L'inganno di Sofia Coppola: girl power all’epoca dei corsetti

Sofia Coppola presenta in concorso a Cannes 70 The Beguiled, L'inganno, remake del film La notte brava del soldato Jonathan, in cui lo sguardo è centrato, più che sull'atmosfera horror, sulle varie sfumature della femminilità, incarnate da sei protagoniste, tra cui una Nicole Kidman strepitosa, che finiscono per risuonare come gli organi di uno stesso corpo. Dal 14 settembre nelle sale italiane.

The Beguiled: Kirsten Dunst e Colin Farrell in una foto del film

1863, piena Guerra di Secessione, sud degli Stati Uniti: una ragazzina, Amy (Oona Laurence), gira per i boschi in cerca di funghi. Sotto un albero, agonizzante, trova il caporale nordista John McBurney (Colin Farrell), ferito a una gamba. "Hai paura?" dice l'uomo alla ragazza, "no" risponde lei. Facendogli letteralmente da bastone, Amy porta il soldato nel vicino istituto femminile gestito da Miss Martha (Nicole Kidman), donna colta e cattolica, che insegna alle sue ragazze il francese, la musica, l'arte della cucina e a badare a se stesse in tempi duri come quelli della guerra.

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Oltre alla piccola Amy e a Martha, nell'istituto ci sono anche la timida e romantica Edwina (Kirsten Dunst), la curiosa e sensuale Alicia (Elle Fanning), la sospettosa Jane (Angourie Rice), la premurosa Marie (Addison Riecke) e la silenziosa Emily (Emma Howard). Inizialmente gentili e accoglienti, con l'arrivo di quest'uomo misterioso le sette donne cominciano a cambiare le proprie abitudini: c'è chi si abbellisce per attirare le sue attenzioni, chi cerca di trattarlo come un amico e confidente, chi non ha paura di sfidarlo intellettualmente dimostrando di avere una tempra e un sangue freddo invidiabile. Affascinato e sedotto da questo gruppo tutto al femminile, il caporale si sente in principio come il gallo in un pollaio, per poi invece scoprire che le sue parole, che non riflettono le sue azioni, non hanno l'autorità che crede di avere di diritto, finendo per scontrarsi con una forza tanto insospettabile quanto determinata.

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The Beguiled: Un'immagine di Nicole Kidman

Presentato in concorso al 70esimo Festival di Cannes, The Beguiled, L'inganno nella versione italiana, in uscita nelle nostre sale il prossimo 14 settembre, è il remake del film di Don Siegel La notte brava del soldato Jonathan (1971), con Clint Eastwood nel ruolo maschile, a sua volta ispirato all'omonimo romanzo di Thomas Cullinan. A differenza del film anni '70, con forti elementi horror ed erotici, in cui Clint Eastwood passa da un letto all'altro, l'opera di Sofia Coppola concentra il suo sguardo non tanto sulla figura maschile, volutamente stereotipata, ma sulle sue sette protagoniste femminili, che finiscono per diventare i diversi aspetti dell'essere femminile, come i sette organi vitali che, cooperando all'unisono, permettono a un organismo di sopravvivere.

Girl power in costume

The Beguiled: Kirsten Duns dietro un vetro

Curato nei minimi dettagli, a partire dagli abiti fino alle pietanze messe in tavola, il film di Sofia Coppola mescola diversi generi, dal film storico al dramma da camera, bilanciando perfettamente gli elementi quasi thriller all'eccitazione erotica. Ma c'è un elemento in particolare su cui si sofferma: le mani. Ognuno degli otto personaggi viene caratterizzato magnificamente dalle proprie appendici prettamente umane: il soldato McBurney ha le dita sporche, anche dopo che sono state lavate, a testimonianza del suo essere un mercenario, irlandese arruolatosi nella Guerra di Secessione per soldi e non per spirito di patriottismo, pronto a scappare e ad adattarsi a qualsiasi situazione conveniente; Martha, la matriarca, ha le mani precise e forti, proprie di chi è abituato a prendere di petto le situazioni, passando dal suturare una ferita a lavare il corpo di una persona malata, fino a zappare la terra e preparare pietanze prelibate; Edwina ha le dita bianche, delicate, proprie di chi passa le giornate a studiare e a leggere, maneggiando il gesso per scrivere sulla lavagna più che gli utensili da giardino; Alice ha invece le mani curiose, di chi esplora la vita con i sensi, mentre Amy le ha inesperte e timide, passando le sue giornate a cogliere funghi e a nutrire la sua tartaruga.

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The Beguiled: Elle Fanning in una scena del film

Senza sfociare nel grottesco e nello splatter, la Coppola si concentra sulla psicologia di questo gruppo di donne che inizialmente funziona all'unisono per poi ritrovarsi diviso e in conflitto con il sopraggiungere del maschio, seducente e affascinante in principio, poi violento e arrogante quando si sente in minoranza, non potendo esercitare quel suo senso di superiorità a cui è stato abituato e che è pronto a prendersi con la forza, rompendo giuramenti e dichiarazioni d'amore, mettendo le donne l'una contro l'altra, che però, invece di dividersi, capiscono che, per la loro sopravvivenza, devono tornare a risuonare insieme, ognuna con la propria abilità, per far fronte comune e compatto contro la superbia di chi crede di poterle dominare solo perché femmine e quindi deboli ai suoi occhi.

Un cast meraviglioso, messo in risalto da una fotografia splendida

The Beguiled: Elle Fanning allo specchio

Orchestrando una magnifica commedia nera, che centra almeno due scene memorabili, quelle delle cene, in cui si discute di torte di mele e funghi, con sotto-testi assai differenti, e una battuta cult, quella, pronunciata da Martha, "portami il libro di anatomia!", Sofia Coppola firma uno dei suoi film più femminili, in cui le donne sono ritratte nei loro pregi e nei loro difetti, esseri a volte sensuali a volte timidi, che si fanno trascinare dall'amore romantico come dalla passione, pronte ad essere materne ma anche rivali, inclini alla riflessione e all'arte come al pragmatismo, pronte, più degli uomini, a mantenere fede alla parola data se in ballo c'è la sopravvivenza del gruppo.

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The Beguiled: Elle Fanning con un gruppo di bambini

Senza sfociare in un femminismo fine a se stesso, la regista fa una matura riflessione sul femminino, più evoluta rispetto a quella di Il giardino delle vergini suicide (1999), in cui esorta le donne a rimboccarsi le maniche e fare fronte comune per resistere alle violenze e alle discriminazioni di cui sono vittime ogni giorno, invece che dividersi facendo il gioco degli uomini che le vogliono sottomesse.

L'inganno: il cast al completo a Cannes

A dare vita a questi personaggi un cast perfetto, su tutte una Nicole Kidman straordinaria, finalmente ai fasti di un tempo, che fulmina lo spettatore con un semplice sguardo, illuminato da una fotografia magnifica, firmata da Philippe Le Sourd, basata tutta sulla luce naturale e quella tenue a lume di candela. Le ragazze della Coppola non sono cattive: sono consapevoli e libere. E sono sette. L'incubo di qualsiasi uomo con manie di dominio.

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Valentina Ariete
Redattore
4.0 4.0
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