No Man’s Sky, verso l’infinito e oltre

Per oltre una settimana ci siamo immersi nel videogioco del momento, persi in un universo variegato e immenso, conquistati da suggestioni e sensazioni da grande cinema di fantascienza.

Sono precipitato. Non so esattamente come sia successo, ma ormai la frittata è fatta e non posso fare altro che rimboccarmi le maniche e cercare di rimettere in sesto la mia navetta per lasciare questo pianeta. I danni sono seri, ma non irreparabili; mi servirà del ferro, questo è certo, saranno necessari carbonio e plutonio per rifornire motori ed altri dispositivi, dovrò trovare un po' di eridio... e temo di aver bisogno di zinco, ma a prima vista la zona che mi circonda ne è sprovvista. Inutile preoccuparsi subito, prima pensiamo ai problemi impellenti: la temperatura di questo pianeta non è affatto ospitale, posso stare all'aperto solo per brevi intervalli di tempo e questo limita la mia esplorazioni...

No Man's Sky: un possibile inizio

Queste, più o meno, le sensazioni al nostro primo impatto con quello che è il gioco del momento, quel No Man's Sky di cui parlano più o meno tutti e che sta dividendo i videogiocatori di tutto il mondo. Perché quello di Hello Games è un gioco che o si odia o si ama, più di tanti altri casi in cui questa abusata frase viene tirata in ballo. Comprensibile l'avversione di molti, soprattutto per la sua immensità e i suoi tempi dilatati che possono scoraggiare chi ama la frenesia di uno sparatutto, l'avventura di stampo cinematografico di Uncharted, le agguerrite sessioni in multiplayer o i brividi mai fuori moda dei survival horror. Aggiungiamoci una meccanica di gioco semplicistica e ripetitiva, un comparto tecnico di certo non sorprendente e la frittata è fatta: la delusione serpeggia online, tra liste di promesse non mantenute dagli sviluppatori e attacchi più o meno velati. (Ma sugli aspetti puramente tecnici, come sempre lasciamo la parola ai nostri cugini di Multiplayer.it)

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Il fascino dell'ignoto

No Man's Sky: un'immagine mozzafiato del gioco

Ma altrettanto condivisibile l'entusiasmo di altri, ai quali ci allineiamo, per un'esperienza unica nel suo genere, imprevedibile e in certo senso ipnotica, appagante in modo unico, che chiede tanto ma è capace di restituire più di quanto le si dedichi.
No Man's Sky non è un'esperienza sociale, da condividere con gli amici per un pomeriggio di relax e svago davanti allo schermo, è piuttosto un gioco da godersi da soli, al buio, come leggere un libro, prendendosi tutto il tempo possibile per vagare senza meta, perdersi alla ricerca di risorse, alla scoperta di razze aliene e specie animali. E trovare così, per caso e sorprendentemente, un paesaggio mozzafiato davanti al quale restare incantati e luoghi sconosciuti prima del nostro timido arrivo. Non capita spesso così con gli esploratori? D'altra parte anche Cristoforo Colombo è uno che si era perso!

No Man's Sky: animali volanti in un'immagine del gioco

In una settimana di esplorazione spaziale abbiamo visto di tutto e No Man's Sky ha confermato la varietà che ci aspettavamo: da edifici abbondati in fondo al mare a ruderi su imponenti colonne di roccia, non sembrano esserci limiti ai luoghi in cui è possibile spingersi per approfondire la conoscenza di questo universo (quasi) infinito. Né è ristretto il numero di specie vegetali che ci è capitato di trovare per estrarre il carbonio di cui ci serviamo abitualmente, facendo attenzione a quelle velenose o le altre tendenzialmente ostili che non mancano di attaccarci ogniqualvolta ci avviciniamo troppo. Ma è soprattutto la varietà animale che ci ha colpiti, da goffi erbivori inaspettatamente agili su sole due zampe a imponenti esseri volanti simili a balene che solcano lentamente i cieli. Un'infinità di specie da scansire e catalogare come il più zelante degli zoologi, o da nutrire quando possibile per farseli amici.

Semplicità apparente

No Man's Sky: tentativi di comunicazione in un'immagine del gioco

Una ricchezza che fa da contrasto all'apparente semplicità strutturale: per un po' non sembra di dover fare altro che atterrare, esplorare e raccogliere le risorse per ripetere tale ciclo altrove. Da soli come il Matt Damon di Sopravvissuto - The Martian, ma con più mezzi a nostra disposizione, perché poco per volta si capisce che c'è una ricchezza sotto questa linearità ripetitiva: c'è un catalogo esteso di tecnologie da scoprire, sviluppare e combinare nel proprio inventario per rendere più agevole la propria missione; ci sono incontri più o meno occasionali con altre forme di vita intelligente, alcune delle quali evidentemente ostili; c'è l'incredibile fascinazione di scoprire dettagli su di esse e il loro passato, e imparare, parola per parola, le loro lingue per arrivare a intuire quello che ci viene detto; ci sono le nostre scelte e le nostre scoperte che pezzetto per pezzetto vanno a comporre la storia di No Man's Sky e del suo universo narrativo.

No Man's Sky: una suggestiva immagine del gioco

C'è il mistero, ovviamente, le mille domande che poco per volta ci si pone al cospetto di un universo inesplorato eppure vivissimo. Cosa sono, per esempio, le sentinelle che ci scrutano con attenzione e, talvolta, ci attaccano? Chi le ha messe lì e chi ha costruito i monoliti in cui ci imbattiamo? Qual è il loro scopo? E, soprattutto, cos'è l'Atlante?

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Atlante e le suggestioni di genere

No Man's Sky: uno squarcio suggestivo in un'immagine del gioco

È il filo conduttore di No Man's Sky, la cosa che più si avvicina alla sua trama, l'input che guida il giocatore perso in uno spazio senza limite. Un filo conduttore dal sapore mistico, che instilla in noi quella sensazione di trovarci al cospetto di qualcosa di più grande, di superiore, di onnipotente. Quell'impronta filosofica, forse religiosa, sicuramente misteriosa e capace di spingere a riflessioni e ragionamenti che è tipica delle storie di fantascienza, di una certa narrativa e cinema di genere che fanno capo ai grandi classici della science fiction. C'è inoltre e inevitabilmente Star Trek in questo viaggio alla scoperta dell'universo, dove nessuno è mai stato prima; c'è Battlestar Galactica, con i suoi sopravvissuti alla ricerca di una nuova casa per il genere umano; c'è, come accennato, il The Martian di Ridley Scott con la propria lotta per sopravvivere ad ambienti inospitali; c'è molto più dell'Interstellar di Nolan con i suoi mondi e viaggi lontani; c'è forse, a costo di sparare molto in alto, una spruzzata del Kubrick di 2001: Odissea nello spazio.

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No Man's Sky: un'immagine mozzafiato del gioco

Quella che è certa è l'ambizione di un piccolo studio nel creare qualcosa di sterminato e unico, per quanto imperfetto e in qualche modo incompiuto, qualcosa in cui immergersi per vivere un'avventura inusuale e personale in un mondo tutto da scoprire, perché è il giocatore stesso a definirla, in qualche modo a entrare nel gioco e farlo suo; un'esperienza che ognuno vivrà in modo univoco, che si allontana dal comune concetto di videogame popolare oggi e che quindi, inevitabilmente, non può essere per tutti.

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