Cannes 2010, giorno sei con Outrage di Kitano e Biutiful di Iñárritu

Tra le altre pellicole della giornata il thriller drammatico Carancho e il divertente Tamara Drewe di Frears. Assente Jean-Luc Goddard per la premiere del suo Film Socialisme.

Questo lunedì di Cannes è una giornata tutta dedicata a grandi autori provenienti da vari parti del mondo: per il concorso infatti tornano sulla croisette due celebrati registi quali il nipponico Takeshi Kitano e il messicano Alejandro González Iñárritu. Outrage segna il ritorno di Beat Takeshi agli yakuza movie dopo la parentesi più autoriale dell'ultimo decennio, ed è un ritorno grondante sangue con decine e decine di esecuzioni e vendette che si susseguono su schermo affidandosi ad un plot davvero molto esile. Il "divertimento" è comunque assicurato, con tantissime scene cult che non mancheranno di entusiasmare i fan di vecchia data del regista e sconvolgeranno chi invece non è più abituato ad un Kitano così sanguinolento. Leggi la nostra recensione di Outrage.
Inarritu invece torna in concorso a quattro anni dal successo di Babel, ma questa volta non si tratta di una pellicola corale ma di un film che ha unico grande protagonista, lo straordinario attore spagnolo Javier Bardem. Il film è infatti girato per la sua interezza a Barcellona e segue la storia di un uomo che si scopre malato terminale per un cancro alla prostata ma deve occuparsi del futuro dei due bambini, della ex moglie bipolare e di tanti affari più o meno legali lasciati in sospeso in una città grigia, sempre vissuta al margine tra immigrati clandestini e poliziotti corrotti. Il primo film del regista messicano senza il fedele sceneggiatore Guillermo Arriaga non è più un puzzle ad incastri come le precedenti opere, ma è comunque un film doloroso ed angosciante sorretto dalla straordinaria interpretazione di Bardem.

Prima foto di Gemma Arterton in Tamara Drewe
Fuori concorso il nuovo film di Stephen Frears, Tamara Drewe, la storia di una ragazza che ritorna nel piccolo paesino di campagna in cui aveva trascorso l'adolescenza, portando scompiglio con la sua bellezza. La protagonista del film è infatti la bellissima Gemma Arterton, nei prossimi giorni nelle sale di tutto il mondo con Prince of Persia: Le sabbie del tempo, ma tutto il film è un delizioso ritratto della campagna rurale britannica e di un microcosmo fatto di tradimenti, teenager ribelli e vecchi amori. Tratto dall'omonimo graphic novel di Posy Simmonds, Tamara Drewe si fa notare proprio per la freschezza delle situazioni e l'irriverenza di alcuni dialoghi, oltre che da un ottimo cast di contorno.

Una scena del film Carancho
Per la sezione Un Certain Regard è la volta di un maestro del cinema quale Jean-Luc Godard che nonostante fosse attesissimo (manca al Festival da sei anni) ha dato forfait proprio all'ultimo momento inviando via fax una poesia in cui spiega che a causa della stanchezza e della scarsa voglia non parteciperà alla proiezione della sua nuova opera, ovvero Film Socialisme, che secondo definzione del suo autore è una vera e propria "sinfonia in tre movimenti" in cui si parla di filosofia e politica.
Dall'Argentina un altro grande autore quale Pablo Trapero ci presenta Carancho, un atipico thriller che come sempre vede come protagonista la bellissima moglie (e produttrice del film) Martina Gusman, per la prima volta insieme a Ricardo Darin, l'attore più famoso d'Argentina, già protagonista del film Il segreto dei suoi occhi, vincitore quest'anno dell'Oscar come miglior film straniero. La storia racconta di un "avvoltoio", ovvero un avvocato che frequenta gli ospedali alla ricerca di potenziali clienti, si innamora di una dottoressa e si ritrova nei guai nel momento in cui un finto incidente che aveva organizzato per defraudare l'assicurazione causa l'accidentale morte del suo assistito.

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