Si trova ancora in terapia intensiva al San Camillo di Roma Davide Iacopini, dopo la violenta caduta avvenuta nella serata del 5 ottobre nel quartiere di Monteverde. L'attore, 42 anni, conosciuto per i suoi ruoli in Suburra, Diaz e Studio Battaglia, è stato aggredito mentre si trovava sul monopattino da una persona a bordo di una minicar.
La Procura di Roma indaga per tentato omicidio e, mentre gli investigatori cercano di ricostruire con precisione quanto accaduto, prende forma un'ipotesi ulteriore: l'aggressione potrebbe non essere stata un episodio isolato.
Il punto di partenza sono le immagini delle telecamere e le testimonianze raccolte nella zona. Gli investigatori stanno cercando di identificare le due persone che si trovavano sulla minicar e di capire se la stessa vettura possa essere stata utilizzata anche durante un'altra aggressione avvenuta nelle ore precedenti.
Davide Iacopini: la ricostruzione del caso
L'aggressione è avvenuta poco dopo le 22:00 in via Anton Giulio Barrilli. L'attore - che ha appena ripreso i panni di Eugenio in Maschi Veri, la serie appena tornata su Netflix con la seconda stagione - stava percorrendo la strada in monopattino quando una minicar scura con due persone a bordo si sarebbe avvicinata.
Secondo la ricostruzione, il passeggero avrebbe sferrato un calcio contro l'attore, provocandone la caduta. Iacopini avrebbe quindi perso l'equilibrio e sarebbe finito contro un'auto parcheggiata, riportando un grave trauma cranico. Quando sono arrivati i soccorsi, l'attore era a terra e privo di conoscenza. È stato trasportato al San Camillo, dove è stato ricoverato in terapia intensiva e sottoposto alle cure per le conseguenze del trauma. La prognosi resta riservata.
La minicar era tornata indietro
Uno degli elementi sui quali si concentrano gli investigatori riguarda ciò che sarebbe successo immediatamente dopo il colpo. Secondo quanto emerso finora, la minicar si sarebbe allontanata per poi tornare sul posto. Il motivo sarebbe legato a una scarpa persa da uno degli occupanti durante l'aggressione. Recuperato l'oggetto, la vettura si sarebbe nuovamente allontanata.
È un particolare che potrebbe rivelarsi utile per ricostruire la traiettoria dell'auto e, soprattutto, per confrontare la sua presenza con le immagini registrate dalle telecamere della zona. Gli investigatori stanno infatti acquisendo e analizzando i filmati disponibili per provare a ricostruire l'intera sequenza e identificare chi si trovava a bordo.
Non si tratta di un caso isolato?
A rendere più complessa la ricostruzione c'è però un'altra denuncia, presentata ai carabinieri il 6 ottobre. Una donna ha riferito di essere stata aggredita la sera precedente, il 4 ottobre, nella stessa area. Anche in questo caso, secondo il suo racconto, sarebbe comparsa una minicar scura con due persone a bordo.
La donna avrebbe raccontato di essere stata colpita alla testa dal passeggero mentre stava rientrando a casa. Dopo l'aggressione, la vettura avrebbe fatto inversione e avrebbe urtato un'altra persona che viaggiava su un monopattino. Quest'ultima sarebbe poi finita contro alcune auto parcheggiate. La donna è stata medicata al San Camillo e dimessa con una prognosi di cinque giorni.
È proprio la somiglianza tra le due vicende ad avere attirato l'attenzione degli investigatori. In entrambi i casi compare una minicar e in entrambi i racconti viene indicato un comportamento violento nei confronti di persone che si trovavano a piedi o su un monopattino.
Al momento, però, non è stato accertato che dietro gli episodi ci siano le stesse persone. Il collegamento resta un'ipotesi che dovrà essere verificata attraverso le immagini, le testimonianze e gli altri elementi raccolti dagli investigatori.
La priorità è ora capire se la vettura descritta nelle due vicende possa essere la stessa. Un confronto tra orari, percorsi e filmati potrebbe permettere di stabilire se esista una continuità tra quanto denunciato il 4 ottobre e l'aggressione costata a Davide Iacopini il ricovero in terapia intensiva.