True Blood - Stagione 3, episodi 6, 7 e 8

Altri tre sanguinosi episodi ci portano oltre la metà della terza stagione della serie di Alan Ball, confermando il successo di pubblico in patria ed ottenendo il record di ascolti di quest'anno.

Alla gente piace il sangue, è ormai risaputo, e True Blood non si sta tirando indietro nel metterlo in scena a piene mani. Ed il pubblico, ovviamente, sta apprezzando, confermando l'andamento positivo della terza stagione sulla HBO: 4,74 milioni, 5,24 e poi 5,09 per i tre episodi I Got a Right to Sing the Blues, Hitting the Ground e Night on the Sun, in onda in patria tra fine luglio ed inizio agosto.
Nel sangue apre l'episodio 6, con la reazione di Bill nel tentativo di salvare Sookie, una lotta messa in scena con enfasi da Michael Lehmann che permette al vampiro di liberarsi di uno soltanto dei suoi carcerieri, fallendo miseramente nell'attaccare il ben più anziano, e potente, Russell. Inevitabile la punizione per il vampiro, sempre più nei guai da quando il suo atteggiamento sembra essere uscito dal torpore delle prime due stagioni, una punizione portata per mano di Lorena, che si diverte a tagliuzzare tra le lacrime insanguinate il corpo di Bill, sottolineando la bizzarria ed il macabro fascino della relazione tra i due. Se la dose di sangue è la più elevata dall'inizio della serie, questa in corso è infatti anche la stagione in cui un po' tutti finiscono per essere legati/imprigionati e, all'occorrenza, torturati.

Rutina Wesley e Ryan Kwanten nell'episodio Hitting the Ground di True Blood
Se il suo tentativo di salvare Sookie fallisce, però, non si può dire altrettanto del contrario: recuperata da una incontenibile Tara, liberatasi (per sempre? sinceramente speriamo di no) del promesso sposo Franklin, la ragazza riesce a trarre in salvo il vampiro per esserne attaccata durante la fuga. Tutte le scusanti del mondo (debolezza e smarrimento post-torture) non bastano alla ragazza per evitare di mettere in discussione il loro rapporto, portando i due ad una crisi che si protrae per tutti i tre episodi che stiamo analizzando.
Quello che però emerge è la centralità della figura di Sookie nella mitologia di True Blood: la giovane Stackhouse si conferma protagonista della serie e soprattutto interesse primario dei vampiri, con Russell che si aggiunge alla folta schiera dei suoi estimatori o semplicemente a quella di chi ha bisogno di lei e dei suoi poteri. Che Sookie fosse una persona speciale è stato chiaro fin dal primo episodio della serie e sembra che questa stagione voglia far luce sul motivo della sua particolarità e sulle sue origini. Intanto la ragazza è costretta a vedersela con Re Russell ed i suoi scagnozzi licantropi, con o senza l'aiuto dell'amato Bill.
La distrazione di Bill ha ovviamente ripercussioni su Jessica, restata orfana del suo creatore ed incapace di gestire i suoi nuovi poteri ed il suo nuovo status di vampira. L'iniziale (e, diremmo, adolescenziale) ribellione verso il suo creatore, lascia il posto all'affetto che la ragazza gli dimostra e dichiara quando lui fa finalmente ritorno a casa in Night on the Sun.

Alexander Skarsgå ed Evan Rachel Wood nell'episodio I Got a Right to Sing the Blues di True Blood
Negli ultimi episodi anche la sete di potere di Re Russell si conferma, così come l'abilità del suo interprete Denis O'Hare, mentre i suoi piani per conquistarlo si fanno più espliciti nel matrimonio con Sophie-Anne e l'omicidio del Magistrato, ma soprattutto in un paio di sue dichiarazioni che ci fanno capire come secondo lui le creature sovrannaturali potrebbero spazzar via gli esseri umani in breve tempo se fossero unite. E' per questo che lui si serve dei licantropi, dando loro il sangue che desiderano. Per quanto pazzo, ammette Russell, Adolf avera ragione su una cosa: "c'è una razza dominante. Ma non è quella umana."
Resta ancora oscuro il ruolo di Eric: se inizialmente sembrava interessato a riuscire laddove Bill aveva fallito, ovvero nel restare nelle grazie del Re il più a lungo possibile, gli ultimi eventi, il messaggio inviato a Sookie tramite la cugina Hadley e soprattutto l'aver eliminato Talbot, sembrano andare in un'altra direzione.

Una scena dell'episodio Hitting the Ground di True Blood
Hitting the Ground è invece l'episodio in cui Sam capisce cosa si nasconde dietro i Mickens e come Joe Lee sfrutti i suoi familiari mutaforma, costringendo Tommy a partecipare a combattimenti clandestini tra cani. Ma Tommy, ora al suo fianco anche nel lavoro al Merlotte's, non è un elemento facile da gestire e porterà con sè molti guai da qui a fine stagione. Come Sam, anche Jason riesce sempre a trovare nuovi modi per attirare guai e problemi di ogni tipo: sul suo cammino sulla strada che lo porterà a diventare poliziotto è arrivata Crystal e l'ossessione di lui per la ragazza è evidente. E' la storyline al momento più forzata, sia perchè aggiunge un ulteriore elemento ai già numerosi fili che compongono il plot di questa stagione, sia perchè appare troppo repentina la fascinazione che il ragazzo prova per lei. Che sia colpa di Lindsay Pulsipher che dà il volto al nuovo personaggio?
Superata la metà della stagione 3, pulsioni ed intenzioni di ogni personaggio si fanno sempre più chiare e, sebbene non ci sia una linea narrativa particolarmente lineare o evidente, gli autori riescono a mantenere alto l'interesse sapendo bilanciare lo spazio a disposizione di ogni personaggio, senza lasciare che nessuno finisca nel dimenticatoio. La speranza è di non vivere lo stesso calo che proprio l'anno scorso aveva portato ad un finale deludente dopo una buona seconda stagione.

True Blood - Stagione 3, episodi 6, 7 e 8
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