Van Helsing: i vampiri dominano un mondo post-apocalittico nella nuova serie sci-fi

L'erede del cacciatore di vampiri è al centro della storia, tratta da una graphic novel, in cui la Terra è controllata dalle spietate creature.

Cosa accadrebbe se la Terra rimanesse avvolta dall'oscurità e i vampiri potessero agire indisturbati senza più essere intimoriti dalla luce del sole? Sospesa tra The Walking Dead, The Strain e Underworld, la serie Van Helsing prova a rispondere a questa semplice domanda ispirandosi alla graphic novel Helsing, pubblicata da Zenescope Entertainment.

Van Helsing: una foto dei protagonisti della serie

Al centro della storia c'è una donna, Vanessa, che ritorna in vita dopo aver trascorso molto tempo in uno stato di incoscienza. Al suo risveglio si trova immersa in una realtà post-apocalittica in cui un disastro naturale ha oscurato la luce, permettendo così ai vampiri di assumere il controllo e seminare morte e distruzione. La protagonista interpretata da Kelly Overton, tenuta al sicuro da un militare nonostante grandi difficoltà, deve inoltre fare i conti con la notizia che la sua adorata figlia è scomparsa e la rivelazione di essere la chiave per la sopravvivenza, avendo il potere di ritrasformare i vampiri in esseri umani. Come in ogni serie post-apocalittica non mancano nemmeno fazioni in lotta, serial killer celati dietro un'apparenza amichevole e leader pronti a tutto pur di dominare e avere più potere. Vanessa, che come prevedibile si rivelerà l'erede di Van Helsing, sarà al centro degli eventi, stringendo alleanze e riflettendo sui sacrifici necessari per il bene comune.

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Una stagione discontinua

Van Helsing: una foto della protagonista Kelly Overton

I tredici episodi che compongono la prima stagione di Van Helsing soffrono a causa degli inevitabili confronti con altri progetti dallo spunto narrativo simile e una qualità non costante per quanto riguarda la sceneggiatura e la regia. I primi tre episodi, diretti da Michael Nankin (Battlestar Galactica, CSI: Scena del crimine), si avvalgono di script convincenti - firmati dall'esperto Neil LaBute, Simon Barry (Continuum) e Jackie May - per introdurre i personaggi e gli elementi narrativi su cui costruire la storia, compiendo inoltre un salto indietro nel passato che permette di capire i dettagli di quanto sta accadendo, pur dovendo accettare senza troppa razionalità molti dei passaggi alla base della storia della protagonista.

Van Helsing: Jonathan Scarfe, Kelly Overton e Christopher Heyerdahl in una foto della serie

A differenza di show come The Walking Dead o Z Nation, oltre all'ovvio cambiamento di creature al centro della trama, Van Helsing propone inoltre una donna determinata e non stereotipata nel ruolo di involontaria leader. Kelly Overton sa interpretare con convinzione la parte, soprattutto nel mostrare lo smarrimento e la confusione provata dopo tre anni trascorsi in coma, aumentando progressivamente la determinazione nel voler ricongiungersi alla figlia. Accanto a lei emergono in particolare i personaggi del marine Axel, interpretato da Jonathan Scarfe, e di Doc, con l'attrice Rukiya Bernard che deve mostrare il passaggio da essere umano a vampiro e viceversa.

Van Helsing: un'immagine di Kelly Overton

Del gruppo che si unisce al trio nella lotta per rimanere in vita, appare poi particolarmente interessante il legame che si stabilisce tra Sam, un Christopher Heyerdahl di nuovo alle prese con i vampiri dopo essere stato Marcus nella saga di Twilight, e il giovane Mohamad affidato a Oliver Mahoro Smith. I due personaggi assumono progressivamente un'importanza crescente, fino a un finale di stagione disturbante e a tratti sconvolgente. Violenza e sequenze dai contenuti espliciti, infatti, non mancano negli episodi di Van Helsing ma l'elemento non risulta gratuito ed eccessivo, inserendosi in un contesto narrativo in cui la loro assenza risulterebbe irrealistica e incomprensibile.

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Un gruppo alla ricerca della sopravvivenza

Van Helsing: un vampiro della serie

La transizione dagli spazi chiusi e limitati del rifugio in cui giaceva Vanessa al mondo esterno permette alla storia di espandersi ma il ritmo delle puntate e il susseguirsi degli eventi appare discontinuo e frammentato, con cambiamenti improvvisi o al contrario costruiti nel corso di più puntate, evidenziando la differenza di stile e di approccio dei vari autori. Il risultato è uno show che alle volte mette alla prova gli spettatori, obbligandoli a lunghi periodi di attesa o travolgendoli con il susseguirsi di azioni, spesso rendendo complicato seguire il filo del discorso o comprendere le motivazioni dei personaggi.

Van Helsing: una foto della protagonista Kelly Overton

Il buon feeling che si stabilisce tra i personaggi, in particolare tra Vanessa e Axel, aiuta tuttavia il progetto, dando la possibilità di mostrare diversi lati dell'umanità e delle reazioni all'invasione dei vampiri, alcuni dalle caratteristiche simili agli zombie e altri più organizzati e razionali. Chi si attende una cacciatrice in stile Buffy - L'ammazzavampiri o pronta a uccidere le creature della notte come il suo antenato Van Helsing potrebbe rimanere deluso, tuttavia Vanessa sembra avere tutte le carte in regola per diventare un'eroina interessante. Il grande dubbio, nonostante il rinnovo dello show per una seconda stagione, è principalmente legato alla qualità tecnica e artistica che potrebbe non essere in grado di far mantenere alta l'attenzione degli spettatori: i primi tredici episodi incuriosiscono e a tratti appassionano, senza però portare in scena qualcosa di realmente innovativo e capace di mettere in secondo piano i numerosi difetti, e le puntate inedite dovranno obbligatoriamente provare a risolvere questo problema.

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Un'eroina interessante per una serie poco originale

Van Helsing: Kelly Overton interpreta Vanessa Van Helsing

Van Helsing incuriosisce con la sua eroina e un'atmosfera unica ma, almeno per ora, rimane tra i titoli da recuperare senza troppa fretta o attenzione, diventando un diversivo senza troppo impegno per chi ama il genere thriller-horror e non disdegna progetti privi di effetti speciali particolarmente ricercati o riflessioni psicologiche accurate. La buona performance di Kelly Overton soddisfa inoltre chi è stanco di protagonisti maschili pronti a salvare il mondo e mette in più di un'occasione in secondo piano la mediocrità tecnica e la poca originalità narrativa che contraddistinguono la prima stagione della serie.

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