Jamie Bell: 'Se c'è qualcuno che può essere Tintin, quello sono io'

Il nostro incontro con l'interprete virtuale di Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno, un ragazzo innamorato della tecnologia e di Mozart.

L'abbigliamento tradisce la giovane età di Jamie Bell. Arriva in t-shirt bianca e jeans come se fosse ad un appuntamento tra amici e quando si accomoda inizia a muovere i piedi e a ballare il tip-tap. Neanche la poltroncina dell'Auditorium Parco della musica di Roma dove lo abbiamo incontrato riesce a fermarlo. E lo comprendiamo benissimo. E' grazie alla sua fisicità e alle sue doti di danzatore se è riuscito ad entrare nel nostro immaginario collettivo con Billy Elliot; e sfruttando le sue movenze ha dato vita anche a Tintin, il personaggio nato dalla penna di Hergé, portato sul grande schermo da Steven Spielberg e Peter Jackson in una grandiosa opera d'animazione digitale in 3D. Certo, non è stato facile girare costantemente con una tuta disseminata di marcatori digitali e con un casco in testa, ma alla fine il risultato è stato notevole e Jamie Bell potrà dire di aver creato una connessione fortissima con uno degli eroi dei fumetti più amati di sempre; una di quelle maschere in grado di affascinare anche il pubblico degli ipertecnologici ragazzini di oggi. Le avventure di Tintin: Il segreto dell'Unicorno, prima opera di una possibile trilogia dedicata alla creatura di Hergé, vede nel cast 'virtuale' anche Daniel Craig, il perfido Sackharine, il duo di comici inglesi Simon Pegg e Nick Frost, i poliziotti Thompson&Thomson, e soprattutto un veterano della performance capture come Andy Serkis, qui nei panni del rude Capitano Haddock.

Capitan Haddock prende la mira in una scena di Le Avventure di Tintin: il segreto dell'Unicorno
##Jamie, perché secondo te Andy Serkis è il migliore attore al mondo nella performance capture?## Andy è il migliore semplicemente perché è riuscito là dove in molti avevano fallito. Vedere Polar Express mi ha commosso e ho riso tanto in A Christmas Carol, non ho alcuna intenzione di disprezzare i film di Zemeckis, ne parlo solo perché sono altri esempi di film realizzati con la performance capture, ma quando Andy ha fatto un personaggio come Gollum ha creato una maschera potente come Yoda di Guerre Stellari, ed è riuscito a farlo perché è semplicemente un grande attore. Anche in King Kong è stato eccezionale, per non parlare di Caesar di L'alba del pianeta delle scimmie, un ruolo per cui vorrei che vincesse l'Oscar, anzi propongo di firmare una petizione per assegnarglielo d'ufficio.

Ti sei spaventato quando hai saputo di dover recitare in performance capture?

No non mi sono affatto spaventato perché ritengo che la performance capture fosse l'unico modo per realizzare Tintin. Hanno provato a fare qualche film in live action, ma se vi è mai capitato di vederli allora sapete già perché era impossibile utilizzare attori in carne ed ossa. Il film sarebbe stato caricaturale, surreale, esagerato, totalmente distante dalla bellezza delle tavole di Hergé. Invece Steven si è messo nei panni del disegnatore e con la performance capture si è avvicinato moltissimo al vero Tintin, riportando in vita le tavole. Effettivamente però ero un po' scettico. Avevo visto il backstage di qualche film e pensavo tra me e me che sembravano un po' stupidi. Quando però ho iniziato a lavorarci mi sono divertito tantissimo, al punto che penso che ogni attore dovrebbe provarlo almeno una volta nella vita, perché è un'esperienza che stimola la fantasia e apre la mente obbligandoti ad essere creativo. Non puoi deconcentrarti un solo secondo, perché la macchina da presa cattura tutto di te e non devi mai dare per scontato nulla. Puoi essere chiunque tu voglia.

Le Avventure di Tintin: il segreto dell'unicorno, Tintin origlia una conversazione in una scena del film
##Che consigli daresti ad un attore che come te per la prima volta si avvicina alla recitazione in performance capture?## Gli direi di guardare per bene il suo avatar, di relazionarsi con questo, di vedere quale movimento funziona e quale no. Per interpretare Tintin, ad esempio, ho dovuto imparare a stare con la schiena dritta e per me è stato terribile, visto che ho una postura pessima. E soprattutto gli direi di divertirsi e di fidarsi totalmente degli animatori.

Che rapporto hai con la tecnologia?

La amo davvero! Anzi, arrivo a livelli dipendenza assoluta. Sono un drogato della Apple, ho tre iPod, solo per il gusto di possederli. Non mi stacco mai dal mio iPhone (lo prende dalla tasca e lo mostra), e sto continuamente su Twitter; e l'idea di aver lavorato assieme a due giganti assoluti della tecnologia applicata al cinema come Steven Spielberg e Peter Jackson mi rende doppiamente felice. La tecnologia poi ci aiuta, è un dono, naturalmente se viene usata nella giusta maniera. Pensiamo solo ai progressi della medicina. E' incredibile ed è incredibile che sia un campo in continua evoluzione.

Quando hai scoperto i libri di Hergé e perché hai iniziato ad appassionarti ad un personaggio come Tintin?

Li ho trovati molto banalmente in biblioteca. Erano rovinati, ai volumi mancava anche qualche pagina, ma non mi importava. Poi ho visto molti cartoni animati televisivi dedicati a Tintin. Se negli altri cartoon non si parlava mai della lotta alla corruzione politica, in Tintin questo aspetto era esaltato, Tintin è un personaggio ben ancorato alla realtà. E questo mi ha permesso di crescere. Naturalmente poi amavo anche lo stile di Hergé, e il modo in cui ha delineato i personaggi, anche quello di un alcolizzato come Haddock, che ha reso amabile. Ero genuinamente attratto da quel mondo.

Jamie Bell a Roma 2011 per presentare Le avventure di Tintin: il segreto dell'unicorno
##Tintin e Billy Elliott hanno cambiato le vite di molti ragazzini, anche a te è capitato di farti cambiare la vita da un personaggio?## Non credo di aver mai trovato un personaggio che abbia cambiato la mia vita. Sono cresciuto vedendo i film più bizzarri sul mercato, Kickboxer - Il nuovo guerriero, Robocop, Va' all'inferno Fred. Ogni tanto ci piazzavo qualche film della Disney, ma non stiamo parlando di personaggi esemplari. Forse gli unici ad avermi ispirato sono gli attori come John Cleese e Stephen Fry. Quanto a Tintin, beh sì mi piacerebbe avere un amico come lui, anche se a volte può risultare un po' noioso, troppo 'precisino' e soprattutto troppo attivo! Lui sarebbe sempre in giro a caccia di nuove avventure, mentre io sono un pigrone, uno che rimanda sempre tutto. Figuriamoci, domani devo partire alle 5.00 del mattino e la mia valigia è un disastro. Sai quando inizierò a farla? Mezz'ora prima. Forse è colpa della tecnologia che mi distrae troppo, ma non riesco a concentrarmi su una cosa.

Quanto è stato importante il contributo di Peter Jackson per la realizzazione di Tintin?

Peter era quello che conosceva le tavole di Hergé meglio di chiunque altro, aveva delle idee geniali su come trasformare le situazioni del fumetto in cinema e subito tutto prendeva vita davanti ai nostri occhi. E poi era sempre presente durante la lavorazione, collaborando molto con Steven sia nella pre che nella post produzione.

Hai debuttato al cinema in giovanissima età, pensi di esserti perso qualcosa nella tua adolescenza?

Vuoi sapere se sono impazzito? Assolutamente no. Capisco perfettamente che quando hai 13 anni e partecipi alle conferenze stampa facendo il mattacchione, la gente possa pensare che tu sia un po' disturbato, ma non è stato il mio caso. Ho visto cosa succede ai ragazzini che si credono già arrivati. Per quanto mi riguarda sono sempre stato circondato da persone che mi volevano bene per quello che ero e non per quello che avrei potuto rappresentare. La mia manager, per esempio, mi è stata sempre vicino da quando avevo 14 anni, un po' come una seconda mamma. Mi ha dato dei limiti, certo, ma mi ha sempre suggerito di fare quello che sentivo davvero. Quindi, no non mi sono perso nulla. Mi hanno permesso di essere un adolescente come tutti, magari un po' annoiato e pigrone e ho mantenuto questa identità.

Jamie Bell approda a Roma 2011 per presentare Le avventure di Tintin: il segreto dell'unicorno
##Da piccolo amavi leggere e cosa in particolare?## Più che leggere, cosa che comunque facevo, prediligendo libri come Huckleberry Finn, amavo ascoltare Beethoven e Mozart. Tutta colpa di mio nonno che mi ha regalato qualche disco. Mia sorella Jenny era preoccupata perché non capiva perché un ragazzino dovesse ascoltare quella musica.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni?

Interpreterò il fratello di Sam Worthington nel film di Asger Leth, Man on a Ledge. E poi a gennaio inizierò le riprese di un film con James McAvoy, Filth, tratto dal romanzo di Irvine Welsh. Entrambi i film sono dei polizieschi, nulla a che vedere con Tintin, ma a me piace fare una cosa e subito dopo farne un'altra agli antipodi.

Non hai parlato però dei prossimi capitoli della saga di Tintin... Qualora si realizzassero, saresti felice che il tuo nome possa essere associato per sempre ad un personaggio come Tintin?

Sono stato legato ad un personaggio per oltre dieci anni, quindi se c'è qualcuno pronto per un'impresa del genere, beh quello sono io! Cos'altro devo dirti di più?

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