Paul Walker, richiesta della Porsche annullata: il processo continua

La casa automobilistica tedesca aveva chiesto l'annullamento del processo per incompetenza territoriale.

Patrizio Marino

Un giudice della Corte Suprema di Los Angeles ha respinto la richiesta della Porsche di annullare il processo intentato dalla figlia dell'attore Paul Walker per vizio procedurale. Il legale della casa automobilistica aveva chiesto l'annullamento sostenendo che l'azienda non ha nessun legame giuridico con lo stato della California. Il giudice ha sostenuto che l'azienda, avvalendosi di un intermediario, ha venduto numerose automobili in California, "i fatti dimostrano che la Porsche ha fatto affari in California, la presenza di un intermediario non preclude la volontà di raggiungere un utile" ha sentenziato il giudice. Meadow Walker, figlia del compianto protagonista della saga Fast and Furious, lo scorso settembre aveva denunciato la Porsche sostenendo che l'auto presentava dei difetti strutturali, ben noti all'azienda, che ne avevano compromesso la sicurezza.

Leggi anche: The Fast and the Furious, 10 cose che ne fanno un cult del cinema action L'azienda automobilistica tedesca sostiene che l'attore deve essere ritenuto corresponsabile dell'incidente poiché la macchina era stata manomessa e Walker era consapevole che le modifiche apportate diminuivano gli standard di sicurezza del veicolo. Lo scorso aprile, in una causa intentata dalla vedova di Roger Rodas, anche lui deceduto nel tragico impatto del 30 novembre 2013, un giudice aveva stabilito che la Porsche non era responsabile dell'incidente provocato, secondo questa sentenza, dall'alta velocità. L'autopsia ha stabilito che Rodas e Walker sono morti a causa delle ferite e delle ustioni riportate nell'incidente, ricordiamo che l'auto si era schiantata contro un palo ai lati della strada e aveva subito preso fuoco.

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