Cate Blanchett al Napoli FilmFestival 2005

L'attrice australiana, per poche ore a Napoli, incontra la stampa prima di ricevere il Vesuvio Award.

Secondo importante ospite internazionale del Napoli FilmFestival, Cate Blanchett si è presentata alla stampa partenopea in abito verde, con la sua solita eleganza e freschezza, apparentemente non provata dal viaggio appena finito e della sua partenza prevista per qualche ora dopo per Londra. L'attrice è giunta a Napoli direttamente da Venezia.

Come mai era alla Biennale? Cate Blanchett: Ero in veste diversa dalla mia solita di attrice, era per supportare uno scultore australiano, Rick Swallow.

Parliamo dei suoi personaggi. Quale le è rimasto più addosso? Cate Blanchett: Sono molto infedele nei confronti dei miei personaggi. Una volta finito di interpretare un ruolo, mi carico subito per interpretare il successivo.

Per The Aviator ha interpretato il ruolo di Katharine Hepburn, un ruolo che mette in difficoltà. Come ha affrontato questa interpretazione? Cate Blanchett: Si tratta di una grossa responsabilità. Se avessi interpretato un personaggio di cabaret sarebbe stato più liberatorio. Si tratta di un impegno molto tecnico in questi casi, anche se sono stata aiutata da Martin Scorsese che non pretendeva molto tecnicismo, ma preferiva una mia personale interpretazione dell'attrice. Mi sono documentata molto, ho visto molti filmati della Hepburn, ma poi ho cercato di darne una mia personale interpretazione. Sarebbe potuto essere il mio ruolo definitivo.

Ha mai pensato a un ritorno al teatro? Cate Blanchett: Penso sempre di voler tornare al teatro. L'hanno scorso ho interpretato una sceneggiatura di mio marito e speriamo di poterla portare anche in America. Ma ora ho diversi ruoli interessanti che mi aspettano, per esempio Note from a Scandal, in cui sono un'insegnante innamorata di un allievo più giovane, e un film con George Clooney sul dopoguerra, in bianco e nero, ispirato a filmati d'epoca.

E Concerning Dylan? Il progetto è stato accantonato? Cate Blanchett: E' un sogno, spero che si riesca a realizzare. E' difficile immaginare una donna che interpreta Bob Dylan. Il regista è un personaggio molto affascinante, mi piacerebbe che si riuscisse ad andare avanti.
E spero di poter fare il film su Benjiamin Button, con David Fincher e Brad Pitt.

Anche Babel è con Brad Pitt? Cate Blanchett: Sì, ma Babel ha una sceneggiatura segreta, non posso anticipare molto. Anche molti del cast non conoscevano dettagli precisi. Io e Brad siamo una coppia in vacanza su cui cade una tragedia. Il film è di Alejandro González Iñárritu, che ha fatto un lavoro molto simile a quello di 21 grammi: il peso dell'anima.

Lei ha fatto anche importanti ruoli da non protagonista. Come si prepara per questo tipo di ruolo? Cate Blanchett: Dopo Elisabeth ormai mi trovavo sul treno in corsa, ma si trattava di tipi di ruolo di cui non ero particolarmente interessata, quindi ho deciso di far deragliare quel treno e per portarlo in una direzione che preferivo. Allora ho scelto il ruolo con Mike Nichols. Si tratta di scelte. La vita è fatta di scelte e sfide continue. Tutti si aspettano sempre le stesse cose da te, ma io vengo dal teatro, sono abituata a pensare a tutto l'insieme, per esempio in Shipping News ho preferito un ruolo diverso da quello che mi era stato offerto, anche se quel personaggio moriva dopo nove pagine di sceneggiatura.

Tornando al film su Dylan, può chiarirci una cosa, sarà lei ad interpretare Dylan? Cate Blanchett: In realtà si tratta di un totem, un personaggio diviso tra più personaggi, costruito con la partecipazione di diversi attori. Si tratta ancora di un progetto, non c'è niente di sicuro.

Le è dispiaciuto di non poter interpretare Closer? Cate Blanchett: Ne ero disperata, ma stavo per avere un bambino, tutto il resto era insignificante. Sono molto fatalista, penso che i ruoli vadano sempre alle persone giuste e penso che Julia sia stata fantastica.

Tornerà ad interpretare Elisabeth in Golden Age? Cate Blanchett: Non so ancora. Spero che il progetto vada avanti perchè è un bel personaggio e anche la storia è molto interessante.

Ancora una volta si trova brevemente a Napoli. Ha ricordi particolari dei film che ha girato qui? Cate Blanchett: Ho girato due volte a Napoli, ma brevemente. Entrambi i miei figli sono stati concepiti qui. Spero che la prossima visita possa essere per una vacanza. Ho molti ricordi della città e ho preso spesso ex voto, purtroppo ora è più difficile trovarli. Per favore, non ditelo al Papa.

In Coffee & Cigarettes ha interpretato il ruolo di due gemelle ed è stato qualcosa di memorabile, che ricordava il Jeremy Irons di Inseparabili. Che ci può dire di quel ruolo? Cate Blanchett: Tecnicamente è stato molto stimolante, una sfida. Quando ho incontrato Jim Jarmusch mi ha chiesto se fossi stata interessata a un corto. Mi ha parlato del ruolo e si trattava di interpretare una coppia di personaggi. E' stato molto emozionante, adoro quando ci sono queste situazioni in scena, sia a teatro che a cinema.

La sua ambizione deriva dal suo talento o è il contrario? Cate Blanchett: Non sono cresciuta con l'intenzione di fare l'attrice e mi auguro che con gli anni mi venga il desiderio di smettere. Non sono una persona che pianifica, lascio che le cose si verifichino da sole. E' come portare avanti una conversazione, inizi parlando di politica e ti ritrovi a parlare dei tuoi genitori.

Usa il metodo? Cate Blanchett: Non ho molta fiducia nel metodo. A volte si seguono gli istinti, ma serve una grande base tecnica. Lo ritengo utile per superare alcune situazioni, ma trovo che in altri casi possa diventare anche un limite. Se pensiamo al metodo, pensiamo alla spontaneità. L'importante è dare quella impressione al pubblico, non importa come ci si riesce.

Lei è stata scoperta da un australiano e ha lavorato con Peter Jackson, non le dispiace di non aver ancora potuto lavorare con Jane Campion? Cate Blanchett: Mi ritengo fortunata per i ruoli che ho potuto interpretare e le persone con cui ho lavorato. Ovviamente mi piacerebbe lavorare con Jane, è fantastica e unica.

E un personaggio che le piacerebbe interpretare? Cate Blanchett: Adoro i Peanuts, mi piacerebbe interpretare Lucy. Conosco tutte le canzoni, ma non chiedetemi di cantarle!

Cate Blanchett al Napoli FilmFestival 2005
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