Dario Argento al Korea Film Festival: 'Potrei girare un film in 3D'

Il maestro dell'orrore, ospite alla kermesse fiorentina, fa il bilancio sulle ultime tendenze del genere lasciando trapelare la possibilità di vedere prossimamente un suo horror in 3D.

Dopo la retrospettiva che lo ha visto protagonista dello scorso Pusan International Film Festival in Corea, Dario Argento ha accettato con piacere di fare ritorno a Firenze per presentare il fortunato horror coreano Whispering Corridors, da noi inedito, diretto nel 1998 dal talentuoso Park Ki-hyung. La ghiotta occasione ci ha permesso di riflettere insieme al maestro del thriller sulla direzione che sta prendendo il cinema di genere e sul futuro che si prospetta per il mondo del terrore dopo l'ondata di horror orientali e la massiccia produzione di remake dei classici americani degli anni '70 e '80 che hanno invaso il mercato internazionale. "Il cinema horror orientale è caratterizzato da una forte presenza di figure fantasmatiche e apparizioni" ci spiega Argento. "Rispetto all'horror occidentale è più esplicito e meno terreno. Nella mia produzione ho spaziato un po' tra la dimensione terrena dell'orrore, quella più fisica, e quella soprannaturale, tra i serial killer e la stregoneria. Amo molto il cinema coreano perché mi affascinano queste presenze, queste figure ultraterrene che tornano a manifestarsi dopo la morte. Va detto però che il cinema orientale è molto laico, i fantasmi ci sono, ma sono visti con uno sguardo concreto. Come se fossero reali".

D. Argento sul set del film La terza Madre
Al momento l'attività registica del maestro del thriller è in fase di stallo a causa dei problemi legati ai diritti di distribuzione di Giallo, co-produzione americana girata a Torino lo scorso anno e interpretata da Adrien Brody ed Emmanuelle Seigner. Il film rischia di non uscire nelle sale. "Purtroppo neppure io so più niente di quella storia. La produzione americana sta facendo tutto da sola, è stata un'esperienza sgradevole vedersi sottrarre il proprio lavoro. Mi dispiace perché è stato molto bello dirigere Adrien Brody. Oggi lo rifarei, ma con produttori differenti". I problemi personali non impediscono, però, al regista di tenere d'occhio il panorama orrorifico attuale, commentando alla sua maniera le novità apparse. A chi gli chiede un giudizio sul fenomeno del box-office Paranormal Activity, risponde senza peli sulla lingua: "Penso che Paranormal Activity sia una gran boiata, una scemenza pazzesca che non fa nemmeno paura. E' stato solo un fenomeno pubblicitario ben congegnato. In generale non mi piace molto il cinema horror americano degli ultimi dieci anni. Io ho lavorato con Romero e Carpenter. L'horror americano, soprattutto quello della generazione precedente, era molto politicizzato. Quello odierno è spesso grossolano e superficiale, privo di approfondimento psicologico dei personaggi. Al momento credo che siano in preparazione anche due remake di Profondo rosso e Suspiria. Ma se rifanno i miei film la cosa non mi riguarda e non mi interessa, Non ne voglio sapere niente".

Adrien Brody con una vittima del serial killer Giallo nel film diretto da Dario Argento.
Del difficile rapporto con la critica, rapporto che si è incrinato soprattutto nell'ultima fase della sua produzione, Dario Argento non parla volentieri, riconoscendo però che in generale c'è stata una rivalutazione nei riguardi del genere horror, in passato considerato pura produzione commerciale di serie C. "Per anni siamo stati dei paria del cinema" spiega il regista. "Ora per fortuna le cose sono cambiate. I festival di Cannes e Venezia presentano nel loro programma molti horror di qualità. Va anche detto che molti critici della vecchia generazione sono morti. Purtroppo tutto il cinema deve sottostare alle regole del mercato, ma il mio lavoro è sempre stato libero e anarchico. Credo che questo sia necessario per la sopravvivenza di un genere". L'ultima battuta riguarda la nuova frontiera del cinema horror-fantascientifo, quella della tecnologia tridimensionale. "Non escludo in futuro di girare un film in 3D. Non sono contrario alle nuove tecnologie per principio, anzi credo che i registi si debbano evolvere e debbano sempre prestare attenzione alle nuove tendenze".

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