Ryan Reynolds, dalla TV a Deadpool: la carriera dell’attore in 5 tappe

In occasione del suo quarantesimo compleanno, ripercorriamo gli alti e i bassi del percorso artistico dell'ex-Lanterna Verde.

Self/less: Ryan Reynolds in un'immagine del film

Ryan Reynolds, nato il 23 ottobre 1976 a Vancouver, è una presenza più o meno fissa sui nostri schermi dal 1991 (anche se la prima cosa vista anche in Italia - il pilot di Sabrina, vita da strega - risale al 1996). Carismatico e dotato di un grande senso dell'umorismo, l'attore canadese ha dato prova di una certa versatilità nel corso degli anni, sebbene la sua fama sia legata principalmente a commedie e/o cinecomics, tra cui uno dei grandi successi di quest'anno, Deadpool. Prossimamente lo rivedremo nei panni del mercenario chiacchierone, e sentiremo la sua voce nel sequel de I Croods. In altre parole, Reynolds è riuscito a ritagliarsi un percorso professionale di tutto rispetto, che noi abbiamo deciso di ripercorrere individuandone le cinque tappe fondamentali, dal 1991 ad oggi. Le cose però hanno avuto inizio in Canada.

1. Il piccolo schermo

All'età di venticinque anni Reynolds debutta come attore sullo schermo in Hillside (noto come Fifteen negli Stati Uniti), un teen drama canadese che dura quattro stagioni. Nel 1996 recita al fianco di Melissa Joan Hart nel pilot di Sabrina, vita da strega, e nel 1998 viene scritturato nella parte di Michael "Berg" Bergen per la sitcom Due ragazzi e una ragazza, in onda fino al 2001. Nei panni di Berg, di bell'aspetto ma non tanto intelligente, Reynolds è spesso l'elemento più spassoso di gran parte degli episodi, e comincia così a farsi notare per le sue abilità comiche. Dopo la conclusione della serie, l'attore si è concentrato di più sul cinema, salvo occasionali ospitate in programmi di successo come Scrubs e I Griffin.

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2. La risata al centro di tutto

Anna Faris e Ryan Reynolds in una scena della commedia Just Friends

Nel 2002, un anno dopo la cancellazione di Due ragazzi e una ragazza, Reynolds ha l'onore di recitare, nel ruolo principale, in un film della National Lampoon (quelli di Animal House e National Lampoon's Vacation). Parliamo di Maial College, la commedia con la quale l'attore inizia ad imporsi come un nome di punta nel genere, specializzandosi nella subcategoria romantica con titoli come Just Friends - Solo amici, Certamente, forse e Ricatto d'amore. Tra le sue altre incursioni comiche al cinema possiamo citare Adventureland e Cambio vita, nonché i camei in due film di Seth MacFarlane, ossia Ted e Un milione di modi per morire nel West (nel primo è l'amante di turno di Patrick Warburton, nel secondo viene ucciso subito da Liam Neeson).

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3. Cinefumetti deludenti

Ryan Reynolds in una scena di Green Lantern

In un tentativo di non rimanere intrappolato nella commedia, Reynolds recita in Blade: Trinity nei panni di Hannibal King, noto cacciatore di vampiri nei fumetti della Marvel. Il film, contrassegnato dietro le quinte da conflitti tra il regista e Wesley Snipes, non è particolarmente memorabile, ma Reynolds conquista diverse menzioni positive per la sua interpretazione, in particolare gli insulti improvvisati nei confronti dei cattivi. Nello stesso periodo gli viene proposto di interpretare Wade Wilson alias Deadpool, un personaggio che Reynolds inseguirà per quasi dieci anni, soprattutto dopo il maldestro primo tentativo in X-Men - Le origini: Wolverine. Ma bisogna aspettare il 2011 per l'uscita del film che consacrerà Reynolds come sinonimo di cinecomic mediocre: Lanterna verde, che sulla carta doveva lanciare il grande universo della DC Comics al cinema due anni prima de L'uomo d'acciaio e invece è divenuto una barzelletta. Infine, nel 2013, l'attore si è congedato dal genere - salvo una eccezione - con R.I.P.D. poliziotti dall'aldilà, e non è difficile capire perché si sarebbe stufato di questi film.

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4. Piccoli progetti, grandi ruoli

Una delle prime immagini del film Buried con Ryan Reynolds

La sua uscita in realtà precede Lanterna verde, ma è il primo segnale incoraggiante di una volontà di farsi perdonare per certe scelte carrieristiche sbagliate: Buried - Sepolto, il thriller minimalista di Rodrigo Cortés che si appoggia interamente sulla performance di Reynolds, unica presenza umana visibile in questo film claustrofobico ambientato all'interno di una bara. La pellicola ha debuttato al Sundance Film Festival, così come un altro progetto notevole impreziosito dalla presenza di Reynolds: The Voices, primo lungometraggio americano dell'iraniana Marjane Satrapi, una commedia nerissima da vedere in lingua originale per godersi appieno il triplo lavoro dell'attore, che oltre ad interpretare il protagonista squilibrato presta anche la voce ai suoi animali domestici (imprescindibile il gatto con l'accento scozzese).

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5. Il suo nome è Pool, Deadpool!

Deadpool: Ryan Reynolds in azione nel ruolo di Wade Wilson

"20th Century Fox presenta un film di un cretino". Inizia così Deadpool di Tim Miller, il film che Reynolds ha inseguito per quasi un decennio e finalmente potuto realizzare così come voleva: sboccato, eccessivo, autoironico, un misto tra sfottò del genere supereroistico e caustica lettera d'amore allo stesso. Un progetto folle e strepitoso che non risparmia niente e nessuno, incluso il suo protagonista ("Secondo te Ryan Reynolds ha fatto tutta questa strada perché è un bravo attore?"), e presumibilmente la strada principale da esplorare per la Fox ora che il franchise degli X-Men sta per dire addio al Wolverine di Hugh Jackman. La passione di Reynolds per il logorroico antieroe è palpabile dall'inizio alla fine, al punto che il canadese si è persino prestato al gioco simpatico degli Honest Trailers, irrompendo nell'analisi dissacrante del suo film (vedi sotto).

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