L'amore criminale

2017, Thriller

L’amore criminale e il faccia a faccia tra Rosario Dawson e Katherine Heigl

Due star si affrontano in un thriller poco riuscito che non valorizza il carisma delle proprie interpreti.

L'amore criminale: Katherine Heigl e Geoff Stults in una scena del film

Per tante persone gli ex partner rappresentano motivo di sofferenza, che sia perché si è ancora legati alla persona che non fa più parte della propria vita o perché quel vecchio rapporto si è chiuso nel peggiore dei modi, rovinando il ricordo che si ha dell'ex amante. Un disagio che non è mai stato trascurato dal mondo del cinema, diventando in molti casi tema, o quantomeno spunto, per diversi film e serie di vari generi, che hanno dimostrato come l'argomento possa dar vita al divertimento assicurato dalle commedie così come la tensione di storie meno rassicuranti.

La celebre produttrice Denise Di Novi, che ha lavorato a tanti successi di Tim Burton, ha scelto di esordire dietro la macchina da presa con un esempio dell'ultimo caso citato, un thriller dal sapore anni '90 che appare datato per stile ed approccio, cercando di trovare motivi di interesse nel mettere due star del calibro di Rosario Dawson e Katherine Heigl una contro l'altra. Si tratta de L'amore criminale (un più secco Unforgettable in originale) in cui le due attrici interpretato rispettivamente la nuova fiamma e la ex del David di Geoff Stults.

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Affari di famiglia

L'amore criminale: Rosario Dawson e Geoff Stults in una scena del film

La storia prende le mosse da Julia Banks, il personaggio della Dawson, che convinta di aver trovato finalmente l'uomo dei suoi sogni decide di lasciare la città e la redazione in cui lavorava per trasferirsi da David facendosi coinvolgere non solo nella vita dell'uomo, ma anche in quella della figlia giovanissima. Una svolta che viene presa come un'intrusione dall'ex moglie di David, Tessa, che non accetta l'arrivo della nuova compagna dell'uomo nella casa, e nella vita, che era stata loro. Subdola, determinata e spietata, Tessa cerca di mettersi tra l'ex e Julia, con interventi che da sottili sotterfugi diventano sempre più invasivi al limite del patologico, coinvolgendo il minaccioso ex della donna, appena uscito da un ordine restrittivo e facendo scivolare poco a poco la vita della rivale in un vero e proprio incubo.

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Un esordio fuori tempo massimo

L'amore criminale: Rosario Dawson in una scena del film

Inizia bene L'amore criminale della Di Novi, portandoci nel cuore della storia al momento dell'interrogatorio di una Julia che da vittima sembra essere diventata colpevole. La donna è ferita e l'agente di polizia che la interroga lascia intendere che ci sono indizi che la ricollegano all'uomo rinvenuto nella sua casa. Pochi minuti, quanto basta per incuriosire lo spettatore, per poi saltare a diverso tempo prima, al momento in cui Julia sta salutando la sua redazione per trasferirsi da David; pochi minuti che sono, purtroppo, tra le cose migliori di un film che prosegue lasciandosi andare ai cliché del genere e ad un certo tipo di thriller che sembra uscito dagli anni '80 e '90, da Attrazione fatale a Basic Instinct, e che sembra più adatto ad un sabato sera di Rai Due con il suo noir solo vagamente erotico ed uno stile patinato che sembra ben simboleggiato dall'immagine, ripetuta all'eccesso, di Tessa che spazzola i propri capelli e quelli della figlia.

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Confronto tra star

L'amore criminale: Katherine Heigl in una scena del film

Pur essendo un film al femminile, concentrato su due figure di donna opposte, non si può dire che L'amore criminale cerchi di proporre modelli femminili moderni o ben scritti (né va meglio al David di Stults che si adagia negli stereotipi maschili che rappresenta): nei difetti della sceneggiatura va infatti alla deriva la Heigl che non riesce a proporre una figura di villain credibile o realmente minacciosa; va meglio alla collega Dawson che ha il merito di far emergere la propria Julia dalla mera figura di donna in pericolo, rendendola più concreta, passionale e viva, diventando uno dei principali punti di forza di un film che, a dispetto del titolo originale, finisce per essere tranquillamente dimenticabile.

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Antonio Cuomo
Redattore
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