Underworld: Evolution

2005, Azione

Recensione Underworld: Evolution (2005)

C'è un quesito fondamentale che aleggia attorno a entrambi gli episodi di questa horror action: perché vampiri e licantropi, invece di usare i loro poteri, la loro forza sovrumana, preferiscono massacrarsi a colpi di armi automatiche?

Alessandro De Simone

Spara vampiro spara

C'è un quesito fondamentale che aleggia attorno a entrambi gli episodi di questa horror action: perché vampiri e licantropi, invece di usare i loro poteri, la loro forza sovrumana che solo a un padrone delle tenebre può essere concessa, preferiscono massacrarsi a colpi di armi automatiche? Mi basterebbe vedere qualche duello all'arma in bianca per essere già più contento, invece no: caricatori che si innestano e volano via come in Black Hawk Down esplosioni, elicotteri, truppe scelte. Probabilmente è questo che rende Underworld: Evolution un prodotto spurio, proprio come il primo. Troppo gotico e ben curato nelle luci, le scenografie e, soprattutto, nel look del film, per essere uno spara spara d'azione, e troppo macho anni Ottanta, con tutte quelle canne fumanti, per raccontare la storia di una vampira sexy inguainata in un costume da domina in latex e pelle.

Len Wiseman, uomo saggio soprattutto perché ha fatto della bella attrice Kate Beckinsale (che interpreta Selena) anche la sua compagna nella vita, si dibatte tra due mondi che non sono quello dei Maestri della notte e quello dei Lican, ma quello del cult e quello del botteghino, non riuscendo a prendere una direzione decisa e fallendo quindi in entrambi i casi.
Ma attenzione, Underworld: Evolution non è un film da buttare, anzi, per molti versi è ben più riuscito del primo. Una sceneggiatura costruita meglio, più coraggio nell'affrontare il genere horror aggrappandosi ai suoi elementi fondamentali che sono ovviamente la carne e il sangue, citando un bellissimo film di Paul Verhoeven, che in questo seguito sono mostrati con più centimetri e più ettolitri. Ma non stiamo parlando dello scandalo annunciato e autocompiaciuto di Hostel, in cui l'esibizione dei corpi e il loro successivo smembramento servono a dare allo spettatore un messaggio teoricamente etico e forse anche politico. No, in questo caso il rapporto con gli elementi carnali serve semplicemente ad immergerci in una dimensione altra, quella che l'occhio dell'impiegato essere umano non può vedere, ma che probabilmente nel suo inconscio desidera fortemente.

Interessante corto circuito potrebbe essere questo, vedere l'Elsewhere creato da Wiseman come una proiezione dei desideri di riscatto di John Doe, capace di trasformarsi in una creatura sovrannaturale quando la rabbia per i torti subiti prende il sopravvento. Il premio, una meravigliosa principessa guerriera.
Credo sia inevitabile essere romantici quando si parla di vampiri, Dracula è ancora il più bel romanzo d'amore che sia mai stato scritto, non a caso è un romanzo epistolare come Le relazioni pericolose di De Lacloise, così come è sorprendente vedere quante chiavi di lettura ci possono essere in un film apparentemente banale come Underworld: Evolution.

Le tracce di questi percorsi mentali pervadono tutto il film, ma sono purtroppo solo flebili macchie di colore che non riescono a completare il quadro. Alla fine quindi ci ritroviamo in mano la solita macchina hollywoodiana: una star sexy e monoblocco dal collo in su, una spalla maschile piena di muscoli e tendenzialmente inutile, dei cattivi da operetta che al giorno d'oggi non fanno paura neanche a un bambino di otto anni.
Credo sia uscito un videogioco per PS2 ispirato al film: sono convinto che i milioni di registi giocatori sparsi per il mondo saranno in grado di dare maggiore spessore a questa serie di occasioni perdute.

Una speranza: riusciremo mai a vedere un bel film tratto da un bel fumetto italiano? Dampyr, della Sergio Bonelli Editore, per citarne uno, ha un intreccio intrigante e delle atmosfere magnifiche. Attendiamo con ansia.

Recensione Underworld: Evolution (2005)
Privacy Policy