Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo

2009, Fantastico

Cannes 62: è il giorno di Terry Gilliam e Gaspar Noé

Il film più atteso della giornata, quello dell'ex Monty Python, è fuori concorso; la competizione presenta invece Enter the Void di Gaspar Noé e The Time that Remains di Elia Suleiman.

Unico caso di film fuori concorso proiettato per la stampa nella séance mattutina del fastoso Grand Théatre Lumière, Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo di Terry Gilliam - che il regista non avrebbe voluto in gara per non "rischiare" un nuovo premio postumo per la star Heath Ledger - è evidentemente uno degli eventi più attesi di questo 62. Festival di Cannes. Opera immaginifica e pittorica, Parnassus fornisce a Gilliam l'occasione per tornare a sfoggiare l'enorme talento visionario che ha dimostrato sin dai tempi dei Monty Python. Essenziale, e volendo anche un po' debole, nel plot, il film ha il suo punto di forza nella magnificenza e nella ricchezza dei mondi creati dalla combinazione tra i poteri del protagonista e l'immaginazione di colui che attraversa il suo specchio incantato - oltre che nella peculiarità del mood gilliamiano più fiabesco.
La nostra recensione del film Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo

Enter the Void: Nathaniel Brown in una scena del film
La rassegna competitiva, che a questo punto, quasi in chiusura (mancano soltanto i film di Isabel Coixet e Tsai Ming Liang), possiamo ben dire sia stata quasi su livelli molto alti, cala un altro paio di assi: Gaspar Noé, il chiacchieratissimo autore di Irréversible, presenta il suo Enter the Void, un vorticoso e allucinatorio dramma soprannaturale che vede protagonista il giovane spacciatore Oscar, che, poco dopo essersi trasferito a Tokyo con la sorella Linda, resta ucciso in una sparatoria: la promessa fatta a Linda, quella di non abbandonarla mai, trattiene però il suo spirito nel mondo dei viventi, costringendolo a vagare per le strade della caotica capitale nipponica.
Il palestinese Elia Suleiman regala invece alle platee del festival transalpino un'opera di grande originalità e sensibilità: The Time that Remains, laconico, poetico e divertente racconto semi-autobiografico delle vicende familiari del regista, il cui padre, nativo di Nazareth, partecipò attivamente alla resistenza all'occupazione israeliana.
Leggi la nostra recensione di The Time that Remains

Protagonisti nell'ambito di Un certain régard sono oggi l'olandese Jean Van De Velde con The Silent Army - che narra la storia di Eduard, un uomo proveniente dai Paesi Bassi che gestisce un ristorante in un paese africano, e che, quando Abu, il migliore amico di suo figlio, viene rapito, si mette alla sua ricerca per strapparlo alle mani dei guerriglieri - e il portoghese João Pedro Rodrigues che racconta, in Morrer como um homem, la storia del trans Tonia, che non riesce a decidersi a operarsi per completare la propria trasformazione in donna nonostante l'insistenza del suo compagno.

Cannes 62: è il giorno di Terry Gilliam e Gaspar...
Privacy Policy