24 Frames, il testamento di Kiarostami a Cannes70: storia del cinema in 24 fotogrammi

Presentato come evento speciale al 70esimo Festival di Cannes 24 Frames, ultimo film di Abbas Kiarostami, che trasforma 24 fotografie scattate durante la sua vita in altrettanti quadri, in cui ha condensato passato, presente e futuro del cinema.

Abbas Kiarostami sul set di Copia Conforme

Un emozionato Thierry Frémaux ha presentato in questi giorni al 70esimo Festival di Cannes 24 frames, film evento della kermesse francese. Il direttore era commosso per due motivi: l'attentato a Manchester, per cui, prima della proiezione, è stato osservato un minuto di silenzio, e per il fatto che la pellicola rappresenta il testamento filmico di Abbas Kiarostami, venuto a mancare a luglio dello scorso anno.

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Suddiviso in 24 capitoli, come suggerisce il titolo, il regista persiano ha trasformato 24 foto scattate nel corso del suo percorso in altrettanti quadri in movimento, immaginando gli eventi accaduti prima e dopo i suoi scatti. Il film si apre con I cacciatori nella neve di Pieter Bruegel che prende vita, per poi mostrare diversi paesaggi in bianco e nero, di cui molti invernali, in cui non compare quasi mai la figura umana, per lasciare spazio a cavalli, uccelli, pecore e gabbiani.

24 Frames: un'immagine del film

Storia di un percorso in 24 scene

Il film, della durata complessiva di due ore, trasforma 24 foto in piccoli corti da cinque minuti l'uno, in cui si vede l'amore del regista per la natura, praticamente onnipresente: quattro gabbiani appollaiati su altrettanti pali di legno che emergono dal mare costituiscono uno dei pochi frammenti a colori, un gruppo di cavalli viene ritratto al pascolo mentre il fotografo è in macchina e scatta loro la foto sporgendosi dal finestrino, a volte non c'è nessuna figura vivente e l'occhio onnisciente si limita a guardare il paesaggio da una finestra, mentre si sente una canzone italiana. La figura umana non è mai protagonista: non si vede mai un viso, ma solo figure di spalle, prima un gruppo di turisti che guarda la Torre Eiffel di Parigi e infine una persona che si è addormentata davanti a un computer, ultimo quadro della serie.

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Passato, presente e futuro del cinema in un solo film

24 Frames - una scena dell'ultimo film di Kiarostami

Ispirato all'opera dei fratelli Lumière (il titolo originale era 24 Frames before and after Lumiere), 24 Frames racconta in 24 scene fisse tutta la storia del cinema: in principio c'è la fotografia, poi le immagini in movimento, che dallo scatto iniziale evolvono fino a essere ritoccate in digitale. Kiarostami condensa in due ore tutta l'evoluzione della narrazione visiva: non a caso si parte con un dipinto, antenato della fotografia, per poi passare agli scatti in pellicola, al cinema e infine al computer dell'ultima scena, sul cui schermo passano scene di vecchi film in bianco e nero, per un cortocircuito tra passato e presente, che ci parla sia delle origini del cinema sia della nuova strada che sta intraprendendo, con il portatile che diventa una finestra sul mondo esterno. Un'opera difficile, per la pazienza e l'attenzione che richiede, ma allo stesso tempo semplice e cristallina: l'ultima dichiarazione d'amore per il cinema di Kiarostami.

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Valentina Ariete
Redattore
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