Le morti di Ian Stone

2007, Horror

Recensione Le morti di Ian Stone (2007)

Dario Piana affronta l'argomento morte e resurrezione attraverso quest'avventura fantastica e molto dark ispirata sostanzialmente all'indimenticabile 'Ricomincio da capo'.

Un thriller italo-americano

Ian Stone è un promettentissimo giocatore di hockey che vive a Londra. Una sera, dopo una partita persa con molte recriminazioni per colpa di un cronometro stranamente difettoso, Ian vede una figura aggirarsi intorno alle rotaie di una ferrovia e corre in suo soccorso. Sarà però lui ad essere aggredito da una specie di mostro e ad essere scagliato sui binari proprio mentre arriva il treno. Il risveglio subito dopo in ufficio lo porta a pensare che si sia trattato di un sogno ma si accorgerà presto che non è così: Jenny, la ragazza con cui si ritrova a parlare al suo 'risveglio', è la stessa che compariva la sera della partita di hockey solo che lì era la sua fidanzata mentre ora solo una collega di lavoro visto che ad aspettarlo a casa c'è la bellissima Medea. Tutto tornerà a riproporsi più e più volte: la morte, il risveglio in tutt'altro contesto, creature orripilanti che gli danno la caccia, persone che conosce ma che ogni volta hanno ruoli diversi e poi l'onnipresente Jenny, filo conduttore di questa avventura ai limiti dell'incredibile insieme ad un uomo di nome Gray, che tenterà di aiutarlo ad uscire da questo vicolo cieco e a difendersi dagli attacchi dei suoi persecutori. Sguardi ambigui, sussurri in lontananza e orologi che si fermano improvvisamente renderanno la vita di Ian un vero e proprio incubo...

A metà tra l'horror e l'action fantascientifico Le morti di Ian Stone è il primo film hollywoodiano del 'nostro' Dario Piana, regista milanese di videoclip musicali e spot pubblicitari tra i più celebri in circolazione, emigrato negli Usa per racimolare qualche milioncino in più e riuscire a confezionare un film 'da grande schermo' che mettesse finalmente in mostra e valorizzasse le sue indiscutibili doti dietro la macchina da presa. A vent'anni da Sotto il vestito niente 2, sequel del thriller diretto da Carlo Vanzina, Piana affronta l'argomento morte e resurrezione attraverso quest'avventura fantastica e molto dark ispirata sostanzialmente all'indimenticabile Ricomincio da capo (nonché ad un mix tra Memento, Highlander e Constantine) ma dal look moderno e psichedelico, che fa dei colori freddi e di una fotografia cupa dai toni azzurro-bluastri i suoi punti di forza.

Mike Vogel in una scena del film The Deaths of Ian Stone
La confezione ben curata e l'ottima prova degli attori, su tutti il belloccio Mike Vogel protagonista del remake Non aprite quella porta, non riescono però a celare i grossi difetti di una sceneggiatura ripetitiva - piena di buchi imperdonabili, priva di verve e di splatter ma soprattutto di colpi di scena degni di questo nome - che è stata rimaneggiata più volte rispetto alla versione originale per motivi distributivi (leggasi censura e test preventivi sul pubblico). Qualche didascalia 'chiarificatrice' di troppo e personaggi poco sviluppati a livello psicologico impediscono poi alla storia di decollare definitivamente.

Girato in Inghilterra ma prodotto negli Usa grazie all'appoggio tecnico e produttivo del grande Stan Winston - creatore di mostri per eccellenza scomparso da pochi giorni ed entrato nella storia di Hollywood con gli effetti di Terminator, le creature di Aliens - scontro fionale e i dinosauri di Jurassic Park - Le morti di Ian Stone è un intrattenimento godibile che scorre senza particolari patemi e che in alcuni punti si lascia schiacciare dalla noia e da qualche dialogo imbarazzante. Nel complesso un prodotto che non sfigura al confronto con la media delle pellicole americane di genere. Peccato non aver sfruttato gli ingredienti nella maniera più giusta ma, a naso, l'avventura hollywoodiana di Dario Piana non si concluderà qui.

Recensione Le morti di Ian Stone (2007)
Luciana Morelli
Redattore
2.0 2.0
Privacy Policy