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2009, Animazione

Lacrime animate: le 10 scene più commoventi dei film Pixar

Divertono, insegnano, intrattengono e fanno riflettere. Le opere dello studio californiano riescono sempre ad emozionare attraverso sequenze toccanti. Una carrellata di saluti, addii, abbracci e storie che andiamo a riscoprire in occasione dell'uscita di Inside Out.

Un cucciolo di leone e un piccolo cerbiatto. L'arida savana e un bosco gelido. Luoghi diversi e mondi distanti che per un attimo si incontrano nella nostra memoria di spettatori, più o meno bambini. Avete capito subito di cosa stiamo parlando, perché le morti dei genitori viste in Bambi e ne Il re leone sono rimaste impresse nella mente di tutti come momenti sconvolgenti, quasi traumatizzanti, pugni nello stomaco impossibili da digerire anche a distanza di anni. La voce incredula di Bambi e lo sguardo smarrito di Simba segnano due tra le sequenze più commoventi del vasto panorama disneyano, costellato di scene che invitano il pubblico ad una profonda empatia emotiva.

Pixar

Poi, proprio un anno dopo il grande successo de Il re leone, arriva Toy Story e qualcosa di nuovo si accende di colpo assieme a nuovi occhi lucidi per altri tipi di emozioni. È tutto merito di un piccola lampadina saltante, che fa luce su una concezione inedita dell'animazione, apparentemente basata sulla tecnica computerizzata, ma anche capace di ridefinire lo storytelling cinematografico. Quella brevettata dalla Pixar è una vera e propria tecnologia poetica, dove sentimento e pixel convivono alla perfezione, dentro storie sempre ispirate, grazie a personaggi sempre amabili. Dal 1995 ad oggi, lo studio ha avuto il coraggio e la sfrontatezza di sperimentare nuove frontiere narrative, mettendo al centro del racconto personaggi dotati di un'anima anche laddove era impensabile trovarne una.

Venezia 2009: John Lasseter prima di ricevere il Leone d'Oro alla carriera

Giocattoli, robot, topi, mostri per niente immaginari, emozioni del tutto impregnate di sentimento. Ecco la vera magia della Pixar: fare dell'animazione un prestito di vita, una concessione di personalità e sensazioni grazie alle quali chiunque può esprimere un carattere. E sono proprio i legami e le strette relazioni tra i protagonisti a catturare lo sguardo del pubblico, commosso dall'amicizia così come dall'amore, coinvolto dal ricordo della crescita o dagli effetti della vecchiaia. Facile pensare che nelle brillanti menti della Pixar, oltre alle emozioni di tutti, ci sia anche la signorina Creatività, scapigliata e iperattiva, affiancata dal signor Genio, paffuto e simpatico come John Lasseter.

È grazie alle 10 splendide scene che vi stiamo per descrivere che, assieme alla celebre lampadina, anche i nostri sguardi si sono accesi spesso, illuminati da emozioni a forma di lacrima.

Inside Out: un'immagine del film animato

10. L'epifania di Anton Ego in Ratatouille

Remy è un topo con straordinarie abilità culinarie nel film Ratatouille

Lezione di vita e di mestiere (per chi fa il critico), l'epifania svelatrice vissuta dall'algido Anton Ego pone immediatamente sotto una luce nuova un personaggio fino a quel momento alquanto detestabile. Il temuto critico gastronomico ha un palato difficile e una penna amara per chiunque si sottoponga al suo severo giudizio. Figuriamoci cosa potrebbe accadere quando lo chef è un topolino con un immenso talento per i fornelli. E sarà proprio il tocco magico di Ratatouille a stimolare vecchi retrogusti assopiti nel palato di Ego. Una pietanza speciale che rievoca un passato semplice e fa scaturire in lui una delle più belle e profonde riflessioni nate in casa Pixar.

9. Il risveglio di WALL·E

Una sequenza del film Wall-E

La Terra è stata abbandonata da ogni forma di vita e ridotta a discarica, ma qualcosa si muove ancora. In lontananza si avverte il ronzio delle cinghie del vecchio robot WALL-E che, pezzo dopo pezzo, cubo su cubo, ricostruisce il suo piccolo mondo fatto di ricordi e scarti. Film pieno di nostalgia e coraggio nel suo essere quasi del tutto muto, WALL-E è un concentrato di tenerezza, un inno silenzioso all'amore per l'ambiente e la cura delle piccole cose. Il rapporto tra lui ed EVE riesce a intenerire grazie a semplici micro scatti automatici, piccoli movimenti meccanici capaci di infondere affetto e calore.

8. L'incipit di Alla ricerca di Nemo

Alla ricerca di Nemo in 3D: papà Marlin insieme al suo piccolo Nemo in una scena del film

Servono poche sequenze per gettarci nell'oceano di Alla ricerca di Nemo. La scena iniziale, brutale e improvvisa, giustifica subito il carattere apprensivo di Marlin, padre amorevole che ha perso tutto. O quasi. La quiete ovattata della barriera corallina viene scossa di colpo da un predatore marino e delle più di quattrocento uova ne rimane una sola. Da qui nasce una promessa di affetto eterno, si schiude un rapporto tra padre e figlio che ci accompagnerà per tutto il film. E basterà una piccola pinna per farci commuovere.

7. La storia di Jessie in Toy Story 2

Una scena di Toy Story 2

Nella saga di Toy Story i giocattoli, oltre ad avere una consapevolezza, hanno una vita alle spalle, esperienze ben precise che ne hanno forgiato lo spirito. In Toy Story 2 la vicenda di Jessie racconta il vissuto triste di una bambola che ci è sempre apparsa energica e positiva. Dopo intere giornate passate a giocare insieme alla sua amica Emily, qualcosa cambia pian piano. I giochi lasciano spazio ai trucchi, le vecchie passioni a nuovi interessi. Jessie viene prima accantonata, poi illusa di ritornare a giocare con la padroncina e, infine, definitivamente abbandonata.

6. La Gioia della Tristezza in Inside Out

Inside Out: Tristezza e Gioia in una scena del film d'animazione

Anche nel mondo colorato di un bambina arriva il momento in cui la spensieratezza dell'infanzia deve convivere con i problemi dell'adolescenza. Quel preciso momento in cui la piccola Riley deve capire che la vita non è fatta di tinte unite ma di sfumature. La morale dello splendido Inside Out si annida all'interno di un fitto viaggio cerebrale, un labirinto della mente dove ci si perde per trovarsi e conoscersi davvero. Il film di Pete Docter pone l'accento sull'accettazione della proprie debolezze, assieme alla necessità di accogliere il negativo per dare senso al positivo. Così la collaborazione finale sulla plancia di comando tra Gioia e Tristezza, finalmente accolta come parte fondamentale della mente, corrisponde ad una bellissima riconciliazione personale (prima) e familiare (poi).

Leggi anche: Inside Out e i capolavori Pixar: il bisogno di essere tristi per imparare ad essere umani

5. L'abbraccio tra madre e figlia in Ribelle - The Brave

La selvaggia Merida a tavola con la sua numerosa e rossa famiglia in una scena di Brave - Coraggiosa e ribelle

Tra le immense e verdi vallate della Scozia medievale, si distingue la chioma rosso fuoco della scalpitante Merida, principessa ribelle che non accetta il suo destino segnato dagli altri, deciso dalle abitudini e dalle tradizioni di sempre. In quello che è senza dubbio il più classico e disneyano dei film Pixar emerge una sequenza agrodolce, ricca di pentimento, riconoscenza e amore. La giovane protagonista, da sempre in combutta con la madre, si riconcilia con lei, trasformato in orso da un incantesimo. La musica celtica, l'alba imminente e le espressioni facciali sublimano un abbraccio quasi primordiale nella sua intensità.

4. Il saluto finale tra Boo e Sully in Monsters & Co.

La piccola e adorabile protagonista di Monsters & Co

Come può il temutissimo mostro dell'armadio dare un tenero abbraccio della buonanotte? Ce lo spiega alla perfezione Monsters & Co., opera originale perché in grado di ribaltare il punto di vista sulle paure dell'infanzia. In una realtà parallela dove il contatto con i bambini è uno spauracchio per i mostri spaventatori, la piccola Boo e il grosso Sully impareranno a volersi bene, rompendo ogni pregiudizio sul rapporto tra creature notturne e bambini. Il saluto finale alla piccola contrappone l'ingenuità della bambina alla consapevolezza di Sully, pronto ad un ultimo addio. Ma anche una porta che si chiude è pur sempre dotata di uno spioncino da cui potersi rivedere...

3. Il salto di Bing Bong in Inside Out

Inside Out: l'irresistibile Bing Bong

Rieccoci nella testa di Riley, nel suo mondo caleidoscopico dove i ragazzi della Pixar hanno dimostrato di essere sia ingegneri, in quanto abili costruttori di mondi, che artisti dalla creatività indomabile. Nel bel mezzo del loro insolito viaggio "on the road", Gioia e Tristezza incontrano Bing Bong, strano personaggio dal nome onomatopeico che si rivela essere l'amico immaginario della bambina. Un po' elefante, un po' delfino, un po' zucchero filato, Bing Bong è una guida strampalata che però, quando deve, capisce per primo che la crescita richiede un addio. Lui è quell'addio, impersona il lato fanciullesco a cui Riley deve rinunciare per sempre. Il suo salto dal carretto magico permette a Gioia di andare avanti, alla piccola di crescere e al pubblico di prendere in mano i fazzolettini.

Portala sulla Luna per me

2. L'addio ai giocattoli di Andy in Toy Story 3 - La grande fuga

Andy con Buzz e Woody in Toy Story 3

Ancora tappe di vita che scandiscono il ritmo delle nostre lacrime che cadono. Come abbiamo visto, il passare del tempo è un tema caro alla Pixar, e nel caso di Toy Story 3 le lancette hanno girato per ben 15 anni, per noi spettatori, così come per Andy, ormai troppo grande per poter pensare ancora alle avventure degli amati Woody e Buzz. Proprio questo legame che unisce pubblico e protagonista in un comune affetto per i beniamini, rende la scena finale del film un commovente saluto collettivo. Questa volta non è un addio, ma un passaggio di consegne. Andy lascia i suoi giochi nelle mani di una delle poche bambine ancora capaci di giocare con la sua immaginazione. Woody si concede un'ultima cavalcata sulle spalle dell'amico di sempre per poi vederlo allontanare all'orizzonte. Un tempo è finito mentre un altro sta per cominciare, con il gioco che va avanti assieme alla vita.

1. Mano nella mano: l'avventura condivisa di Ellie e Carl in Up

Una immagine di Up (2009) con Carl Fredricksen da giovane, e la sua amata Ellie.

Carl Fredricksen è un anziano vedovo che, però, non è mai rimasto solo. Con lui ci sono sempre stati i ricordi di una vita passata a rincorrere un sogno mentre ne stava vivendo un altro con il grande amore sempre al suo fianco. Up è una poesia animata che racconta lo straordinario nell'ordinario assieme all'impresa rara di condividere tutto con la persona che ami. L'avventura può essere vissuta anche tra quattro mura di una casa umile, nel focolare di un salotto, tra due sedie vicine con due anziani che si tengono per mano. La musica di Michael Giacchino racchiude sia l'allegria che il vuoto della storia di Carl ed Ellie. Per questo loro meritano di rimanere in alto anche nella nostra classifica. Lassù, assieme ai loro amati palloncini colorati.

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