I segreti di Twin Peaks

1990 - ....

Twin Peaks: 10 cose che (forse) non sapete sulla serie di David Lynch

In occasione del revival, ecco alcune curiosità sul serial di culto che ha cambiato la televisione americana negli anni Novanta.

Twin Peaks: Kyle McLachlan nelel scena finale del serial

Il 21 maggio 2017 ritornerà sugli schermi televisivi americani I segreti di Twin Peaks, la serie creata da David Lynch e Mark Frost che fu cancellata dopo due stagioni nel 1991 ma non ha mai lasciato l'immaginario collettivo, tra omaggi, parodie, convention e riedizioni in DVD/Blu-ray. Nel 1990 il mistero della morte di Laura Palmer fu un argomento di conversazione imprescindibile per gli appassionati di televisione, e ora il mondo surreale ed inquietante della Loggia Nera, delle torte alla ciliegia, dei nani dalla parlata strana e delle indagini dell'agente federale Dale Cooper potrà tornare a deliziarci con le sue varie stramberie, rigorosamente coordinate da Lynch e Frost (che hanno firmato insieme la sceneggiatura completa del revival, con Lynch dietro la macchina da presa per tutti gli episodi). In occasione di questo ritorno abbiamo voluto ripercorrere la storia della serie e del suo controverso prequel cinematografico, Fuoco cammina con me, tramite alcuni retroscena curiosi e divertenti.

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1. L'errore sul cartello

Nelle intenzioni di Lynch e Frost, la cittadina di Twin Peaks doveva avere 5.120 abitanti (cosa abbastanza evidente quando si vede la serie). La ABC, che trasmise le prime due stagioni dello show, pretese che tale numero fosse moltiplicato per dieci, perché temevano che una località troppo rurale in termini di popolazione avrebbe influito negativamente sugli ascolti. Nacque così il celebre cartello, visibile nei titoli di testa, dove si dice che Twin Peaks ha 51.201 abitanti. Lynch e Frost ebbero comunque la loro rivincita autorizzando una "guida turistica" ufficiale dove viene chiarito che il numero menzionato sul cartello è dovuto a un errore.

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Benvenuti a Twin Peaks

2. Problemi di cuore

I segreti di Twin Peaks: Kyle MacLachlan in una scena

La relazione tra Dale Cooper e Audrey Horne, inizialmente concepita come storyline a lungo termine, fu interrotta su richiesta di Kyle MacLachlan, il quale come motivazione ufficiale menzionò la scarsa credibilità di una storia d'amore tra un agente federale ligio al dovere e una ragazza minorenne. Questa spiegazione fu contestata per anni, poiché la stessa Audrey nella serie afferma di avere diciotto anni (dichiarazione supportata dal suo essere all'ultimo anno di liceo), e successivamente emerse la verità: Lara Flynn Boyle, interprete di Donna Hayward nello show e compagna di MacLachlan all'epoca, non andava d'accordo con Sherilyn Fenn e non voleva quindi che il suo ragazzo girasse scene romantiche insieme a lei.

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3. Ispirazione hitchcockiana

I segreti di Twin Peaks: Sheryl Lee in un'mmagine della serie tv

Il personaggio di Madeleine Ferguson, cugina di Laura Palmer dall'aspetto praticamente identico salvo i capelli, fu creato a riprese già iniziate per un semplice motivo: Lynch voleva che Sheryl Lee facesse parte del cast fisso, cosa difficile considerando che Laura era morta e non c'era materiale a sufficienza per flashback e apparizioni oniriche.
Per il nome della cugina il regista si ispirò ai due personaggi principali del film La donna che visse due volte: Madeleine Elster (Kim Novak) e "Scottie" Ferguson (James Stewart).

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Kim Novak in una scena de La donna che visse due volte

4. Un talento molto particolare

Michael J. Anderson in Twin Peaks

Per le sequenze ambientate nella Loggia Nera Lynch chiese agli attori di recitare le battute al contrario. Queste venivano poi invertite in post-produzione, dando l'effetto di una frase detta in modo corretto ma con una pronuncia inusuale. Questo compito fu affidato principalmente a Michael J. Anderson, interprete del Nano. Anderson aveva già una certa dimestichezza con la tecnica del parlare al contrario, avendola imparata da ragazzo, e quando Lynch lo scoprì gli affidò battute più complesse, poiché l'attore si mostrò in grado di gestire le scene in questione senza aver bisogno di un insegnante di dizione.

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5. Depistaggio

Twin Peak: David Lynch chiacchiera con la famiglia Palmer

Per evitare fughe di notizia sull'identità dell'assassino di Laura Palmer, svelata nel settimo episodio della seconda stagione, furono girate almeno due versioni dell'omicidio di Madeleine Ferguson per mano di Bob, rispettivamente con Benjamin Horne e Leland Palmer (il vero colpevole) come ricettacolo umano del demone. In sede di scrittura fu anche fatta trapelare apposta la finta rivelazione che "Big Ed" Hurley fosse l'assassino. Nemmeno gli attori coinvolti erano sicuri della verità, e quando Ray Wise (Leland) venne a sapere che il colpevole era il suo personaggio rimase molto dispiaciuto, poiché aveva sperato che fosse stato Benjamin a uccidere Laura.

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6. Il pilot non è quello che sembra

Twin Peaks - Frank Silva sul set con David Lynch

Durante le riprese del primo episodio la ABC chiese a Lynch di girare materiale aggiuntivo per la versione europea, in modo da poterlo vendere come un film autoconclusivo in caso si fosse deciso di non dare il via alla serie vera e propria. Furono quindi realizzati venti minuti in più, dove si svelava anche subito l'identità dell'assassino. Dopo l'approvazione del resto della serie, Lynch si servì in parte del materiale supplementare per rimpolpare le sequenze oniriche negli episodi successivi. Paradossalmente, la versione europea è stata, per anni, l'unica disponibile in home video negli Stati Uniti, a causa di problemi legati ai diritti del pilot tradizionale.

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7. E i titoli?

I segreti di Twin Peaks: il cartello di benvenuto il città

Quando la serie è andata in onda per la prima volta negli USA, i vari episodi non avevano titoli. Questi furono aggiunti per la messa in onda tedesca, e poi tradotti in inglese per utilizzi successivi sul mercato americano, in particolare per lo streaming sul sito ufficiale o su piattaforme come Netflix.
Il più notevole di questi titoli è quello dato al pilot, noto anche come Northwest Passage. Questo doveva essere, nelle intenzioni di Lynch, il titolo dello show vero e proprio e il nome della cittadina, ma dovette essere scartato quando saltò fuori che esisteva veramente una città americana con quel nome.

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8. Questa ce la leghiamo al dito

I segreti di Twin Peaks: David Bowie in una scena

Che molti fan dello show non siano soddisfatti in pieno della seconda stagione, realizzata in parte senza la supervisione attiva di Lynch (impegnato con le riprese di Cuore selvaggio), è cosa nota. Ma anche alcuni degli attori non furono molto contenti dell'abbandono provvisorio del regista, e in un caso specifico - quello di Sherilyn Fenn - questo portò al rifiuto di partecipare alla trasposizione cinematografica. Anche Kyle MacLachlan inizialmente non volle recitare nel film, e per convincerlo a tornare fu necessario ridurre al minimo il ruolo di Cooper. La defezione di Lara Flynn Boyle (sostituita da Moira Kelly) fu dovuta invece ad altri impegni cinematografici, ma girò una voce - smentita dall'attrice stessa - sulla sua presunta riluttanza a girare scene di nudo.

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9. Ritorno a sorpresa

Twin Peaks: Piper Laurie e Joan Chen

Tra le storyline più folli della serie c'è quella legata alla "resurrezione" di Catherine Martell, data per morta e poi tornata fingendo inizialmente di essere un uomo d'affari. Per quelle scene l'attrice Piper Laurie dovette presentarsi sul set già truccata, e fu fatto credere al cast che il personaggio fosse interpretato da un noto attore nipponico che non parlava bene l'inglese. L'inganno funzionò senza troppe difficoltà, ma alcuni sospettarono che dietro le fattezze del signor Tojamura si celasse l'allora compagna di Lynch, Isabella Rossellini (la quale doveva inizialmente interpretare Josie Packard).

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10. Next time, baby!

Twin Peaks: Kyle MacLachlan e Michael Ontkean

Quando fu girato il pilot originale, la prima scelta di Lynch per il ruolo dello sceriffo Harry Truman sarebbe stato l'attore Robert Forster, costretto a rinunciare per via di altri impegni. La parte fu quindi riassegnata a Michael Ontkean, il quale è andato in pensione nel 2011 e ha quindi rifiutato l'offerta di tornare nel revival. A questo punto il ruolo dello sceriffo - forse Truman, forse un personaggio nuovo di zecca - è stato nuovamente offerto a Forster, che ha accettato.

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