Dominion: commento al secondo episodio, Godspeed

Meno azione e più spazio ad Alex e gli altri personaggi nel secondo episodio della serie SyFy ispirata a Legion.

Dominion: commento al secondo episodio, Godspeed

Il plot

Un tuffo nel passato, ad un Jeep più giovane ed il piccolo Alex che giocano a basket quando vengono attaccati da un gruppo di 8-balls (umani posseduti da angeli), per l'efficace apertura del secondo episodio di Dominion, Godspeed. E' l'efficace incipit che offre il giusto aggancio per tornare al presente ed assistere, da distanza con Alex, al funerale di Jeep, deceduto nel finale del pilot della serie.

Non è infatti semplice per lui affrontare le conseguenze della rivelazione ricevuta: sapere di essere il Prescelto non è cosa di tutti i giorni, soprattutto se si fa fatica a credere che possa essere vero. Porta a problemi di alcol e conflitti interiori difficili da risolvere, così come complesso è decifrare i misteriosi tatuaggi apparsi sul suo corpo. Vorrebbe lasciare la città, e vedremo che alla fine lo farà, ma Claire sente una forte responsabilità nei confronti di Vega per poterla abbandonare. Intanto il Senato di Vega non fa mistero del suo disappunto nei confronti di Whele per aver portato l'8-Ball all'interno delle mura cittadine e l'uomo non può far altro che ammettere l'errore e spiegare le sue intenzioni, ma soprattutto concentrare i suoi sforzi sul tener nascosta l'apparizione dei tatuaggi su Alex. A Boulder, in Colorado, Michal e Gabriel hanno un interessante faccia a faccia che spiega la motivazione degli angeli nella guerra in corso, quella di reclamare il proprio diritto di nascita quando Dio ha lasciato la Terra 25 anni prima.

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Cosa ci è piaciuto

Dominion: una scena dell'episodio Godspeed

Dopo un episodio pilota necessariamente impegnato ad illustrare tutta l'ambientazione dello show e, forse, preoccupato di sottolineare quanta distanza in termini di mood e portata ci fosse dal film da cui prendeva le mosse, Godspeed rallenta il ritmo e prova a dare maggior spazio ai principali attori della storia, Alex in primis. Christopher Egan beneficia di ciò e riesce a dare maggior profondità al suo Chosen One, aiutato da un episodio costruito in modo da guidare il percorso di Alex dal flashback che lo vede bambino allo scontro che lo vede protagonista (l'unico vero momento d'azione dell'episodio) e la decisione di lasciare Vega. Non manca ulteriore approfondimento anche per altre pedine della storia, ma quello che ci appare più affascinante fin qui è il David Whele di Anthony Head, che nel secondo episodio dimostra una vena cupa molto più evidente di quanto traspariva dalla première della serie SyFy. Apprezzabile anche il modo in cui l'autore Vaun Wilmott riesce a richiamare la mitologia introdotta da Legion senza cadere (quasi mai) nelle derive trash del film del 2010.

Cosa non ci è piaciuto

Dominion: Alan Dale in Godspeed

La scelta di dar meno spazio alle sequenze più spettacolari e movimentate riduce l'impegno tecnico-economico, eppure non mancano alcuni effetti che lasciano molto a desiderare in quelle poche occasioni che li richiedono. Lasciano dubbiosi anche alcuni passaggi del rapporto Alex/Claire... e relativi intrecci affettivi a margine (con William e, forse, Walker?) che speriamo non diventino troppo insistiti negli episodi che verranno.

Dominion: Tom Wisdom in Godspeed

What's Next

Godspeed dà un'idea più precisa di come potrebbe risultare Dominion nel suo sviluppo settimanale, rispetto ad un pilot che si proponeva di fornire un background più onnicomprensivo delle tematiche dello show, ma allo stesso introduce nel finale un evento, la partenza di Alex, che potrebbe aggiungere maggior varietà agli eventi ed alle ambientazioni della serie.

Antonio Cuomo
Redattore
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