per popcorn a forma di torso, fino ai kit per rimuovere le schegge.
Eppure, ridurre il film a una commedia erotica o a una successione di gag sarebbe un errore. "Non è soltanto slapstick o una commedia sessuale", ha sottolineato Skarsgård. "Hanno fatto un lavoro straordinario e spero, e credo, che il pubblico si lasci trascinare in questo viaggio, con tutte le sue svolte e sorprese".
Olivia Colman: "Passare dal ridicolo al dolore è una cosa molto umana"
Per Colman, premio Oscar per La favorita, il segreto del film sta proprio nell'equilibrio tra registri apparentemente incompatibili. La sceneggiatura permette alla storia di passare dalla comicità più assurda a momenti di autentica sofferenza senza perdere credibilità. "Può essere difficile passare da qualcosa di molto sciocco a qualcosa di davvero straziante, ma qui tutto è stato affrontato con realismo e ha funzionato", ha spiegato l'attrice. "Nei momenti più tristi della mia vita mi è capitato di ritrovarmi a ridere istericamente. È una cosa molto umana: il dolore, la guarigione, tutto questo".
Anche la prima apparizione di Skarsgård nei panni del marito di vimini è stata un momento decisivo. Il personaggio richiedeva un complesso lavoro di trucco e protesi, sviluppato dagli artisti di Weta Workshop partendo dai lineamenti dell'attore. Una prima versione era stata realizzata in Nuova Zelanda e provata su un'altra persona, ma il risultato non convinceva del tutto. "Se non funziona perfettamente, sembra un film horror: è come se avessi tagliato via la faccia di qualcuno e l'avessi incollata sulla tua. Non era il tono che volevamo", ha raccontato Skarsgård. Quando finalmente ha indossato il costume completo, la reazione entusiasta di Colman gli ha tolto ogni dubbio. Le protesi, una volta applicate, riuscivano a muoversi insieme al suo viso, rendendo la trasformazione più naturale del previsto.
Sotto la superficie fiabesca, Wicker affronta anche il modo in cui la società insegna alle donne a competere tra loro e a considerare l'amore una risorsa limitata, da conquistare rispettando regole imposte dall'esterno.
Debicki vede nel film una riflessione sulla possibilità di costruire relazioni più autentiche, liberandosi dalle aspettative che accompagnano il matrimonio e il ruolo femminile. "Amare qualcuno significa guardarsi allo specchio attraverso quella persona. È questo che può fare paura", ha osservato, ricordando una battuta della storia in cui il cestaio suggerisce che il marito di vimini abbia imparato ad amare proprio dalla donna che lo ha scelto.
L'attrice ha sottolineato anche l'importanza di discutere il rapporto tra patriarcato, autonomia personale e libertà di decidere del proprio corpo. "È un periodo molto difficile per le donne. Si interrogano giustamente sul diritto di scegliere come vivere, su cosa fare del proprio corpo e sulle disparità economiche. Questo film affronta questioni serie in una forma accessibile e divertente", ha dichiarato.
Colman, dal canto suo, spera che il pubblico porti con sé una riflessione semplice ma tutt'altro che banale: "Scegliete con saggezza. La persona che amate dovrebbe arricchire la vostra vita, non impoverirla".
Il cast attribuisce parte del successo iniziale di Wicker proprio alla sua diversità rispetto alle produzioni più convenzionali. Secondo i dati riportati da Variety, il film ha esordito al quinto posto al botteghino statunitense con 5,75 milioni di dollari raccolti in 1.471 sale. Black Bear aveva acquisito il progetto per 2,5 milioni di dollari dopo l'attenzione ottenuta al Sundance Film Festival di quest'anno.
Per Alexander Skarsgård, la libertà creativa concessa ai registi è stata fondamentale: "È stato entusiasmante partecipare a un progetto così particolare, senza troppe persone a intervenire o finanziatori preoccupati che potesse non funzionare". Anche Colman ritiene che gli spettatori abbiano voglia di storie capaci di sorprenderli, anziché di nuove versioni di formule già collaudate.
La campagna promozionale ha certamente contribuito a rendere il film riconoscibile, ma per gli interpreti la sfida più interessante comincia quando finiscono le battute sul corpo di vimini e affiora il lato emotivo della vicenda. Skarsgård ha raccontato di essersi divertito a osservare la reazione al trailer, ammettendo di non aver mai visto uno dei suoi film generare un entusiasmo promozionale simile. E quando Variety ha chiesto fino a dove potessero spingersi i giochi di parole sul vimini, Colman ha trovato una risposta perfettamente in linea con lo spirito del film: "Cinquanta sfumature di vimini".