Oscar 2011: una statuetta al cigno nero Natalie Portman

E' lei a conquistare l'unico premio per Il cigno nero, un film che avrebbe meritato di più ma che deve comunque molto alla sua straordinaria interpretazione.

E' una delle eroine della serata, nonostante il suo film, Il cigno nero di Darren Aronofsky, non ottenga che un Oscar dei cinque a cui era candidato: ma quello che stringe Natalie Portman è un Academy Award di cui andare orgogliosi.
Una dieta ferrea che l'ha smagrita di dieci chili, dalle sei alle otto ore di esercizi di danza, sudore e lacrime, una trasformazione che ha incantato e commosso i non pochi estimatori dell'emozionante pellicola di Aronofsky.

Natalie, radiosa e piena di gratitudine per gli applausi entusiastici, ringrazia la sua famiglia, il suo compagno "che le ha regalato il ruolo più importante della sua vita" (quello, imminente, di madre) e anche i registi che hanno avuto un peso particolare in una carriera già lunghissima per una ventinovenne, da Luc Besson, che le offrì il suo primo ruolo in Léon a soli undici anni, ad Aronofsky, con il quale ha creato l'ipnotica e fragile Nina Sayers.

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