Christopher Lee a Locarno: 'In realtà sono un attore comico'

Il divo inglese, a Locarno per ritirare l'Excellence Award, ricorda i film più amati e il rapporto con colleghi del passato e del presente in un irresistibile incontro che lo vede anche esibirsi in veste di cantante.

Trovarsi di fronte a un mostro sacro come Christopher Lee è un'esperienza da far tremare le vene nei polsi e non solo a causa dei suoi trascorsi nelle vesti di Dracula. Lee, classe 1922, voce profonda e passo deciso nonostante il bastone a cui è costretto ad appoggiarsi, fissa l'interlocutore con i suoi occhi penetranti, quasi a volerlo ipnotizzare, mentre snocciola con gravità aneddoti della sua incredibile carriera che riguardano personaggi del calibro di Oliver Reed, Billy Wilder e Vincent Price. L'anziana star, che parla fluentemente italiano, spagnolo e tedesco, si permette di correggere il moderatore fermandolo con un breve cenno della mano per puntualizzare piccoli dettagli scolpiti nella sua mente lucidissima. Il grande interprete sprigiona quasi un'aura di sacralità mentre commenta la scelta del Festival di Locarno di proiettare, in omaggio alla sua presenza, due classici come The Wicker Man e The Hound of the Baskervilles, ma nel corso della lunga chiacchierata sorprende sfoderando il suo irresistibile humor inglese, imitando le voci dei personaggi dei cartoni animati o esibendosi con la sua voce tonante in un'aria del Don Carlos di Verdi.

Christopher Lee in The Wicker Man
Mr. Lee, The Wicker Man è uno dei film a cui è più legato ed è considerato uno dei film inglesi più importanti della storia tanto da essere stato usato anche nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici. Come mai è così affezionato a questa pellicola?
Christopher Lee: The Wicker Man è il miglior film che abbia mai fatto come attore. E' scritto da uno scrittore assolutamente brillante. Un giorno ho ricevuto una chiamata da Robin Hardy che mi proponeva questo lavoro. Quando ho letto lo script ho pensato che fosse davvero incredibile e mi sono recato in Scozia, dove il film è stato girato. E' la storia di un poliziotto che viene chiamato su un'isola per rintracciare una ragazza scomparsa. Le persone della comunità sono molto gentili, ma la ricerca non dà alcun esito perché nel luogo vige l'omertà più assoluta. Il poliziotto, un uomo molto religioso, scoprirà di aver a che fare con un gruppo di pagani che credono nelle forze della natura.

Il personaggio del signore dell'isola è stato scritto apposta per lei?
Sì, quando sono stato chiamato hanno scelto di cucirmi addosso un ruolo apposta per me. Non posso dire che il Lord che interpreto sia un cattivo, è una persona che crede in qualcosa di controverso. E' un uomo dotato di senso dell'humor, è molto rispettato, ma prima di tutto è una persona che crede.

Il film, però, ha subito una serie di tagli che hanno ridimensionato anche il suo ruolo.
Avevamo realizzato un film di due ore che era fantastico, pieno di dialoghi brillanti e ricco di incredibili scene. Nel DVD in commercio oggi si possono vedere due versioni, una breve e una lievemente più lunga, il director's cut, ma al cinema il film che abbiamo girato non è mai stato visto e questa è la vera tragedia. Io ho potuto vedere il film insieme a mia moglie prima che fosse distribuito e ho detto al mio agente che era meraviglioso, ma non era lo stesso film che avevamo fatto perché mancano un sacco di scene e dialoghi brillanti tra me e il poliziotto e anche tra gli altri attori. Non conosco le ragioni dei tagli, forse l'eccessiva lunghezza, forse la tematica. Che cosa è accaduto? Chi è il responsabile? Io ho la mia idea al riguardo, ma non la posso dire perché mi denuncerebbero.

The Wicker Man è considerato il Quarto potere dell'horror.
Non lo definirei un horror, eccetto per il finale che è davvero spaventoso.

Christopher Lee al Saturday Night Live.
Il film arrivò in un momento in cui lei era già considerato una leggenda vivente e questo film le permetteva di prendere le distanze dal passato.
In realtà ho girato molti meno film horror di quanto si creda, ma la stampa mi ha incollato addosso l'etichetta di attore horror. Prima di me, Bela Lugosi non è riuscito a liberarsi di quest'etichetta, mentre io per fortuna ho potuto misurarmi con progetti diversi. Billy Wilder, il miglior regista con cui abbia mai lavorato, mi ha chiamato per Vita privata di Sherlock Holmes dicendomi: "Non mi importa quello che hai fatto finora. Tu sei giusto per il mio film, ma devi cambiare il tuo aspetto. Voglio che il pubblico sia sorpreso". Io l'ho fatto, mi sono sottoposto al make up e mi sono trasformato in Mycroft Holmes. In 1967 mi sono trasferito a Los Angeles con mia moglie e mia figlia. Non è un posto che raccomando a nessuno, ma mi ha permesso di ottenere tanti ruoli diversi. Ho interpretato un motociclista gay degli Hell's Angels, ho partecipato al Saturday Night Live dove ho conosciuto attori straordinari come John Belushi, Bill Murray e Dan Aykroyd.

La sua più grande sfida attoriale?
Nel 1998 io, un cristiano occidentale, sono andato in Pakistan per interpretare Mohammed Ali Jinnah in Jinnah una pellicola dedicata al fondatore del Pakistan. Sentivo una responsabilità immensa dal punto di vista religioso e politico, ma alla fine i locali mi hanno ringraziato. E' uno dei lavori di cui vado più orgoglioso.

Quale è il suo rapporto con la commedia?
La commedia è la cosa più difficile da interpretare. I tempi comici sono fondamentali per far ridere il pubblico e mentre in teatrlo la risposta è diretta non sai come reagirà il pubblico in sala. La commedia è una cosa molto seria, ma posso dire che è la cosa che so fare meglio.

Un altro dei film che verrà mostrato qui a Locarno è The Hound of the Baskervilles. Cosa pensa di quest'opera?
Credo che uno dei principali motivi del successo del film non sia la mia presenza, ma quella di Peter Cushing. Peter era un attore meraviglioso e un carissimo amico col quale ho passato tanto tempo. Il suo Sherlock Holmes è fantastico. Con Peter scherzavo, facevamo le imitazioni dei cartoni animati, era una persona fantastica così come Vincent Price, un altro attore immenso.

Christopher Lee e Brad Dourif in una scena di Il signore degli anelli - Le due torri
Cosa può dirci della sua partecipazione a Il signore degli anelli?
Ho incontrato di persona Tolkien brevemente molto tempo fa. Ho letto il libro nel 1965 e ho pensato che fosse davvero meraviglioso, ma non credevo che anni dopo i computer sarebbero stati in grado di riprodurre quegli effetti speciali. Oggi è possibile fare tutto. Interpretare Saruman è stata una bellissima esperienza e adoro Peter Jackson. Lo ritengo un genio. Peter è venuto a Londra a portarmi due pagine di Gandalf da leggere. Quando l'ho letto mi sono detto: "Gandalf è il mio sogno". Ho letto le pagine di fronte ad alcune persone e dopo due giorni l'agente di Peter mi ha chiamato per offrirmi il ruolo di Saruman. E' stata un'esperienza meravigliosa, ma c'è solo una cosa che non ho apprezzato. Ne Il ritorno del re hanno scelto di tagliare il mio incontro finale con gli altri personaggi e quando l'ho scoperto ho detto due paroline a Peter Jackson. Per fortuna la scena è presente nella versione extended del DVD.

Cosa può dirci dei suoi progetti come cantante metal?
Ho registrato molte canzoni in passato, alcune sono cose private. Mia madre era una grande cantante. Un giorno ho incontrato un cantante d'opera svedese che mi ha chiesto cosa avessi intenzione di fare con la mia meravigliosa voce. Io gli ho risposto che stavo cercando di diventare attore e lui ha detto: "Non perdere tempo, vieni a trovarmi all'opera. Ti insegneremo a cantare e ti faremo entrare nell'opera di Stoccolma". Alla fine non gli ho dato retta e sono diventato un attore, ma nel 1998 ho registrato un disco che si intitola Devils, Rogues & Other Villains, in seguito ho registrato anche un disco di country, alcune arie d'opera e recentemente due album di heavy metal.

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