Star Wars ep. II - L'attacco dei cloni

2002, Avventura

Recensione Star Wars ep. II - L'attacco dei cloni (2002)

Per certi versi questo Episodio II rappresenta una svolta importante nella storia del cinema.

Vincenzo Mele

Lucas regala una gioia ai fan

Per certi versi questo >Star Wars ep. II - L'attacco dei cloni rappresenta una svolta importante nella storia del cinema. L'Attacco dei Cloni è infatti il primo film a grosso budget a essere girato completamente in digitale, senza l'ausilio della pellicola, tecnica abbastanza rivoluzionaria da rappresentare un notevole giro di boa che aumenterà le possibilità creative delle nuove leve di autori. Purtroppo le sale che possiedono un impianto di proiezione digitale sono ancora poco più di 40 in tutto il mondo, ma anche vedendo il film sul classico supporto di celluloide siamo rimasti strabiliati per l'elevatissima pulizia dell'immagine e per tutto quello che scorre sullo schermo fin dalle prime scene: emozioni allo stato puro.

Sono passati 10 anni dalle vicende del contestatissimo Star Wars ep. I - La minaccia fantasma (stroncato dalla maggior parte dei fan e dei critici): la regina Padme Amidala (Natalie Portman) ha finito il suo secondo mandato e adesso riveste il ruolo di Senatrice della Repubblica, che sta attraversando un periodo di forti tensioni a causa di un movimento separatista formato da diversi pianeti e guidato dal vecchio Conte Dooku, ex Cavaliere Jedi (un Christopher Lee impressionante in ogni suo gesto). Il Consiglio dei Jedi, dopo che la Senatrice è scampata a un attentato terroristico, affida a Padme una scorta formata dal Maestro Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) e dal suo apprendista Anakin Skywalker (Hayden Christensen). Presto gli eventi precipitano, e i due Jedi si troveranno costretti a dividersi: Obi-Wan partirà per investigare su un misterioso cacciatore di taglie dal nome Jango Fett, e Anakin nasconderà la Senatrice nel pianeta Naboo.
Ma le cose non vanno secondo i piani...

L'Attacco dei Cloni è Star Wars allo stato puro: possiede infatti gli stessi meccanismi narrativi e filosofie che permeavano la trilogia di 20 anni fa, all'interno di una struttura di effetti scenografici e digitali che appare inevitabile quanto funzionale. Dopo i discussi esiti di Episodio I (che personalmente avevo apprezzato e lo dico senza vergogna), film che serviva più per presentare i personaggi che per spiegare le motivazioni delle vicende future, questo secondo capitolo comincia a dare delucidazioni su quello che già conosciamo grazie ai capitoli che compongono la Vecchia Trilogia. L'impressione è infatti che, mentre Episodio I poteva piacere molto più ai neofiti che ai fans, Episodio II appagherà maggiormente chi conosce tutta la saga a memoria. Merito anche dei numerosi e doverosi richiami ai vecchi film, sia per quanto riguarda le situazioni che per quanto concerne le origini di personaggi importanti.

Le tematiche affrontate, o anche solo accennate, in questo film sono probabilmente più numerose che nei precedenti. Alla trama tutta azione e duelli vengono infatti alternati dialoghi e vicende che fungono da riflessioni politiche (molto bello il confronto fra il pensiero democratico di Padme e quello reazionario e autoritario di un Anakin che comincia a maturare le convinzioni che lo porteranno al Lato Oscuro), alla filosofia esistenziale (l'amore che conduce alla sofferenza e al Male) a questioni di ordine etico (l'intervento armato del Consiglio dei Jedi). Una struttura titanica tenuta decisamente in equilibrio da una sceneggiatura che ritrova il ritmo e il piglio del passato, grazie forse anche al co-sceneggiatore Hales.

Sul piano visivo sono come sempre numerose, e stavolta per certi versi discutibili, le citazioni ad altri film, sia ai classici di genere che a pellicole più recenti, filmate attraverso la tipica regia vecchio stampo di Lucas. Se però Metropolis e i film western di John Ford vengono infatti citati a più riprese anche nei vecchi episodi, ci si chiede che bisogno si avesse di richiamare alla memoria un film che nessuno ritiene meritevole di omaggio alcuno come Il Quinto Elemento. Ma sono difetti esigui in un film che diventa praticamente fin da subito una giostra eccitante piena di adrenalina dove si incastrano alla perfezione argomenti universali, attuali e suggestivi.

La caratterizzazione dei personaggi è suddivisa in modo abbastanza semplice, come in ogni film della Saga, e anche stavolta proprio questa voluta semplicità risulta essere uno dei punti forti di tutto Star Wars. Tuttavia, ed era francamente giusto così, qui si intravedono degli approfondimenti psicologici del tutto nuovi in Star Wars. Mentre nella Saga originale vi era infatti una divisione tra buoni e cattivi marcata e definita, si assiste qui all'inizio di una maturazione credibile del personaggio-chiave di tutti i capitoli, Anakin Skywalker, che oscilla tra mansuetudine e ribellione, tra democrazia e fascismo, tra rispetto amoroso e impeti ormonali, tra Bene e Male. Evoluzione ardua e difficile da portare sullo schermo, in previsione di un terzo episodio che si preannuncia clamorosamente dark e pessimista.

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