L'esorcista

1973, Horror

Tratto da una storia vera: da The Conjuring ad Amityville, cinque horror da incubo

Il ragazzo che ispirò L'esorcista e la casa degli orrori di Amityville. Le indagini di Ed e Lorraine Warren e la bambola Annabelle, il caso del poltergeist di Enfield e quello di uno "zombie" che tornò dalla sua famiglia. Alcune delle storie più spaventose che hanno ispirato gli horror più suggestivi che siano apparsi sullo schermo.

"Questo film è ispirato a fatti realmente accaduti": quante volte ci capita di leggere questa frase di lancio sui poster o a conclusione del trailer di un film? Così tante che ormai non ci facciamo più caso, a meno che un film non ci colpisca particolarmente e vogliamo saperne di più. Nel caso si tratti di un horror, il dubbio che si tratti di una vicenda realmente accaduta si fa ancora più consistente, perché se si tratta di eventi soprannaturali, entra in gioco il raziocinio. Gli autori degli horror più celebrati e leggendari spesso hanno preso spunto da storie realmente accadute - o meglio, da storie riportate dalla cronaca. Per alcuni film - come Nightmare, ad esempio - sono bastati una serie di articoli di giornale a dare uno spunto per una storia completamente diversa, mentre altri film di cui parleremo in questo articolo hanno rievocato certe storie spaventose così come sono state raccontate dai media o da coloro che le hanno vissute.

The Conjuring 2 - una scena del film

Le cinque storie che leggerete di seguito (ma in realtà sono anche di più) hanno dato vita a film di grande successo come The Conjuring o addirittura pellicole che sono entrate nell'immaginario collettivo, come L'Esorcista. Non sappiamo come sono andate realmente le cose e non lo sapremo mai, ma possiamo andare all'origine delle storie che hanno ispirato questi film e immaginarlo, mettendo un po' da parte la razionalità. E allora seguiteci in questo percorso al buio, tra rumori improvvisi, oggetti che si spostano, strani sortilegi. E se sentirete bussare alla porta ma non c'è nessuno, non spaventatevi.

1 L'esorcista - Il caso di Roland Doe

Max von Sydow davanti alla casa della piccola indemoniata de L'esorcista

Sul finire degli anni '40, i quotidiani del Maryland iniziarono ad occuparsi del caso di Roland Doe, pseudonimo dietro il quale si celava l'identità di un ragazzo di quindici anni che manifestò i segni di una possessione demoniaca. Roland era descritto come uno di quegli adolescenti che alla compagnia dei coetanei preferisce quella degli adulti, e in particolare il rapporto con sua zia Harriet, appassionata di occultismo, fu decisivo negli sviluppi di questa vicenda. Immaginiamo che dopo la morte di sua zia, Roland abbia provato a mettersi in contatto con lei attraverso una tavoletta OuiJa, e fu in quel periodo che iniziarono a succedere cose strane in casa. Si parlò di rumori strani, mobili e oggetti che si spostavano e levitavano all'improvviso, eventi che furono esaminati anche dal parapsicologo J.B. Rhine il quale, dopo una notte trascorsa con il ragazzo, consigliò alla famiglia di rivolgersi ad un prete cattolico. La situazione si aggravò al punto tale che per Roland, che sembrava ormai posseduto da un'entità malvagia, si rese necessario più di un esorcismo e si racconta che durante uno di questi rituali, il ragazzo riuscì a liberarsi e ferì gravemente un prete con una molla che aveva sfilato dal materasso.

Guarda il video: L'esorcista: le reazioni degli spettatori dopo il film

Una storia dalle circostanze poco chiare che impressionò lo scrittore William Peter Blatty, che si appassionò agli studi del soprannaturale e trent'anni dopo diede alle stampe L'esorcista, controverso bestseller che successivamente sarà adattato per il grande schermo da William Friedkin. A più di quarant'anni dalla sua release nelle sale l'Esorcista resta un film potente, di grande impatto visivo ed emotivo, che ha condizionato l'immaginario collettivo e cinematografico e con il quale qualsiasi film che affronti il tema della possessione è costretto inevitabilmente a confrontarsi.
Nonostante Blatty e Friedkin si siano presi diverse libertà narrative rispetto al materiale di partenza (piuttosto scarno, in verità) le immagini di Linda Blair che inizia a levitare verso il soffitto della stanza buia e gelida, appena rischiarata dalla luce spettrale degli abat jour e la porta che si chiude all'improvviso, restano tra le più potenti che si siano viste sul grande schermo negli ultimi decenni, mentre altre pellicole che hanno provato a raccontare fedelmente la storia di Roland - tra cui Possessed - non hanno avuto lo stesso impatto.

L'esorcista - una celebre scena del film

2 Amityville Horror - Ore 3.15, una strage silenziosa

Quella notte di novembre del 1974, nessuno sentì i colpi di fucile che Ronald DeFeo sparò contro i suoi genitori e i suoi quattro fratelli, né i vicini di casa, né le vittime, che furono trovate nei loro letti quando la polizia entrò nella villetta al numero 112 di Ocean Avenue ad Amityville nelle prime ore del mattino. Gli agenti erano stati avvisati proprio da Ronnie, che già in passato aveva dato segni di grave squilibrio, e che in seguito confessò di essere stato lui ad uccidere la sua famiglia, guidato da strane voci.

Costruita negli anni '20, la casa - diventata in seguito una delle più celebri del genere horror, con le sue finestre a semicerchio - era stata già occupata da diversi proprietari e un anno dopo la strage dei DeFeo fu acquistata dai Lutz, che fuggirono poco tempo dopo, raccontando con enfasi di fenomeni inquietanti ai quali avevano assistito insieme ad alcuni ospiti. E' proprio sull'esperienza di George e Kathy Lutz che si basa Amityville Horror, primo capitolo di una lunga saga che vedeva protagonisti James Brolin e Margot Kidder. I "veri" Lutz raccontarono che in casa si percepivano presenze invisibili e a volte capitava di sentire dei passi al piano superiore, quando non c'era nessuno. Poi ancora parlarono di strane ombre, sciami di mosche, odori nauseabondi e addirittura sostanze vischiose sulle pareti o sulle serrature delle porte. Non mancarono poi i riferimenti alla strage dei DeFeo, con George che sosteneva di essersi svegliato più volte alle ore 3.15, la stessa in cui Ronnie uccise i genitori, e sua moglie Kathy che invece fu in grado di descrivere alcuni macabri dettagli di quello che accadde e che lei aveva sognato.

Insomma, un'abitazione pervasa da un'energia così spaventosa, che anche una coppia di studiosi del paranormale, i coniugi Warren - gli stessi di The Conjuring - volle effettuare un'indagine e confermò le dichiarazioni dei Lutz, riferendo in particolare di un incontro con lo spettro di Ronald DeFeo sr., il padre dell'assassino. Non è un caso, infatti, che le prime scene di The Conjuring 2 siano ambientate proprio nella casa di Amityville, della quale riconosciamo le iconiche finestre della facciata principale e alcune fotografie inquietanti - tra cui quella del bambino che si affaccia da una scalinata - che furono realmente scattate nell'abitazione, anche se la loro natura soprannaturale è opinabile. L'unica libertà che James Wan si prende, in una ricostruzione così accurata, è il rumore delle fucilate, che se nella finzione contribuisce a rendere la scena della seduta spiritica ancora più spaventosa, nella realtà non fu udito da nessuno.

I successivi proprietari di Amitivylle, più che di eventuali spettri, ebbero a lamentarsi del pellegrinaggio di curiosi che assediavano la casa, e che non accennavano a diminuire. D'altronde chi ha abitato in una casa "celebre" potrà confermarvi che non è facile confrontarsi tutti i santi giorni con l'invadenza della gente e di fanatici di vario tipo. In ogni caso sulla casa sono stati realizzati una quindicina di film (oltre a diversi documentari), ma i più conosciuti restano quello del '79 e il suo remake, uscito nel 2005, con un Ryan Reynolds fin troppo prestante (e spogliato) nel ruolo del signor Lutz.

amityville house

3 The Conjuring - L'Evocazione e Il caso Enfield

Ed e Lorraine Warren si occuparono anche di altri celebri casi soprannaturali, alcuni dei quali sono stati raccontati al cinema (come quello di cui si parla in The Haunting in Connecticut, ad esempio). Tuttavia la loro attività (affascinante ma anche discussa e controversa) ha un ruolo più centrale nei due film della saga di The Conjuring. Mentre l'Evocazione è incentrato sulla storia della famiglia Perron e della loro casa di Rhode Island, infestata dallo spirito di una strega vissuta secoli addietro, il Caso Enfield è decisamente più interessante (e documentato) e vide coinvolti diversi esperti del settore e giornalisti, incuriositi da quello che accadeva in casa di Peggy Hodson, una donna divorziata, madre di quattro figli, che viveva nei pressi di Londra. In particolare l'indagine si concentrò su una delle bambine, Janet, che sembrava attirare a sé le attenzioni di un poltergeist, che iniziò a manifestarsi nelle ore notturne bussando alla porta della stanza che divideva con i fratelli, e facendo tremare i loro letti, fino a spingersi successivamente a manifestazioni più spaventose.

I Warren esaminarono anche questo caso, che in realtà fu seguito con più assiduità da un giornalista del Daily Mirror, Maurice Grosse. Ed è proprio sull'esperienza di quest'ultimo che si concentra The Enfield Haunting, una miniserie uscita poco prima di The Conjuring 2 e che ci riporta alla fine degli anni Settanta, tra le stanze e i corridoi di una casa nei pressi di Londra in cui la sensazione di non essere soli è tangibile. Lo scenario quindi è lo stesso, e i brividi sono garantiti in entrambi i casi, ma James Wan si prende la libertà di "gonfiare" un po' la sua storia inserendo ulteriori creature spaventose, come l'Uomo Storto evocato dal carillon dei bambini e soprattutto Valak, il demone-suora, sulla cui efficacia, in termini orrorifici, chi vi scrive continua ad avere qualche dubbio.

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Gli Spin-Off

Una foto della sensitiva Lorraine Warren

Si parla già di uno spin-off per Valak così come ne era stato realizzato uno per Annabelle, la bambola che si vede in alcune scene de L'Evocazione. Se Valak resta un personaggio di fantasia, Annabelle invece ha una sua mitologia realistica, visto che la bambola è attualmente tra i cimeli del museo dei Warren e ha un aspetto decisamente meno inquietante di quello che si vede nei film. E' una Raggedy Ann come se ne vedevano probabilmente tante negli anni '70, che fu donata ai Warren da una giovane infermiera, e che si dice sia posseduta dallo spirito di una ragazza defunta, Annabelle Higgins.

Lorraine Warren in una foto di qualche anno fa con la vera bambola Annabelle, molto diversa da quella del film. Se in The Conjuring ha un aspetto diverso, è anche per una questione di diritti commerciali, visto che questo modello di bambola è ancora in produzione.

4 The Exorcism of Emily Rose - Sette demoni per Anneliese Michel

Anneliese Michel

Era una ragazza davvero carina, Anneliese Michel, con i capelli scuri che le incorniciavano il viso dal sorriso aperto e luminoso. Un sorriso che si spense nei lunghi mesi in cui fu sottoposta a diversi esorcismi che si conclusero con la sua morte il 1° luglio del '76, come lei stessa aveva anticipato in una lettera che aveva scritto in un raro momento di lucidità. Le spaventose foto scattate durante questi rituali ci restituiscono l'immagine di una ragazza ridotta pelle e ossa, con occhiaie nere come la pece e il viso segnato da profonde piaghe. Nelle ultime immagini della sua vita, Anneliese era spesso affiancata da qualcuno che tentava di trattenere i suoi movimenti convulsi e la sua forza, scatenata da ben sette demoni dai quali diceva di essere posseduta.

Tutto era iniziato diversi anni prima, quando la ragazza iniziò a soffrire di convulsioni, che secondo i medici erano dovuti ad una forma di epilessia, mentre i genitori - che erano persone fortemente religiose - ritenevano che fosse posseduta dal diavolo e lei stessa finì per convincersene. Nonostante i problemi di salute, riuscì a terminare gli studi superiori dalla piccola cittadina della Baviera in cui viveva e decise di trasferirsi a Würzburg per seguire i corsi universitari. Fu in questo periodo che le sue condizioni peggiorarono sensibilmente e la Chiesa autorizzò un esorcismo per il quale, dopo la morte della ragazza, furono condannati sia i suoi genitori che i preti che lo avevano messo in pratica.

Una scena di The Exorcism of Emily Rose

The Exorcism of Emily Rose di Scott Derrickson si concentra anche sul processo durante il quale si cercò di fare luce sulla morte di Anneliese, e con un cast eccezionale tra Laura Linney e una bravissima Jennifer Carpenter nel ruolo della protagonista, si sviluppa attorno ad una storia alla quale non mancano momenti spettacolari, ma anche sequenze di tensione genuinamente terrificanti.

Sandra Hüller in una scena del film Requiem

La Carpenter (che il pubblico conosce soprattutto per il suo ruolo di Debra in Dexter) offre una performance convincente (e molto "fisica" tanto che non occorsero effetti speciali per le sue contorsioni) ma anche Sandra Hüller, protagonista di un'altra versione della storia di Anneliese, il convincente dramma Requiem, fu altrettanto brava nell'interpretare una ragazza timida e semplice alle prese con qualcosa di spaventoso e sconosciuto. A Differenza di Emily Rose, però, Requiem, diretto da Hans-Christian Schmid, si sottrae alla tentazione dell'approccio soprannaturale alla storia, e ci accompagna insieme alla protagonista nel difficile periodo in cui lasciò la casa dei genitori per andare a vivere in una grande città, e in cui la sua sanità mentale inizia a vacillare pericolosamente.

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5 Il serpente e l'arcobaleno - Haiti, ti sorridono i morti

In più di un'occasione Wes Craven ha preso spunto da articoli su fatti inspiegabili e vicende realmente accadute. Lo ha fatto con Nightmare, ad esempio, con una ricerca su uno strano ed inquietante disturbo del sonno che uccise diverse persone nei primi anni '80, e lo ha fatto in maniera più estesa (e libera) con Il serpente e l'arcobaleno, interessante horror con il quale riportò la mitologia degli zombie alle sue origini, quelle di Haiti e dei rituali voodoo. Per questo film il regista si è ispirato alla storia di Clairvius Narcisse, che morì nel '62 dopo essere stato ricoverato per una febbre alta, e il cui corpo fu trafugato dalla tomba in cui era stato sepolto. Si può immaginare lo stupore della sua famiglia quando, diversi anni dopo, Narcisse tornò a farsi vivo (letteralmente) e raccontò che un bokor, uno stregone voodoo, lo aveva trasformato in zombie per schiavizzarlo. Un caso sul quale si concentrarono gli studi e la curiosità Wade Davis, il quale scoprì che gli stregoni usavano potentissime sostanze ricavate da piante e animali, per indurre una persona in stato di morte apparente e poi per assoggettarla al loro volere.

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Craven affida idealmente il ruolo di Wade a Bill Pullman e insieme a lui viviamo un incubo esotico intriso di misticismo, nel quale però si riconoscono le stesse trovate con le quali ha conquistato i fan di Nightmare, che qui ritroviamo in forma di sortilegi suggestivi, tra spose scheletriche, barche in fiamme e voragini che si aprono nel terreno per offrire sepoltura ai morti... e ai vivi.

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