Natale in India

2003, Commedia

Recensione Natale in India (2003)

Come ormai da tradizione, anche quest'anno è inevitabile l'appuntamento con le risate a buon mercato offerte dal duo Boldi-De Sica.

Alessandro Puglisi

Eccovi il pacco natalizio

Gente, qui ci troviamo di fronte al film definitivo.
Tanto vale dirlo subito. Sulle note di "Jogi", ultima hit del rapper Panjabi Mc, scorrono i titoli di testa e, finita la scorribanda di grandi nomi che avremo il piacere di vedere all'opera in questo capolavoro del cinema nostrano, veniamo introdotti nella vicenda.

Siamo nel 1987. In una clinica di Roma si incontrano casualmente il giudice Enrico Paci ed il trafficone romano Fabio De Tassis. I due sono diventati padri di due maschietti, ma a causa di un blackout l'infermeria crea confusione tra i due bambini. Dopo 16 anni, rivediamo i due alle prese con i loro "presunti figli" Nelson De Tassis e Costantino Paci, che hanno caratteri completamente opposti a quelli dei loro padri, tanto da pensare che siano stati realmente scambiati nella clinica al momento della nascita. Da qui inizia l'avventura indiana della premiata ditta Boldi-De Sica, che si svolge secondo precisi dettami che richiedono un larghissimo uso di volgarità verbali e sonore, la presenza di una giovane attrice (scusate se uso parole grosse) che nel nostro caso è rappresentata dall'avvenente Giulia Montanarini, e da una trama degna della miglior commedia degli equivoci. La pellicola si lascia vedere con grande tranquillità, fra battute da avanspettacolo, doppi sensi a sfondo prettamente sessuale e grazie femminili esibite con disinvoltura.
Regia sicura di Neri Parenti, che ci stupisce con preziosismi tecnici d'annata, saltando da una scena all'altra con grande maestria.

Prova attoriale superba per i già citati Massimo Boldi, che interpreta un giudice serio, ligio al dovere e appassionato di discipline orientali, e Christian De Sica, perfetto nel ruolo di romano purosangue, amante della bella vita e dello spasso. Apprezzabili anche i comprimari Enzo Salvi, Biagio Izzo, i Fichi d'India e la sempreverde Clarissa Burt, che svolgono tutti il loro bravo ruolo nella messa in scena di questa sublime farsa.

In definitiva proprio un bel lavoro, ben confezionato e offerto a noi proprio in prossimità del Santo Natale.
Avete letto tutto attentamente? Benissimo. Ora al pari di come accade nel film, che per la prima volta, come ho già detto, vanta un plot assolutamente accattivante e intelligente, capovolgete tutto quello che ho detto, e otterrete la realtà.

L'importante, fino a quando si vanno a spendere soldi per prodotti del genere e si magnificano le gesta di certi registi, è non lamentarsi perché il cinema italiano, ad eccezione di pochi registi che continuano a tenere alta la bandiera con il loro di cinema di qualità, va veramente a scatafascio. E' il pubblico, che alimenta la fame di soldi di chi confeziona questi pacchi natalizi. Questa è la vita. Buone Vacanze. In India, naturalmente.

Recensione Natale in India (2003)
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