Paul Haggis: “Crash non avrebbe dovuto vincere l’Oscar”

Il regista stesso ammette che oggi forse non voterebbe per Crash, ma che nel 2006 erano tanti i film forse anche più meritevoli.

Angelica Vianello

Che ogni premiazione, e particolarmente ogni notte degli Oscar, sia seguita da una più o meno aggressiva ondata di scontento, lo sappiamo tutti. Poche volte però l'animosità di critici e pubblico è stata unanime come nel 2006,quando Crash - Contatto fisico di Paul Haggis trionfò su I segreti di Brokeback Mountain. Ora lo stesso Haggis ammette che la critica non aveva del tutto torto.

Il regista ha dichiarato a HitFix di non considerare il suo film del 2005 come il migliore dell'anno. "Era davvero il miglior film dell'anno? Non credo. C'erano film bellissimi quell'anno. Good Night, and Good Luck bellissimo, Truman Capote - A sangue freddo, spettacolare. Brokeback di Ang Lee, grandissimo film. E Munich di Spielberg. Insomma dico... che anno!".

"Per qualche motivo Crash ha toccato le persone, e non puoi giudicare film così. Sono contento di avere quegli Oscar, sono bellissimi. Ma non dovresti chiedermi quale credo fosse il miglior film di quell'anno perché non voterei _Crash, solo perché ho visto la maestria negli altri film_".

Inoltre Haggis ha raccontato che è divertito quando gli viene fatto notare che il film non illustra appropriatamente le questioni razziali, e dice di aver enfatizzato di proposito gli stereotipi nella prima mezz'ora di pellicola, solo per rovesciarli nel resto del film. Ha anche raccontato che molte persone gli hanno detto che il film ha cambiato le loro vite. "Sapevo che si trattava dell'esperimento sociale che avevo in mente, e credo che sia un esperimento sociale davvero valido. È un grande film? Non lo so".

Dopo che l'intervista a HitFix è stata pubblicata, Haggis ha chiarito ulteriormente riguardo la serie di domande sul fatto che ritenesse o meno il suo film il migliore di quell'anno: "Sono molto orgoglioso di Crash, e onorato che sia stato scelto tra i migliori di quell'annata... soprattutto in un'annata colma di titoli magnifici e audaci che hanno esplorato questioni reali e incalzanti. È ingiusto e piuttosto ridicolo chiedere a un regista se il suo film fosse il 'migliore' - sono canadese e non sarò mai il tipo che si alza e proclama 'Sì, il mio film meritava assolutamente di vincere su tutti quegli altri bellissimi film'. Non succeederà, e sono sempre stato coerente al riguardo", ha detto poi a Showbiz 411.

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