Meryl Streep contro Rotten Tomatoes: "Non è egualitario"

Il premio Oscar ha notato la disparità esistente tra il numero di critici di sesso maschile e femminile nel delineare online il giudizio su un film.

Suffragette: il character poster di Meryl Streep

Meryl Streep ha espresso pubblicamente il suo disappunto nei confronti del sessimo esistente non solo a Hollywood, ma anche nel mondo della critica cinematografica.
Il premio Oscar ha infatti controllato il numero di giornaliste di cui vengono riportate le opinioni sul popolare sito Rotten Tomatoes e ha controllato l'identità dei membri dell'associazione dei critici cinematografici di New York; i numeri non sono stati confortanti.

L'attrice, presentando il film Suffragette ha spiegato: "Nel nostro business una buona parte dell'attenzione viene generata dal passaparola. Quindi ho sempre pensato 'Chi genera questa attenzione? Chi la controlla?'. Negli Stati Uniti, quando le persone vogliono trovare un film da guardare la sera, per andare al cinema, controllano Rotten Tomatoes...ho approfondito la situazione e delle persone che hanno il permesso di dare un voto sul Tomatometer, ci sono 168 donne. E ho pensato 'E' assolutamente fantastico'. E poi se ci fossero 168 uomi ci sarebbe equilibrio". La situazione non è però esattamente quella sperata: "Se ce ne fossero 368, se ce ne fossero 468, se ce ne fossero...alla fine ci sono 760 uomini che agiscono sul Tomatometer. Ora mi sembra chiaro che gli uomini e le donne non siano lo stesso. Non amano le stesse cose. Alle volte lo fanno, ma altre i loro gusti sono diversi. Se il Tomatometer è completamente sbilanciato a favore di una serie di gusti, quello influenza il box office degli Stati Uniti".

La star ha quindi proseguito nella sua indagine: "Sono andata sul sito dei critici cinematografici di New York. Chi sono? I critici di New York sono 37 uomini e due donne. E ho iniziato ad andare in tutti i siti dei critici ed è scoraggiante. Fa infuriare".
Meryl Streep ha concluso: "Dobbiamo essere incluse. Rotten Tomatoes questo anno dovrebbe dire: 'Dovrebbe esserci parità. Metà e metà'".

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