Torino 2010: una seconda giornata lunga 127 ore

Primi due film in concorso per il TFF, si tratta di Las Marimbas del Infierno e il britannico Infedele per caso; spazio poi allo spettacolare biopic di Danny Boyle, e all'horror di Brad Anderson; senza dimenticare l'omaggio a John Huston e l'inedito ritratto della famiglia Agnelli offerto dal documentario di Giovanni Piperno, Il pezzo mancante.

Le danze del Torino Film Festival 2010 si sono aperte senza tappeti rossi di sorta. Un messaggio chiaro e lineare quello lanciato ieri sera dal direttore artistico Gianni Amelio dal palcoscenico del Teatro Regio, diventato per l'occasione il luogo da sogno evocato dal grande Jean Renoir; uno spazio protetto in cui il cinema l'ha fatta da padrone assoluto, ma anche una finestra aperta sui tanti problemi che affliggono la società contemporanea. "Questa 28.ma edizione è una festa, ma non si può ignorare quello che sta succedendo attorno a noi", ha ammesso con candore lo stesso Amelio durante il suo discorso inaugurale. Così, in una cerimonia d'apertura disertata dai vertici della Regione Piemonte, in aperto contrasto con la decisione della direzione del TFF di appoggiare la manifestazione no-Gelmini, la protesta degli studenti, quella degli immigrati e dei 100 autori hanno trovato una cassa di risonanza proprio sul proscenio dello stabile sabaudo. Il grido di dolore lanciato dai registi e dai lavoratori dello spettacolo italiano contro i tagli al FUS ha avuto il suo culmine nella proiezione de Il cinema è il nostro lavoro, un filmato della durata di un minuto e quattordici secondi, curato dai 100 Autori/Piemonte, che alterna volti noti del mondo della celluloide (gli attori Luciana Littizzetto e Fabio Troiano e il regista Davide Ferrario) a maestranze e tecnici sconosciuti, gli "eroi" del dietro le quinte che ogni giorno si mettono in gioco sul set e non solo. I riflettori, poi, si sono abbassati per la proiezione del film d'apertura Contre toi, diretto dalla francese Lola Doillon; grandi applausi alla fine per questo dramma sulla passione imprevedibile che lega un uomo, l'astro nascente del cinema d'Oltralpe Pio Marmai, ad una donna, la bravissima Kristin Scott Thomas, che lui rapisce perché ritenuta responsabile della morte della moglie.

Una scena del film Las marimbas del infierno
Oggi sono due i lungometraggi in concorso presentati al pubblico, si tratta di Las Marimbas del Infierno, co-produzione francese, messicana e guatemalteca diretta dal regista americano Julio Hernàndez Cordòn e Infedele per caso, per la regia di Josh Appignanesi. Se nel primo caso ci troviamo davanti alla storia surreale di un ex satanista che si "ricicla" come suonatore di marimbas (lo strumento a percussione tradizionale dell'America Centrale) assieme ad altri due compagni di avventura, nel secondo lo humour britannico si sposa alla perfezione con la vicenda di un musulmano che scopre di essere un ebreo. L'epica crisi di identità che affligge il povero Mahmud viene risolta grazie all'insperato aiuto di un "ex" nemico, il tassista ebreo Lenny. (Leggi la recensione del film)

Davvero ricco il menù delle opere fuori concorso che nella sezione Festa Mobile offre 127 Hours, nuova fatica del regista premio Oscar Danny Boyle, già visto all'ultimo Festival di Toronto. L'autore di The Millionaire e Trainspotting racconta la vera vicenda di Aron Rolston, interpretato da James Franco, escursionista diventato celebre per la drammatica avventura che lo ha visto protagonista nel maggio 2003, quando, durante una scalata sulle montagne dello Utah, rimase vittima di un incidente. Senza cibo e acqua e imprigionato sotto un masso, arrivò ad amputarsi il braccio destro per riuscire a salvarsi.
Dopo la presentazione al Festival di Cannes 2010, a Torino si rivede l'inquieta gioventù di Kaboom, opera punk di Gregg Araki in cui uno studente bisessuale crede di aver scoperto un omicidio. Direttamente dalla Croisette arriva anche Tournée di Mathieu Amalric, in cui un impresario tenta di tornare sulla cresta dell'onda attraverso un gruppo di bellissime spogliarelliste americane. (Leggi la recensione di Kaboom e quella di Tournèe)
Sempre fuori concorso c'è spazio per Salaam Isfahan diretto da Sanaz Azari, vincitore del Gran Premio del Pubblico al Festival di Nyon, e per Il pezzo mancante, documentario di Giovanni Piperno (vincitore al TFF 2005 con L'esplosione), in cu il regista romano tenta di mettere a fuoco i drammi personali (e non solo) della famiglia Agnelli, focalizzandosi in particolare sul figlio dell'Avvocato, Edoardo Agnelli, morto a 46 anni.

Nella sezione Rapporto confidenziale, il pubblico potrà gustarsi tre horror dagli stili completamente diversi. Damned by dawn dell'australiano Brett Anstey, film a basso costo con effetti speciali "casalinghi", rimanda ad un grande classico come La casa di Sam Raimi, mentre Outcast, opera anglo irlandese di Colm McCarthy, propone un inedito mix tra il realismo di Ken Loach e la stregoneria. Protagonista, infatti, è una donna di Edimburgo che per proteggere se stessa e il figlio dagli attacchi di un uomo dalle cattive intenzioni, sfodera armi da fattucchiera. Di tutt'altro peso l'atteso Vanishing on 7th street, nuova fatica di Brad Anderson, autore dei celebrati L'uomo senza sonno e Session 9. L'opera, interpretata da Hayden Christensen e Thandie Newton, è il desolante racconto di un'umanità ormai allo stremo delle forze, dopo un black out devastante.

Il tesoro della Sierra Madre, classico diretto nel 1948 da John Huston (premio Oscar per la migliore regia) ed interpretato da Humphrey Bogart, verrà presentato al pubblico da Allegra, figlia del grande regista, e ospite fissa della manifestazione al fratello Tony, nell'ambito della ricchissima retrospettiva dedicata al prolifico autore americano. Italiana.Doc, infine, apre uno squarcio sul mondo della scuola con Scuolamedia di Marco Saltarelli; nella stessa sezione, interamente dedicata ai documentari di casa nostra, viene presentato Il futuro del mondo passa da qui - City Veins, di Andrea Deaglio. E se non vi basta ancora questa grande abbuffata di cinema, segnaliamo il fuori programma legato ai Marlene Kuntz che presentano il loro nuovo album Ricoveri virtuali e sexy solitudini, con tanto di proiezione del progetto visivo in quattro filmati di Masbedo.

Torino 2010: una seconda giornata lunga 127 ore
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