Sono del 1993, sono romano e sono laureato in psicologia. Cito queste cose perché sono quelle con le quali faccio più fatica a rapportarmi. L’altra è il cinema, probabilmente questo è il motivo per cui me ne occupo. Me ne occupo precisamente dal finire del 2016, quindi vivendo uno dei periodi più scellerati della critica italiana, sempre da freelance, alternando esperienze tra varie testate e dividendomi tra tutti i media dell’uomo moderno, nel mezzo occasionalmente aiuto a organizzare rassegne e faccio da giurato. Da qualche tempo ho trovato casa su Movieplayer, dove mi lancio principalmente in riflessioni e approfondimenti che rispecchiano la mia incapacità ad uscire da questa relazione tossica, seguono interviste e recensioni. La speranza è sempre che tutto ciò sia utile a chi legge. Quello che scrivo il più delle volte inizia abbastanza bene, ma dopo un po’ si inizia a perdere, le cose buone di solito stanno là. Un’operazione faticosissima di cui spero di non stancarmi mai.
News e articoli di Jacopo Fioretti
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Scissione ha rielaborato le teorie sulle difese dell'Io in un modo mai visto prima
Dan Erickson rilegge gli scritti sulla scissione dell'Io in senso televisivo e mette in scena una terapia psicanalitica in piena regola, straordinariamente azzeccata pur con i suoi capovolgimenti e colpi di scena.
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Sons, recensione: un ottimo prison movie antiretorico sull’elaborazione del lutto
Möller crea un thriller claustrofobico e intimista, per una lunga riflessione sulle modalità di sublimazione del trauma. Al cinema.
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50 anni di Fantozzi, dai Looney Tunes al mito: tutto quello che (forse) non sapete sull'epopea di Villaggio
La genesi fantozziana, nonostante l'importanza cardinale della sua epopea, rimane in parte sconosciuta, soprattutto perché complessa. Conoscerne le pieghe nascoste è però fondamentale per capire la portata della rivoluzione del personaggio con il volto di Paolo Villaggio.
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Little Siberia, recensione: un delizioso poliziesco esistenzialista, tra grottesco e drama
Tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore umorista Antti Tuomainen, su Netflix c'è un esilarante crime metafisico in salsa coeniana, che però non vuole cedere al nichilismo e per questo reinventa la rappresentazione della Finlandia.
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Tutti i mostri di Bong Joon-ho: da The Host a Mickey 17
Non è un caso se le strane creature siano il simbolo della sua relazione con l'America. Un Paese con cui ha dovuto fare i conti, sia da sudcoreano che da regista.
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L'Albero, la recensione: un debutto poetico e enigmatico con due grandi protagoniste
L'esordio di Sara Petraglia è un coming of age metropolitano sognante, poetico (quasi dagli echi metafisici) e volutamente sfuggente con un duo fantastico composto da Tecla Insolia e Carlotta Gamba. Al cinema dal 20 marzo.
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L’unicità de La città proibita e il cinema di genere in Italia. Tra il Kung fu di Hong Kong e l'America
L'intera filmografia di Gabriele Mainetti sembra votata a un cinema postmoderno, in grado di abbattere ogni tipo di barriera per creare un solco produttivo. Il film è in sala.
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La città proibita è grande cinema internazionale con un cuore italiano
Fin dai suoi cortometraggi, Gabriele Mainetti ha dimostrato di avere un'idea di cinema inedita per il nostro panorama: ambiziosa e post moderna, guidata dall'intenzione di abbattere i confini, pur conservando uno spirito italiano. Come dimostra il suo ultimo film, al cinema dal 13 marzo.
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Medusa, la recensione: un nuovo titolo da binge watching che cerca il thriller, ma è solo soap latina
Dalla Colombia arriva la più classica delle miniserie da bingewatching: un giallo psicologico condito da intrecci da telenovela a tinte erotiche in una cornice da saga familiare. Su Netflix.
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Eleonora Giorgi, la storia fuori dal comune di un'icona del cinema italiano
Cinque titoli e cinque capitoli per raccontare una delle attrici simbolo degli anni '70 e '80, che ha attraversato il cinema italiano in lungo e in largo, entrando nell'immaginario collettivo per una bravura e uno spirito fuori dal comune.
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FolleMente e Inside Out sono molto diversi. Nonostante tutto
Al di là di quello che si è detto e di quello che appare, il film di Paolo Genovese non nasce ispirandosi al titolo Pixar, dal quale differisce per molti motivi, pur condividendone l'interesse nel creare un viaggio all'interno delle nostre menti.
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Il Marvel Cinematic Universe fatica a parlare di noi
La rivoluzionaria linea editoriale dell'MCU si basa sulla capacità di riflettere sulla realtà, creando così un legame con lo spettatore. Forza che si è dissipata, come dimostra Captain America: Brave New World.
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Heretic e la fascinazione del cinema per gli psicopatici con doppia personalità
La grande storia d'amore tra cinema e serial killer con personalità multiple parte da molto lontano, dando vita a personaggi indimenticabili. Esiste però un minimo comun denominatore: il caos.
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È colpa mia: Londra, recensione: un remake non perfettamente omogeneo
La versione british del fenomeno made in Spain è un esempio di come gli adattamenti di storie teen siano adattabili ad ogni contesto. Il risultato però è altalenante. Su Prime Video.
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Cinema e AI: luci e ombre di un rapporto ormai lungo
Non tutti sanno che cinema e intelligenza artificiale camminano mano nella mano ormai da tempo, nonostante le difficoltà nelle regolamentazioni e la disapprovazione di una (buona) parte di pubblico.
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Amiche alle Cicladi, la recensione: una commedia degli opposti tutta al femminile
Marc Fitoussi confeziona un film piuttosto tradizionale creando un meccanismo che cerca la leggerezza per parlare di tematiche "scomode", ma pecca di prevedibilità e di monotonia, nonostante le ottime interpreti. In sala.
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Il caso Emilia Pérez e la cancel culture nel 2025
L'affaire che ha coinvolto Karla Sofia Gascon è utile per analizzare le derive della cancel culture e discutere delle sue contraddizioni, oggi sempre più estreme e controproducenti rispetto all'ideologia originale.
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Cella 211, la recensione: un quadro abbozzato dei mali del Messico moderno
Il secondo adattamento omonimo del romanzo di Gandul è un prison drama dalla sviluppo precario perché distratto ad espandere le proprie ramificazioni fino ad una dimensione da intrigo (inter)nazionale. Su Netflix.
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The Order è un film utile a capire gli Stati Uniti di oggi
Justin Kurzel ha provato rilanciarsi con un pellicola che utilizza una delle storie di violenza che tanto ama raccontare per scavare fino alle radici della profonda scissione che ha trasformato l'America nell'America di Trump.
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M. Il figlio del Secolo: se l'occhio del regista può spogliare il Re (già nudo)
La serie tratta dall'omonimo romanzo di Scurati utilizza la camera da presa per distruggere la mitologia del potere, rovesciando completamente l'utilizzo che si faceva del cinema sotto i regimi dittatoriali.
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The Sand Castle, recensione: un film enigmatico dal messaggio significativo
Nadine Labaki torna con un pellicola dal messaggio potente, profondamente metaforica, ricercata e affascinante dal punto di vista formale, ma tutto sommato elementare nel suo svolgimento. Su Netflix.
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ACAB, La serie è un altro capitolo della rivoluzione di Stefano Sollima
Diretto da Michele Alhaique, lo show Netflix cerca di trovare il proprio posto all'interno del sempiterno universo immaginativo creato dall'autore romano, partendo da presupposti diversi rispetto ai suoi predecessori.
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Amerikatsi, la recensione: un prison drama dal tono sognante contro le barriere di ogni sorta
Una pellicola sul destino del popolo armeno dopo il genocidio, pensata per esaltare l'importanza dello sguardo e dell'immaginazione contro le divisioni imposte dai regimi. Un filo troppo favolistico. Al cinema.
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I sette samurai è il film più influente della storia del cinema
Non esiste una pellicola così tanto riproposta da essere stata praticamente vista da tutti attraverso le sue rivisitazioni. Diventando parte della grammatica basilare del linguaggio cinematografico.
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Emilia Pérez è il simbolo politico del cinema della transizione di Audiard
Mai come questa volta il regista parigino ha fatto del cambiamento un'ideale universale da perseguire per il futuro del mondo e, quindi, per il futuro del cinema e nel farlo si è preso dei rischi.
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Ad Vitam, la recensione: il one man show tutto action di Guillaume Canet
Un'operazione di genere dai meccanismi classici al limite del banale, pensata interamente su misura dell'interprete francese, che la produce, la scrive e la interpreta fornendo una prova di grande livello fisico. Su Netflix.
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Numero 24, la recensione: un war movie per un confronto generazionale
Una storia vera trasformata in una pellicola che diventa confronto sui dilemmi morali che nascono dalle azioni compiute mentre si lotta per la libertà. Su Netflix.
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Sonic 3 e una saga che funziona (ancora) benissimo
Il terzo film dedicato al riccio dei videogiochi SEGA è l'apice di un percorso iniziato contro i favori del pronostico, conquistatosi il suo posto al sole con intelligenza e una formula complessa in continua espansione.
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Squid Game 2 è il figlio perfetto dell’algoritmo
I difetti che per alcuni rendono la seconda stagione solo un more of the same, sono invece delle scelte creative volute. Sintomo di una formula precisa che ci parla del presente e del futuro. Di chi? Di Netflix...
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The Odissey: cosa possiamo aspettarci dal nuovo film di Christopher Nolan
Universal ha ufficializzato che il prossimo film del regista premio Oscar. Ne conosciamo la data di uscita, quando uscirà, come sarà girato e chi sono i membri del cast annunciati. Ora sarebbe da chiedersi cosa possiamo aspettarci e i motivi della scelta dell'Odissea.