Berlino giorno 2: Polanski e Ginsberg le anime del festival

Giornata ricchissima centrata sull'ultimo riuscito film di Polanski, L'uomo nell'ombra. Presentato anche Howl, ricercata ricostruzione del processo per oscenità ai poemi di Ginsberg e l'italiano Due vite per caso.

Nonostante i numerosi film interessanti presentati quest'oggi, difficilmente il secondo giorno di Berlino 2010 non sarà ricordato che per il nuovo film di Roman Polanski, conclusosi giusto in tempo per la selezione berlinese e tra le note problematiche giudiziare che hanno coinvolto il regista polacco in terra svizzera. Berlino dà un segnale forte accogliendo il film in concorso e colpisce nel segno, perchè L'uomo nell'ombra, è un thriller di grande classe, solido, dal buon ritmo e soprattutto condito con il tipico humor nero e la profondità del regista di Rosemary's Baby

James Franco ed Aaron Tveit in una scena del film Howl
Ma è stato anche il giorno di Howl, il film dedicato al caso gudiziario che impegnò l'editore Lawrence Ferlinghetti, costretto a fronteggiare nei bigotti anni '50 l'accusa per oscenità per il celebre poema L'urlo di Allen Ginsberg. Processo simbolo dell'accusa generale al movimento dela beat generation che i registi Rob Epstein e Jeffrey Friedman maneggiano con grande pregio, con un film intelligente e raffinato, capace di evitare le trappole del cinema processuale, mischiando i piani narrativi e i linguaggi. Leggi la recensione del film.

Kajol in una scena del film My Name Is Khan
Nella giornata dedicata ai personaggi del passato è stato anche presentato, nella sezione Panorama Sex & Drugs & Rock & Roll, irriverente ritratto della leggenda punk Ian Dury; mentre ha deluso lo spagnolo For The Good Of The Others sorta di drammone medico dall'impostazione televisiva e dall'improvvisa e ingiustificata svolta metafisica. E' stato anche il giorno dell'indiano My Name Is Khan, dramma su un mussulmano che soffre di una forma di autismo che rende complicate le relazioni con gli altri. Presentato fuori concorso, il film paga l'eccessiva lunghezza e soprattutto la scelta di mettere troppa carna al fuoco, dal tema del terrorismo, alla malattia, in uno stile un po' confusionario. Infine, numerosi anche oggi i titoli all'interno della sezione Forum, dal rumeno Portrait of the Fighter as a Young Man, lunghissimo racconto di guerra al confine col documentarismo agli asiatici a Crowd of Three e I'm in Trouble!, coreano il primo, giapponese il secondo.

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