Matt Damon vs Jimmy Kimmel: sesso, dispetti e insulti in TV, una rivalità da ridere

Ripercorriamo la storica "faida" televisiva tra Jimmy Kimmel e Matt Damon, che ha contagiato anche la notte degli Oscar 2017.

Jason Bourne: Matt Damon in un momento del film

Nel corso dell'ultima edizione degli Academy Awards, destinata a passare alla storia per un finale a dir poco imbarazzante, hanno destato molta ilarità le frecciatine ricorrenti del conduttore Jimmy Kimmel nei confronti di Matt Damon, presente alla cerimonia in quanto produttore di Manchester by the Sea, uno dei film premiati. Di per sé poteva sembrare una cosa abbastanza normale, dato che è una consuetudine della serata prendere simpaticamente in giro i vari VIP presenti in sala, ma in questo caso specifico c'è una backstory che, soprattutto fuori dagli Stati Uniti, può risultare sconosciuta a chi non segue regolarmente la trasmissione Jimmy Kimmel Live!, un talk show che va in onda su ABC in terza serata dal 26 gennaio 2003. È infatti da oltre dieci anni che il finto conflitto tra il conduttore e la star di The Bourne Identity fa parte degli elementi ricorrenti dello show, in seguito alla trasformazione di una semplice gag che doveva essere usata una volta sola in un piccolo fenomeno mediatico, popolare soprattutto in rete, come vedremo nei paragrafi che seguono. Ecco, a grandi linee, la storia della rivalità più esilarante del piccolo schermo americano.

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Problemi di timing

Nei primi anni dello show gli ascolti erano abbastanza deludenti ed era molto difficile riuscire ad ottenere ospiti di un certo spessore. Per questo motivo Kimmel decise un giorno, al termine di un episodio dove aveva intervistato - o almeno così si ricorda - "un ventriloquo e un tizio vestito da scimmia", di chiudere i consueti ringraziamenti agli ospiti con la battuta "Chiedo scusa a Matt Damon, non avevamo più tempo a disposizione." Una frase il cui unico scopo era prendere in giro la scarsa qualità dello show, poiché una star come Damon - un nome che Kimmel scelse a caso tra i vari divi di Hollywood - non sarebbe mai stata relegata al termine della puntata, quando c'è il rischio di rimanere tagliati fuori. La battuta piacque a uno dei produttori, e divenne un elemento ricorrente. Il 12 settembre 2006 Damon ha fatto la sua prima apparizione nello show, dopo aver chiarito in privato con Kimmel le origini della gag, ed è stato inscenato il primo conflitto vero e proprio tra i due: l'attore è stato infatti presentato tramite una clip contenenti tutte le menzioni precedenti, e al termine di tale montaggio non ci fu più tempo per l'intervista, il che ha fatto "arrabbiare" Damon.

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Questo sequel non s'ha da fare

Matt Damon in una scena diThe Bourne Ultimatum

Nel 2007, in occasione dell'uscita di The Bourne Ultimatum - il ritorno dello sciacallo, il conduttore ha preparato una versione speciale del trailer del film, dove Damon viene sostituito da Guillermo, la spalla comica di Kimmel. Ovviamente l'attore non l'ha presa bene, ed è scoppiato nuovamente in una sequela di insulti e parolacce, culminanti nell'inevitabile "Fuck you, Kimmel!". La gag è stata parzialmente rivisitata nel 2013, con uno sketch dove Kimmel si fa provinare per tutti i ruoli interpretati da Damon.

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Questioni di corna

Sarah Silverman in una scena del film Peep World

Nel 2008 Damon si è preso la rivincita con l'aiuto dell'allora compagna di Kimmel, la comica Sarah Silverman. Nell'episodio del 31 gennaio lei, con la scusa di non essere riuscito a svelare al compagno una cosa che voleva dirgli il giorno del suo compleanno (Kimmel compie gli anni a novembre), ha fatto partire un video musicale dove la Silverman afferma, senza mezzi termini, di avere una relazione sessuale con... Matt Damon. Il video, intitolato I'm Fucking Matt Damon, è diventato un autentico fenomeno virale: ad oggi è stato visto più di 16 milioni di volte su YouTube, ed è anche stato parodiato nel film Disaster Movie. Come ciliegina sulla torta, ha anche vinto un Emmy per le musiche e i testi. Ma la parte migliore è arrivata un mese dopo...

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A qualcuno piace Affleck

Oscar 2017: Matt Damon con Ben Affleck sul palco

Il 24 febbraio 2008 Kimmel ha annunciato di aver messo in atto la propria vendetta, andando a letto con la dolce metà di Damon: Ben Affleck! Anche in questo caso c'è stato un video, I'm Fucking Ben Affleck (nato, stando a Kimmel, su suggerimento dell'allora signora Affleck, Jennifer Garner), ancora più spudorato e dissacrante dell'originale. Avendo a disposizione mezzi più sofisticati rispetto alla Silverman, Kimmel ha concepito il tutto come una vera e propria parodia di vari generi di videoclip, incluso il concerto di beneficenza alla We Are the World, che in questo caso vanta la partecipazione di Robin Williams e Cameron Diaz, mentre in altri punti del video appaiono Brad Pitt e Harrison Ford.

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Il cameo eliminato

Matt Damon travestito da grappolo d'uva per uno sketch

Nel 2012, in occasione degli Oscar, Kimmel ha realizzato un finto trailer chiamato Movie: The Movie, una parodia che raggruppa ogni genere e star possibile immaginabile. Tra i divi coinvolti c'è, ovviamente, anche Damon, solo che il suo cameo viene tagliato all'ultimo secondo, quando lui si presenta dopo aver già indossato un umiliante costume di scena (un grappolo d'uva). Un anno dopo è stato realizzato un sequel, e anche in questo caso Damon non è stato molto felice del risultato (e restando in tema di sequel, Guillermo si è presentato a un junket di Elysium per far finta di intervistare l'attore).

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Jimmy Kimmel Sucks!

Jason Bourne: Matt Damon in azione in una scena del film

Il 24 gennaio 2013 Damon è diventato eccezionalmente il conduttore dello show, ribattezzato Jimmy Kimmel Sucks!, mentre il suo rivale è rimasto legato e imbavagliato sullo sfondo. Nel corso della puntata sono intervenuti Affleck, Silverman e Robin Williams, con la partecipazione straordinaria di Andy Garcia che ha sostituito Guillermo, sfoggiando per l'occasione un esageratissimo accento sudamericano. Questo episodio ha avuto talmente tanto successo, battendo negli ascolti le trasmissioni di Jay Leno e David Letterman, che la ABC lo ha persino replicato in prima serata una settimana dopo.

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Terapia ed altri guai

66esima Mostra del Cinema di Venezia: Matt Damon presenta The Informant! accanto a sua moglie Luciana

Nel corso degli anni il conflitto ha cominciato ad avere conseguenze estreme: sono ben due gli sketch dove Kimmel e Damon sono costretti a sottoporsi a sedute di terapia di coppia, mentre in altre occasioni l'attore, ufficialmente persona non grata sul set, ha provato a imbucarsi nascondendosi nel cappotto dell'amico Affleck o travestendosi da Tom Brady dopo la vittoria dei New England Patriots all'ultimo Super Bowl. Fino all'ultimo colpo di scena, andato in onda poche settimane prima della cerimonia degli Oscar: Damon sostiene di essere il vero padre del quarto figlio di Kimmel, che nascerà tra qualche mese.

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E alla fine arrivano gli Oscar...

Matt Damon nel film We Bought a Zoo

26 febbraio 2017: dopo aver condotto la serata degli Emmy lo scorso autunno (e anche lì ci fu un delizioso siparietto, basato sul fatto che Kimmel era anche candidato ad un premio e non lo vinse), il comico si ritrova sul palco del Dolby Theatre per assicurare l'esito positivo della notte degli Academy Awards. Le frecciatine nei confronti di Damon iniziano quasi subito, tra inevitabili battute su Manchester by the Sea (di cui l'attore doveva inizialmente essere protagonista) e facili ironie sugli incassi deludenti di The Great Wall negli Stati Uniti (34 milioni di dollari, quasi un decimo del totale ottenuto finora in tutto il mondo). Ma il colpo di grazia è arrivato verso la fine, prima con un video dove Kimmel prende in giro le doti recitative di Damon nel film La mia vita è uno zoo, e poi con un siparietto legato alla consegna dell'Oscar per la sceneggiatura originale, presentato proprio da Damon insieme ad Affleck (un omaggio al ventennale di Will Hunting, che fruttò il medesimo premio a loro). Ebbene, appena Damon ha iniziato a parlare, è stato progressivamente zittito dall'orchestra, il cui compito solitamente è ricordare ai premiati di non parlare per più di 45 secondi durante i ringraziamenti.

To be continued? Probabilmente sì.

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