Steven Spielberg: "l’epoca dei supereroi è destinata a finire"

Il regista ha detto la sua sul fenomeno dei supereoi: come per il western anni fa, c'è una data di scadenza.

Angelica Vianello

Alcuni anni addietro Steven Spielberg, che godeva del successo de Lo squalo, I Predatori dell'Arca Perduta e Jurassic Park, predisse insieme a George Lucas che l'inlcinazione dell'industria cinematografica per i blockbuster miliardari avrebbe determinato grandi cambiamenti nel modo di fare e distribuire film. Aveva ragione. Adesso che si pronuncia sulla maggiore tendenza di questi anni - i film sui supereroi- l'industria ne prenderà nota?

In un'intervista a Associated Press, al regista è stato chiesto se riteneva ancora valida la sua opinione di qualche anno fa. E Spielberg non solo l'ha confermata, ma ha dichiarato che l'ossessione per i supereroi e i fumetti è destinata a consumarsi e sparire. "C'eravamo quando è morto il Western, e arriverà il momento in cui la stessa cosa succederà al genere dei supereroi. Non significa non vi sarà occasione per il western di fare il suo ritorno, ed eventualmente anche per i supereroi. Certo, adesso è un genere in piena salute. Sto solo dicendo che questi cicli hanno un corso finito nella cultura popolare. Arriverà il giorno in cui le storie mitologiche saranno soppiantate da qualche altro genere che magari qualche giovane cineasta sta progettando di scoprire per tutti noi".

È innegabile che se guardiamo ai passati decenni, sono pochi i generi che si sono mantenuti costantemente in vita nel cinema mondiale, e anche quelli hanno subito ridimensionamenti e rifacimenti totali, col cambiare della sensibilità artistica ed estetica. Non abbiamo più Western, ma nemmeno commedie d'amore (si suol dire che l'ultima degna di nota sia Notting Hill). Proseguono gli spy-movies, ma non hanno niente a che vedere con quelli degli anni '60 e '70. E seppure il gusto del revival è nutrito dalla forte nostalgia che segna la contemporaneità, siamo riusciti a far emergere tutto quel genere di fantascienza distopica e young adult che riempie le sale ogni anno.

Al di fuori dell'Universo Marvel (con l'eccezione di Lanterna verde e Fantastic 4 - I Fantastici Quattro), poi, ci sono titoli nel genere fumetti/supereroi che non hanno avuto altrettanta fortuna: pensiamo anche solo a John Carter o The Lone Ranger. Non si direbbe che il commento di Spielberg voglia censurare questa tendenza, quanto prendere atto della sua caducità. Dopo tutto, lui stesso continua a produrre Transformers, ha resuscitato Indiana Jones, ed era coinvolto nell'immane successo di Jurassic World.

Quindi gli amanti del genere non si indignino, e i detrattori non facciano di tutta l'erba un fascio: anche il genere supereroi si evolve. Abbiamo avuto l'epoca delle origini (Il cavaliere oscuro su tutti) ma anche mosse più coraggiose come il taglio bizzarro di Guardiani della Galassia. Negli anni '80 o '90 non sarebbe mai stato possibile riconoscere tanta autorevolezza a film di questo genere. Insomma i supereroi possono adattarsi all'evolversi dei tempi, in fondo lo stesso Tarantino ci sta riportando nel far West, e ne siamo tutti entusiasti.

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