Kick-Ass

2010, Azione

Recensione Kick-Ass (2010)

Kick-Ass di Matthew Vaughn colpisce per la sua capacità di coinvolgere e raggiungere lo spettatore, con una messa in scena di grande impatto, serrata nel ritmo e spettacolare nelle coreografie dei combattimenti, che sono sì violenti, ma anche complessi, creativi ed estremamente dinamici.

La dura vita del supereroe

E se i super-eroi fossero reali? E' questa semplice domanda a fornire lo spunto per la storia di Kick-Ass, una domanda che inevitabilmente si pone chiunque scriva o legga di eroi mascherati da fumetto, ma che l'opera dei fumettisti Mark Millar e John Romita Jr. decide di rendere esplicita, facendola diventare punto di partenza della loro storia. A porsela è Dave Lizewski, studente delle superiori newyorkese, appassionato di fumetti ed ossessionato proprio da questo quesito: perchè tra i tanti (folli) amanti dei supereroi nessuno decide di indossare un costume ed aggirarsi per la città con l'intento di fare giustizia, punendo i cattivi e proteggendo i buoni? Dal porsi il problema a metterlo in pratica il passo è breve ed il ragazzo si trova presto a sorvegliare le strade di New York con indosso un ridicolo costume giallo e verde, finendo ovviamente malmenato alla prima occasione.
Ai paramedici che lo soccorrono, Dave chiede di omettere le bizzarre circostanze del suo ritrovamento, raccontando di essere stato ritrovato nudo piuttosto che con una ridicola calzamaglia da eroe mascherato, ma il risultato è il diffondersi di una voce incontrollabile sulla sua presunta omosessualità. Paradossalmente, per lui diventa una svolta positiva, perchè gli permette di avvicinarsi a Katie, la ragazza che gli piace, alimentando la sua ferita autostima e riportandolo in strada nei panni di Kick-Ass. Le sue capacità non sono certo migliorate nel frattempo, ma in occasione del suo ritorno in attività si ritrova protetto da qualcuno che invece il supereroe lo sa fare lo stesso: Big Daddy e la piccola Hit Girl, impegnati nella lotta al crimine ed al criminale Frank D'Amico.

Kick-Ass - Videorecensione


Una scena del film Kick-Ass con il protagonista Aaron Johnson
Se la domanda è semplice, altrettanto è, per gli autori di Kick-Ass, la risposta. Una risposta diversa da quella data da altre opere che hanno cercato di porla, a cominciare dall'immortale Watchmen: se qualcuno indossasse un costume e decidesse di difendere il bene nella nostra società non avrebbe vita facile, finendo inevitabilmente picchiato in più di un'occasione.
Non è però un quesito che il film di Matthew Vaughn si pone con intenti profondi ed analitici. Non è un approfondimento della nostra società l'intento del film, che vive invece di eccessi, di sequenze e situazioni che sanno colpire lo spettatore con la stessa violenza che mette in scena, suscitando sensazioni e reazioni forti, tanto che non stupiscono nè la difficoltà nel trovare una produzione, al punto da costringere il regista a ricorrere a finanziamenti privati per girare la sua opera, nè le polemiche provocate dal personaggio di Hit Girl, dal suo linguaggio e soprattutto dalle sue azioni, ritenute inadatte ad una bambina.

Ma quello che può suscitare in parte del pubblico è un fastidio che non fa che sottolineare la riuscita del film e la sua capacità di coinvolgere e raggiungere lo spettatore, con una messa in scena di grande impatto, serrata nel ritmo e spettacolare nelle coreografie dei combattimenti, che sono sì violenti, ma anche complessi, creativi ed estremamente dinamici.

Hit-Girl (Chloe Moretz) in azione nel film Kick-Ass
La regia di Vaughn posa sulla solida base dello script realizzato con Jane Goldman, che nell'adattare il fumetto sa ben bilanciare i momenti e l'evoluzione della storia, raccontandola con sicurezza e grinta, senza preoccuparsi di essere politicamente scorretta ed eticamente ambigua; nè si possono trascurare le efficaci interpretazioni di tutto il cast: se Aaron Johnson è abile nell'interpretare insicurezze e sognanti aspirazioni di Dave e Nicolas Cage appare quantomai in forma e, per quanto possibile, credibile con indosso il costume da eroe di Big Daddy, il vero personaggio ruba-scena di Kick-Ass è la giovanissima Chloe Moretz: già apprezzata come tormentata baby-vampira in Let Me In, la piccola attrice risulta sorprendente anche nei panni di Hit Girl, facendo letteralmente sparire gli altri interpreti che di volta in volta dividono la scena con lei e confermandosi come una delle tante star bambine di questi anni e vera promessa per il futuro.
Si tratta di una promessa che tante giovani colleghe non sono riuscite a mantenere in passato, ma che speriamo lei riesca a concretizzare. Le premesse perchè ciò avvenga ci sono tutte.

Recensione Kick-Ass (2010)
Antonio Cuomo
Redattore
4.0 4.0
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