Che vuoi che sia

2016, Commedia

Che vuoi che sia, la commedia sull'ossessione da social di Edoardo Leo

Alla sua quarta prova da regista Edoardo Leo si interroga sul mondo virtuale in cui ci stiamo perdendo, fatto di relazioni e immagini che poco hanno a che fare con la realtà e per cui in molti sono disposti a perdere la propria dignità, anche gli sposi in difficoltà Claudio e Anna, pronti a girare un video porno per 250mila euro.

Che vuoi che sia: Edoardo Leo e Anna Foglietta in una scena del film

La mattina, appena ci svegliamo, molti di noi controllano le mail. Poi Facebook, e Twitter, Instagram, YouTube e, i più giovani, Snapchat e magari, nel corso della giornata, anche Youporn. Come in un racconto di Philip K. Dick, abbiamo affidato una fetta sempre maggiore della nostra vita sociale e dell'intimità a uno schermo, che sia del computer, tablet o cellulare. Immagini ed emoticon fatte di pixel sono ormai l'espressione delle nostre emozioni, fatto che nell'immediato ci toglie un sacco di tempo, assorbendoci quasi come in un buco nero, portandoci a evitare sempre di più il contatto umano, e in futuro, come insegna la serie tv Black Mirror, che da anni si interroga sull'argomento, potrebbe portare a effetti degni della migliore distopia di George Orwell.

Cosa siamo disposti a fare per soldi e per un momento di notorietà? Questa domanda è vecchia come il mondo, ma grazie ai social network i 15 minuti di notorietà profetizzati da Andy Warhol sono diventati i like sotto alle nostre foto, le condivisioni su internet. Oggi tutti possono connettersi e mettersi in mostra: cosa siamo disposti a fare per piacere a individui che magari, se li incontriamo per strada, nemmeno ci salutano? Se lo chiedono Claudio e Anna (Anna Foglietta), coppia di quasi quarantenni in crisi, con lavori precari così come il loro futuro, in cui non riescono a incastrare un figlio. Frustrato per l'ennesima delusione lavorativa, Claudio posta sulla sua pagina di crowdfunding un video in cui promette che lui e la sua compagna faranno un video porno in cambio di 20mila euro, cifra inizialmente destinata a sviluppare un suo progetto. Grazie al popolo di "guardoni e segaioli" della rete, come li chiama il protagonista, i soldi cominciano ad arrivare, fino a quando la situazione sfugge completamente di mano: Claudio e Anna si trasformano in influencer e la cifra per cui vendere la loro intimità arriva a ben 250mila euro.

Selfie o non selfie?

Che vuoi che sia: Edoardo Leo e Anna Foglietta in un momento del film

Con Che vuoi che sia, alla sua quarta prova da regista, Edoardo Leo, anche interprete del protagonista maschile, si interroga sulla società di oggi in modo semplice, senza bisogno di trame fantascientifiche e ambientazioni futuristiche, facendoci entrare nei panni di una coppia come tante, due non più giovanissimi i cui sogni si sono appannati, che improvvisamente si scoprono in grado di fare soldi facili, di andare in TV a farsi vedere, perdendo momentaneamente il contatto con la realtà, sempre più filtrata attraverso schermi di varia natura. L'iniziale euforia con cui Claudio e Anna abbracciano il mondo finto degli influencer, in cui se ti fai una foto con un prodotto non solo puoi tenertelo ma vieni anche pagato, vendendo la tua immagine e associandola di volta in volta agli oggetti più diversi, è quella di chi è abituato a vedere la vita, apparentemente, favolosa degli altri attraverso un'applicazione del cellulare, facendosi la domanda: "Ma se loro sì perché io no?". Ed è qui la chiave di lettura più interessante del film: più che mostrare a tutti la propria intimità, i protagonisti devono affrontare il compromesso di omologarsi, di diventare come tutti gli altri, portando le stesse scarpe, frequentando le stesse serate in discoteca, facendosi i selfie con la stessa espressione.

Generazioni a confronto

Che vuoi che sia: Edoardo Leo e Rocco Papaleo in una scena del film

I temi sono attuali e importanti, ma Che vuoi che sia ha la grande capacità di far ridere di gusto, soprattutto grazie al confronto tra generazioni: Claudio e Anna si scontrano prima con i più giovani, adolescenti e ventenni nativi digitali, per cui il vero mondo è quello racchiuso nei loro smartphone, creature che sembrano appartenere quasi a un altro mondo, e poi con i propri genitori, figli di un'altra epoca, abituati ad affrontare la crisi risparmiando su tutto, perfino contando gli strappi di carta igienica, o affrontando la vita con maggiore naturalezza, come il padre di Claudio, interpretato da un ottimo Massimo Wertmüller, che gli dice apertamente: "Ai miei tempi i figli se venivano venivano, in qualche modo si faceva". In questo scontro generazionale si inserisce come una variabile impazzita lo zio Franco interpretato da Rocco Papaleo: perennemente infelice, stralunato e insoddisfatto, sono sue le battute migliori del film, che interpreta con una tragica consapevolezza, che lo rende immediatamente il personaggio più folle e divertente.

In questo mare di like, selfie e soldi facili, Claudio e Anna (e noi insieme a loro) devono compiere il passo successivo: cedere all'orgia virtuale o ritrovarsi per guardarsi di nuovo occhi negli occhi, scoprendo che, oltre ai selfie e ai video, sono ancora esseri umani in grado di amarsi e di parlarsi in un modo unico, che appartiene soltanto a loro e che tutte le emoticon della rete non potranno mai sostituire.

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Valentina Ariete
Redattore
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