Game of Thrones: abbiamo provato il (video)gioco del trono, e siamo morti

Dopo cinque anni trascorsi ad assistere alle vicende di Westeros, eravamo certi di aver imparato la lezione. Dopo il gioco della Telltale dedicato a The Walking Dead, pensavamo di aver affrontato i dilemmi più atroci concepibili da mente (malata) umana. E invece. E invece!

Game of Thrones: abbiamo provato il (video)gioco...

Se siete fan de Il trono di spade, saprete benissimo quello che la perfida Cersei dice a Eddard Stark poco prima di segnare la rovina sua e quella della sua famiglia: "Al gioco del trono o si vince o si muore. Non c'è una terza possibilità". Dall'alto dell'esperienza passata a Westeros negli ultimi anni grazie allo show HBO, noi non solo sapevamo di questa regola, ma eravamo convinti di essere ormai pronti a tutto dopo aver assistito a tradimenti, stupri, uccisioni e battaglie senza fine. Così quando abbiamo acceso la nostra PS4 e abbiamo fatto partire il primo dei sei episodi che compongono l'avventura grafica della Telltale Games dedicata alla saga di George R.R. Martin, ammettiamo di averlo fatto con una certa superficialità.

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D'altronde in passato avevamo già giocato ad un altro videogioco simile della software house californiana - quel The Walking Dead che nel 2012 ha definitivamente sancito il successo di questo format di videogioco fatto di episodi seriali e interattivi che continua a crescere in modo impressionante - e già allora c'eravamo trovati ad affrontare delle scelte difficili se non impossibili. Non avevamo però fatto i conti con l'ancor più brutale e crudele mondo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco e soprattutto col fatto che ogni errore commesso in questo gioco, come Cersei ben sa, comporta conseguenze drammatiche, se non letali, non solo per il protagonista stesso ma per l'intera casata che rappresenta.

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Iron From Ice

Ma andiamo con ordine e partiamo innanzitutto con le presentazioni: nel gioco viene raccontata la storia della Casata Forrester, una famiglia di vassalli degli Stark solo menzionati nei romanzi di Martin e praticamente mai visti nella serie TV. I protagonisti sono quindi Lord Gregor Forrester e tutti i suoi figli: il fedele guerriero Rodrik, il ribelle Asher, la determinata Mira e i più giovani Talia, Ethan e Ryon. Se questi ultimi sono tutti (apparentemente) al sicuro nella fortezza di Ironrath, situata poco più a nord di Grande Inverno, il resto della casata è in giro per i sette regni: Asher è da tempo esiliato oltre il Mare Stretto e senza più contatti con i familiari da tempo, Mira è l'ancella di Margaery Tyrell e quindi di stanza nella capitale Approdo del Re, mentre Rodrik e suo padre fanno parte dell'esercito di Robb Stark, Re del Nord, che sta marciando contro i Lannister per vendicare la morte del padre.

Purtroppo la nostra storia inizia proprio la sera delle famigerate Nozze Rosse (fine terza stagione della serie TV) e quindi dalla meschina uccisione del giovane erede di Grande Inverno. Mentre Robb, sua moglie e sua madre vengono traditi da Lord Walder Frey nel castello delle Torri, al di fuori delle mura scoppia una battaglia in cui Lord Forrester viene ucciso, Rodrik dato per morto e soltanto il giovane scudiero Gared Tuttle riesce a fuggire per portare l'atroce notizia a Ironrath e, con essa, anche un incredibile segreto che la famiglia Forrester custodisce da tempo, l'esistenza di un magico luogo chiamato North Grove (Boschetto del Nord) al di là della Barriera.

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Volti e voci note da Westeros

Anche nella versione videoludica quindi Game of Thrones mantiene la sua caratteristica struttura corale, introducendo fin dall'inizio tantissimi personaggi e rendendoli quasi tutti impersonabili col proseguire della storia. Questo significa che - nonostante l'ambientazione principale rimanga quella inedita ma molto suggestiva di Ironrath e della foresta di Wolfswood (Foresta dei Lupi) - avremo la possibilità di visitare luoghi storici della saga come Approdo del Re, Castello Nero o Yunkai e soprattutto di incontrare i personaggi più noti ed amati (o odiati) quali Tyrion e Cersei Lannister, Margaery Tyrell, Ramsay Snow, Jon Snow e Daenerys Taergeyan, tutti con lo stesso aspetto e soprattutto le stesse voci dello show HBO.

Sebbene quindi il gameplay rimanga pressoché invariato (e, come sempre, vi rimandiamo alla recensione di Multiplayer.it per saperne di più sul videogioco vero e proprio), a differenza del già citato The Walking Dead in cui a parte brevi apparizioni (vedi Glenn) non avevamo contatti con i protagonisti della serie o del fumetto, in questo gioco non solo tutto questo avviene ma è fondamentale ai fini della storia, e vi assicuriamo che trovarsi ad avere a che fare con questi personaggi non è solo molto affascinante ma anche terrorizzante, soprattutto quando si tratta del sadico Ramsay. Gli eventi del gioco vanno quindi nel periodo di tempo tra le Nozze Rosse e le Nozze Porpora, ed anche se, ovviamente, in nessun modo potremo andare a modificare quanto raccontato nella saga originale (per esempio non potrete uccidere Ramsay o Cersei in nessun modo, fidatevi, ci abbiamo provato), è comunque molto affascinante vedere come le disgrazie di questa "nuova" famiglia si inseriscano in un mondo così vasto e articolato mantenendo inalterate le sue caratteristiche principali, ovvero la filosofia del Valar Morghulis.

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Tutti devono morire

Il gioco in sé infatti non offre grandi possibilità, non potrete vagare più di tanto attraverso questi fantastici scenari e non sarete mai liberi di esplorare o chiacchierare più del dovuto, ma se c'è un aspetto dove la fedeltà verso il testo originale è pressoché assoluta è proprio la totale impossibilità di sentirsi al sicuro. Sarete infatti continuamente chiamati a compiere scelte difficili, a scegliere con chi schierarvi, a decidere se è più importante mantenere alto l'onore della vostra famiglia o pensare a salvarvi la pelle, e le vostre scelte avranno conseguenze decisive sulla storia, sugli episodi successivi (anche di nuove stagioni, visto che una seconda è già confermata) e anche sul finale del gioco. Che tipo di impatto hanno sul gioco queste scelte? Apparentemente enorme visto che spesso si decide con estrema facilità la vita e la morte di un personaggio, anche di un protagonista, senza nemmeno rendersene conto, ma, a conti fatti, probabilmente non così tanto da effettivamente offrire un'esperienza realmente diversa, come invece fanno molti giochi (o film interattivi, se preferite) che abbiamo anche analizzato recentemente. Ma d'altronde qui non è tanto colpa di Telltale Games ma di quel sadico (e pigro!) scrittore di nome George R.R. Martin, perché nessuno (finora almeno) ne Il trono di spade ha mai potuto veramente godere, o anche solo sognare un lieto fine. Ed anche qui nel gioco, non importa quali scelte abbiate effettuato, statene pure certi, di lieto fine non c'è alcuna traccia.

E se è anche è vero che la partita non è ancora del tutto finita, che potremo sempre rifarci per la stagione 2, non abbiamo certo alcuna reale pretesa di vittoria, al massimo continueremo a fare il tifo per Daenerys, Tyrion o (speriamo!) Jon Snow, i veri protagonisti di una storia molto più grande di uno scudiero o di un Lord Forrester. Anche solo partecipare per poche ore, però, è stato non tanto piacevole, quanto significativo: se già guardando lo show o leggendo i libri c'è sempre questa sensazione di assoluta mancanza di speranza, in questo videogioco non è più solo una sensazione, ma un'assoluta certezza: Westeros non è un paese per giocatori. Ma d'altronde abbiamo voluto giocare al gioco dei troni, no? E al gioco del trono o si vince o si muore. Noi di certo non abbiamo vinto, ma siamo morti, tante volte. E ora la nostra guardia si è conclusa.

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Luca Liguori
Redattore
3.5 3.5
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