Carrie Fisher nei guai dopo la morte di una ragazza in una delle sue proprietà

L'attrice non è riuscita a evitare di essere coinvolta in un processo che inizierà a maggio 2017 e che riguarda la morte di una giovane ragazza per overdose.

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Carrie Fisher, l'amata interprete della principessa Leia nella saga di Star Wars, dovrà affrontare dei difficili problemi legali nei prossimi mesi, a causa di un processo che inizierà nel maggio 2017.
Nel 2010 Amy Breliant, una ventunenne, è morta a causa di un'overdose dopo aver vissuto per due mesi nella casa degli ospiti dell'attrice, affittata al medico Stephen Marmer e a Warren Boyd. Il giudice della corte suprema Laura A. Matz ha negato la richiesta degli avvocati di Carrie che avevano richiesto di rimuovere il nome della star dalle persone che potrebbero essere ritenute colpevoli di omicidio colposo.

Carrie aveva concesso a Boyd, che si occupava di un gruppo di residenze destinate a chi stava disintossicandosi da varie dipendenze, di utilizzare la sua proprietà nella città di Los Angeles. La giovane aveva alloggiato nella casa di Carrie per seguire la sua riabilitazione.
La star riceveva un pagamento di circa 10.000 dollari a settimana, frutto di una parte dei profitti delle attività di Boyd. Questi pagamenti sono stati considerati la prova che Carrie era in società con Boyd.

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L'attrice ha commentato: "Provo grande compassione per ogni genitore che perde un figlio. Ho una figlia. La morte di un figlio è una tragedia impossibile da immaginare e il loro dolore deve essere devastante. Sfortunatamente non posso commentare i dettagli del caso perché è in corso".

L'avvocato della famiglia della ventunenne ha dichiarato: "Warren Boyd ha utilizzato la fama di Carrie Fisher come uno strumento nel condurre la sua attività di riabilitazione fraudolenta che pensiamo abbia condotto alla morte di Amy".

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Secondo quanto riportano i documenti legali, la famiglia di Amy Breliant ha pagato circa 222.000 dollari per i servizi dell'uomo, che comprendevano anche lezioni di scrittura e recitazione. La ventunenne è morta a causa di un'overdose di eroina mentre si trovava in un'altra delle case gestite dall'uomo, un ex tossicodipendente che ha usato la sua esperienza per aiutare gli altri, diventando anche la fonte d'ispirazione per la serie The Cleaner con protagonista Benjamin Bratt.

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