Il 15 settembre Il Mercante di pietre

Una storia che racconta il terrorismo internazionale, con interpreti quali Harvey Keitel e F. Murray Abraham

È prevista per venerdì 15 settembre l'uscita nazionale del film di Renzo Martinelli Il Mercante di Pietre, una storia in cui si affronta il tema del terrorismo internazionale, interpretato da Harvey Keitel, Jane March, Jordi Mollà, Paco Reconti e con F. Murray Abraham.
Le riprese si sono svolte in Scozia, in Cappadocia (Turchia) a Torino e a Roma.

"Nessun cineasta ha trattato fin ora questo argomento - spiega Martinelli. Il mio film racconta una vicenda di oggi, che potrebbe accadere ad ognuno di noi".
Harvey Keitel è "Il Mercante di Pietre", un trafficante di pietre preziose estratte in Afghanistan e smerciate poi in Europa. È un occidentale che opera in particolare fra Milano e Torino, ma non solo. È anche un "converso", un apostata che ha abbandonato il Cristianesimo per diventare musulmano e per di più terrorista. Fa parte infatti di una delle "cellule dormienti" della rete di Al Qaeda, sempre pronte ad attivarsi su ordine superiore. Sopra di lui troviamo l'arabo Shaid, interpretato da F. Murray Abraham, che a un certo punto organizza un attentato con un ordigno radioattivo "sporco".
L'obiettivo è il traghetto della Manica, che fa servizio fra Calais e Dover. Il trafficante dovrà imbarcare sul traghetto un'auto con una bomba radioattiva camuffata da bagaglio. E dovrà servirsi di una donna da lui sedotta e ignara del terribile stratagemma. Il piano dei terroristi prevede che il "trafficante" spinga la ragazza, interpretata da Jane March, a imbarcarsi con la sua auto, mentre lui si assenterà con qualche scusa, dicendole che "la raggiungerà il giorno dopo".
"Occorre riflettere su questo punto - prosegue Martinelli - poiché la sceneggiatura del film si ispira a una precisa strategia del terrorismo, la cosiddetta "strategia della colomba". L'idea è quella di sedurre delle donne per poi usarle come inconsapevoli vettori di bombe. Il protagonista è un europeo convertito all'islamismo. Spesso i neo-conversi sono ancora più fanatici degli integralisti arabi, dovendo dare dimostrazioni più tangibili del loro credo".

Il mercante è una sorta di "mutante". Non a caso la frase di lancio d
el film è: "Entra nella tua vita, ti corrode, ti distrugge". Il trafficante, però, finirà per innamorarsi della donna scelta come "colomba" e ciò complicherà l'attuazione del piano. Il dramma è inoltre accentuato del fatto che il marito della donna sedotta dal terrorista (Jordi Mollà) ha già sofferto a causa del terrorismo, avendo perso le gambe nell'attentato di Nairobi del 1998.
"Un ruolo, il suo, incentrato sulla testimonianza. Dopo aver visto questo film, uscendo dalla sala ci si dovrebbe chiedere se non sia giunto il momento di interrogarci. Si deve capire che ognuno di noi è un potenziale bersaglio, come dimostrano l'orrendo attentato alla Stazione Atocha di Madrid e le stragi di Londra. Nel film inserirò spezzoni di immagini concesse dall'inviato del "Corriere della Sera" Massimo Alberizzi, in cui tra le macerie di Mogadiscio spiccano moschee nuove di zecca. Qualsiasi nostra concessione, come l'eliminazione del crocifisso nelle scuole, viene interpretata un segno di debolezza. Il nuovo Papa, Benedetto XVI, è molto sensibile a questi temi. È l'uomo giusto per porre con forza i punti fermi della nostra civiltà come presupposto al confronto con altre culture".

Il soggetto e la sceneggiatura sono firmati Martinelli e Fabio Campus, liberamente ispirato al romanzo di Corrado Calabrò Ricorda di dimenticarla.

Il 15 settembre Il Mercante di pietre
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