Seyfried, Hathaway e le altre: perchè Hollywood le vuole col botox?

I 'ritocchini' più o meno invasivi sono ormai una pratica molto diffusa nel mondo dello spettacolo, ma non si può fare a meno di restare perplessi se gli studios chiedono a giovani e lanciatissime bellezze come Amanda Seyfried, Anne Hathaway e Carey Mulligan si sottoporsi ad un trattamento di botox. A che pro?

Negli ultimi dieci anni il botox ormai è diventato uno dei simboli dello showbiz attuale (sia internazionale che nazionale) e di riflesso rappresenta anche la nostra società, sottolineando in maniera inquietante l'importanza che ha l'aspetto estetico rispetto alla personalità. Sulla tossina botulinica si è detto davvero di tutto e tra le star c'è chi ammette tranquillamente qualche ritocco, come Patrick Dempsey, Richard Gere, Jenny McCarthy o l'attore John Barrowman - che sconsiglia tuttavia di fare le iniezioni sulla fronte "per non somigliare a Nicole Kidman" - o le entusiaste come Anastacia, che sostiene di non poterne fare a meno, ma anche le pentite come Anjelica Huston, Dana Delany che si è ritrovata "con un ematoma sulla fronte" dopo un trattamento, Jennifer Aniston che dopo averlo provato una volta si è sentita "un peso sulla faccia" e ritiene che faccia sembrare le donne "più vecchie di quello che sono".

A questo tipo di pareri contrastanti siamo ormai abituati, e se praticato con criterio (e da un professionista qualificato) un trattamento estetico risulta anche accettabile (e in alcuni casi anche convincente) su una donna o un uomo che abbia più di quarant'anni e il cui aspetto fisico abbia un ruolo rilevante nel proprio lavoro. Non si può non rimanere perplessi tuttavia, quando un'attrice bellissima e soprattutto giovane come Amanda Seyfried, rivela che a 25 anni gli studios le hanno proposto di farsi fare delle iniezioni di botox, e di aver anche "capito" le loro ragioni - dovute, secondo lei a ragioni "tecniche" e rese urgenti dall'utilizzo del digitale e da schermi più grandi - nonostante poi abbia rifiutato di sottoporsi al trattamento rivendicando "la libertà di essere esattamente come sono, con le dovute conseguenze"

La Seyfried (che abbiamo provato a immaginare provocatoriamente con metà viso stravolto dai trattamenti, nella foto di cui sopra) però non è l'unica giovane attrice al quale sono stati proposti trattamenti del genere: Anne Hathaway si è trovata ad affrontare questo problema quando aveva soltanto 23 anni - e fortunatamente l'ha archiviato quando ha capito che le sue rughe d'espressione in realtà ce le ha da quando era bambina - la bionda Carey Mulligan, e cosa più sconcertante la diciottenne (e non famosissima) Charice Pempengco, che prima di entrare a far parte del cast di Glee, ha ammesso qualche iniezione di botox e un trattamento schiarente che rendesse il suo colorito meno olivastro. La giovanissima cantante filippina ha giustificato la sua decisione ai media sostenendo di volere "un aspetto più fresco davanti alle macchine da presa", e questo ha scatenato un vespaio di polemiche, soprattutto da parte di chi si auspica maggior criterio e lucidità in termini di estetica.

A tale proposito hanno fatto sentire la propria voce dive come Juliette Binoche, Meryl Streep e Rachel Weisz, che addirittura propone di "vietare il botox, così come gli steroidi sono vietati per gli sportivi: la recitazione è tutta una questione di espressività". Più ironico e meno radicale Alan Alda, che in occasione di una nomination agli Oscar, alcuni anni fa, si ritrovò a ricevere svariati cadeau dagli sponsor, tra cui un viaggio in Cina, creme per il viso e un "tagliando" per sottoporsi ad un trattamento di botox: "E' come se mi avessero detto: "Eri davvero espressivo in quel film, ora sparati questa roba nella faccia, vogliamo proprio vedere se riesci a recitare senza la minima espressione facciale"

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