Addio a Riccardo Schicchi, Re del porno all'italiana

Celebre per essere stato il manager di Cicciolina e Moana Pozzi, aveva iniziato la sua carriera come fotografo e poi era diventato il titolare dell'agenzia 'Diva Futura', con la quale aveva firmato alcune delle provocazioni più spettacolari tra gli anni Settanta e Ottanta.

Si è spento oggi in un ospedale romano Riccardo Schicchi, una delle figure più rappresentative del cinema a luci rosse in Italia. Da molti anni Schicchi era malato di diabete e la scorsa estate le sue condizioni si erano aggravate, al punto che si era reso necessario un ricovero al quale era seguita una ripresa.
Schicchi era nato sessant'anni fa ad Augusta, in provincia di Siracusa, e aveva iniziato a lavorare come fotografo per il magazine Epoca. Negli anni Settanta l'incontro con Ilona Staller rappresentò una svolta sia per Schicchi che per la disinibita pornostar ungherese. Insieme a lei ha condotto una trasmissione radiofonica di successo, e si è reso protagonista delle provocazioni più spettacolari e chiacchierate che si sarebbero susseguite fino alla fine degli anni Ottanta. Fu proprio Schicchi a dirigere il primo film hardcore italiano, Telefono Rosso, che vedeva protagonista Cicciolina in uno scenario surreale e fantasioso, e sempre con la Staller fondò l'agenzia Diva Futura con la quale scoprì e lanciò le carriere di attrici come Ramba, che si presentava al pubblico con una mise da guerrigliera, Moana Pozzi, diventata poi un'icona grazie anche al suo fascino, e non solo alla sua avvenenza, ed Eva Henger, che poi sarebbe diventata sua moglie.

Dopo le provocazioni degli anni Ottanta, Schicchi tentò anche una carriera politica fondando il famigerato Partito dell'Amore nel 1990, e continuò a lanciare altre ragazze nel mondo del cinema hard, senza però ottenere gli stessi successi del passato. Recentemente si è parlato di lui anche per i diversi procedimenti giudiziari nei quali è rimasto coinvolto, tra cui quello relativo allo scandalo Vallettopoli.

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